Dopo mesi di tensioni e un finanziamenti rimasti sospesi, l’amministrazione Trump ha deciso di rilasciare i fondi destinati a Gavi, l’alleanza internazionale che sostiene le campagne vaccinali nei Paesi a basso reddito. La decisione arriva in seguito all’impegno dell’organizzazione ad apportare alcune modifiche alla gestione dei vaccini contenenti tiomersale, il conservante a base di mercurio contestato dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.
FONDI SBLOCCATI DOPO MESI DI STALLO
I dipartimenti di Stato e della Salute e dei servizi umani degli Stati Uniti hanno confermato lo sblocco di 600 milioni di dollari stanziati dal Congresso per Gavi, la partnership internazionale che aiuta i Paesi in via di sviluppo ad acquistare e distribuire vaccini. Le risorse, destinate agli anni fiscali 2025 e 2026, sarebbero scadute il 30 settembre.
Il finanziamento era stato bloccato per mesi da Kennedy, che aveva accusato Gavi di utilizzare vaccini “pericolosi e obsoleti”. L’amministrazione ha dichiarato che il rilascio dei fondi è stato possibile dopo che l’organizzazione si è impegnata a lavorare alla transizione verso vaccini privi di mercurio e ad ampliare l’accesso a formulazioni più recenti.
IL NODO DEL TIOMERSALE
Al centro della disputa c’è il tiomersale (o thimerosal), un conservante a base di mercurio utilizzato nei vaccini contenuti in flaconcini multidose per prevenire la contaminazione batterica. Questo sistema permette di distribuire vaccini a un numero maggiore di persone con costi più contenuti, soprattutto in aree dove l’accesso alla refrigerazione è limitato.
Gli Stati Uniti hanno progressivamente ridotto l’uso di vaccini contenenti tiomersale e il conservante è stato in gran parte eliminato dai vaccini pediatrici americani all’inizio degli anni Duemila. Kennedy Jr. e alcuni suoi sostenitori hanno dichiarato che il tiomersale possa essere collegato all’autismo, un’affermazione che non trova conferma nei principali studi scientifici citati dalle autorità sanitarie.
GLI IMPEGNI DI GAVI
Gavi aveva già avviato una strategia per passare a vaccini privi di tiomersale, non per problemi di sicurezza legati al conservante, ma perché le formulazioni più recenti possono offrire protezione contro un numero maggiore di malattie o di varianti.
Nell’ambito dell’accordo con gli Stati Uniti, l’organizzazione ha dichiarato che farà “ogni sforzo” per utilizzare formulazioni senza tiomersale per i vaccini contro difterite, tetano, pertosse, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b e meningite meningococcica. La transizione richiederà ai produttori di aumentare la capacità produttiva, ai Paesi di adottare le nuove formulazioni e al consiglio direttivo di Gavi di completare le approvazioni necessarie.
IL RUOLO DEGLI STATI UNITI
Gli Stati Uniti contribuivano in precedenza per circa il 13–15% del bilancio annuale di Gavi, circa 300 milioni di dollari all’anno. L’organizzazione, ricorda Politico, fornisce vaccini contro 20 malattie, tra cui morbillo, malaria e poliomielite, in oltre 50 Paesi a basso reddito.
Dalla sua nascita nel 2000, Gavi ha dichiarato di aver vaccinato più di 1,2 miliardi di bambini nei Paesi più poveri del mondo, contribuendo a prevenire oltre 20,6 milioni di morti. La senatrice repubblicana Susan Collins del Maine, insieme alla democratica Jeanne Shaheen del New Hampshire e ad altri esponenti politici, aveva sottolineato il ruolo dell’organizzazione nel salvare vite e nel contenere le epidemie prima che potessero raggiungere altri Paesi.
LE ALTRE RIFORME RICHIESTE DA WASHINGTON
Oltre alla questione dei vaccini contenenti tiomersale, Politico riferisce che gli Stati Uniti hanno indicato altre modifiche richieste a Gavi. Tra queste figurano la fine della promozione e dell’approvvigionamento di vaccini contro il Covid-19 nei programmi di vaccinazione ordinaria, la riduzione del personale nella sede centrale di Ginevra e una diminuzione dei finanziamenti destinati ad altri partner, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità.
Gavi si è inoltre impegnata a creare una funzione interna dedicata al monitoraggio e alla revisione degli sviluppi nella scienza dei vaccini, compresi quelli relativi alla sicurezza vaccinale. Con l’accordo raggiunto, gli Stati Uniti hanno annunciato anche il ritorno nel consiglio direttivo dell’organizzazione. Già a giugno, infatti, il segretario di Stato Marco Rubio aveva dichiarato che era necessario “ri-impegnarsi” con Gavi, citando le preoccupazioni del Congresso e gli obiettivi americani in materia di salute globale.
Il dipartimento di Stato ha inoltre affermato che ogni futuro sostegno statunitense a Gavi sarà valutato sulla base di “risultati dimostrati, responsabilità e attuazione” delle riforme concordate.






