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Covid-19, tutti i rischi per il trasporto pubblico locale

di

Doxa

Il settore del trasporto pubblico locale è al collasso. Urge un intervento del governo. Il post di Marco Foti

Nei primi giorni dopo l’avvio dell’emergenza pandemica ho evidenziato la necessità di un intervento del governo nel settore del trasporto pubblico locale. Oggi, a distanza di un mese, il settore è al collasso.

Tecnici ed addetti del comparto stimano perdite per le aziende che si aggirano intorno ai 200 milioni di euro in un mese.

E’ inutile ricorda come il TPL rappresenti l’elemento portante della mobilità nelle aree urbane residenziali (dove vive più del 70% della popolazione). Una fotografia di CdP del 2019 evidenzia la “forza” di questo settore industriale caratterizzato da poco più di 900 aziende ed un comparto produttivo di 124 mila addetti.

Si aggiunga anche l’aspetto relativo alla natura delle aziende in quanto “l’88% è costituito da società private ed appena 112 (12% del totale) sono le aziende partecipate da almeno un’amministrazione regionale o locale ma che tuttavia rappresentano l’83% del mercato in termini di percorrenze, trasportano il 90% dei passeggeri, impiegano l’87% degli addetti e producono l’85% del fatturato”.

Fatturato che vede il mercato del TPL italiano al quarto posto in Europa per dimensione economica ed un valore che supera i 12 miliardi di euro.

Secondo lo studio “Luci e ombre della mobilità urbana in Italia: ripartire dal trasporto pubblico” di Cassa depositi e prestiti “le risorse pubbliche totali stanziate a supporto del TPL per il periodo 2017-2023 ammontano ad oltre 22 miliardi di euro disponibili su un orizzonte pluriennale e scandite nel tempo in modo da imprimere già nei primi anni uno stimolo al settore”.

Sempre secondo Cdp “in base alle stime effettuate, con un volume di risorse stanziate pari a circa 2,8 miliardi annui è possibile generare, nel quinquennio 2019-2023, valore aggiunto per circa 4,3 miliardi di euro l’anno (0,2% del PIL) e contribuire a creare circa 110 mila unità di lavoro aggiuntive l’anno (0,5% dell’occupazione totale)”.

L’emergenza dovuta alla pandemia del Covid-19 inibisce di fatto qualsiasi misura ed azione di sviluppo del settore, anzi depotenzia l’attuale assetto. Per cui ritengo che occorra mettere in campo, anche con urgenza visto il protrarsi dell’emergenza, risorse e misure specifiche a tutela del trasporto pubblico locale, così come richiesto da più parti (associazioni di categoria ASSTRA, ANAV e AGENS) che prevedano per il 2020 “l’annullamento o la riduzione significativa del pagamento dei contributi sul costo del lavoro da parte delle aziende erogatrici di trasporto pubblico ed il ripristino totale del beneficio delle accise sul gasolio in via straordinaria in considerazione dell’assenza di previsione nel DL Cura Italia”.

Concludo con l’appello delle associazioni in merito alla richiesta al governo di “interventi chiari e lungimiranti che vadano nella direzione auspicata, viceversa la grave crisi che già sta interessando le imprese rischia di portarle a irreversibili compromissione e squilibrio degli indici caratteristici, contrassegnandone l’ineludibile fallimento. Si tratta di una situazione di estrema eccezionalità ed è necessaria tempestività per non pregiudicare irrimediabilmente la situazione dell’intero comparto”.

Occorre fare in fretta, c’è in ballo il destino di 124 mila famiglie.

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