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I Big data migliorano le rinnovabili. L’esempio degli Usa

di

eolico ANEV

 

I ricercatori dell’NREL infatti stanno mettendo a punto un “high performance computing” (HPC), che ha raggiunto l’obiettivo di gestire grandi e complessi insiemi di dati, superando notevolmente i meccanismi dei tradizionali database.

L’industria sta facendo enormi passi avanti per integrare tra loro le varie fonti rinnovabili e i big data sono un tassello di questo puzzle. L’ESIF Peregrine supercomputer, con il suo modello di computo, capta i legami tra modeling e simulazioni, hardware e dati aggregati, e fornisce la capacità di calcolo indispensabile per modellare sistemi complessi come la rete elettrica, consentendo ai ricercatori di fare previsioni e porsi domande tipo “cosa accadrebbe se…”. In questo modo si può ottimizzare il progetto, tarandolo a seconda delle esigenze, con maggiore sicurezza, evitando sprechi prima della messa in pratica.

Sempre più spesso la domanda “cosa accadrebbe se…” viene posta dagli studiosi dell’ESIF al Peregrine supercomputer per rispondere alla sfida di distribuire energia alla rete quando il sole splende e il vento soffia, rendendo più affidabile ed efficiente la rete e la gestione dei flussi dei energia, un tempo progettata per flussi unidirezionali, dalla centrale termoelettrica alle utenze. Non soltanto, ma il grande ammontare di dati provenienti dalla rete consentirebbe di gestire meglio le politiche energetiche, la domanda e l’offerta di energia, bilanciando meglio l’approvvigionamento tradizionale e rinnovabile.

“Focalizzando l’attenzione sull’integrazione e l’ottimizzazione dei sistemi energetici con le infrastrutture, possiamo comprendere meglio e sfruttare i potenziali costi – benefici che aumentano affidabilità e performance, ridurre i costi e minimizzare gli impatti ambientali” questa la testimonianza di Ben Kroposki, Direttore dell’Energy System Integration dell’NREL.

NREL si sta accreditando sempre più come pioniere dell’ammodernamento della rete elettrica nazionale in USA e fronte delle capacità e dei vantaggi che Peregrine supercomputer comporta, sta facendo di tutto per spostare ricerca e sviluppo sulla realizzazione di sistemi a scala commerciale. Senza smentire il modus operandi tipico statunitense, ovvero la condivisione dei risultati di ricerca o delle best practices, dal gennaio di quest’anno sono stati creati collegamenti virtuali tra il data center di ESIF e il National Wind Technology Center e altre università e laboratori di ricerca. È stata creata questa rete virtuale per la condivisione di dati e know how, al fine di diffondere il più possibile la ricerca e per dare e ricevere nuovi contributi e spunti di indagine.

Sembra quindi che l’incontro tra mondo dell’energia e il digital sia stato proficuo, ma non si escludono nuovi sviluppi specie nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.

 

 

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