Il governo della Germania si sta preparando a imporre una serie di condizioni all’acquisizione del produttore di magneti Vacuumschmelze da parte della società mineraria statunitense Energy Fuels. L’intervento dell’esecutivo tedesco su questa operazione – dal valore di 1,9 miliardi di dollari – potrebbe però indispettire l’amministrazione di Donald Trump, tra le cui priorità c’è la “messa in sicurezza” delle filiere degli elementi critici ai fini del superamento della dipendenza dalla Cina.
IL PESO DI VACUUMSCHMELZE NEL MERCATO MONDIALE DEI MAGNETI PERMANENTI
Vacuumschmelze (Vac) ha sede vicino Francoforte ed è l’unica azienda occidentale in grado di produrre su larga scala i magneti permanenti necessari all’industria automobilistica e al comparto della difesa, che li utilizza per costruire droni e sottomarini, ad esempio.
Per gli Stati Uniti, dunque, l’acquisizione di Vac rappresenterebbe un tassello importante nella creazione di una filiera più sicura e meno legata alla Cina. Per l’Europa, invece, la cessione dell’azienda a un gruppo americano rischierebbe di indebolire gli sforzi per la costruzione di una catena di approvvigionamento autonoma per i componenti strategici.
COSA FARÀ LA GERMANIA
L’intervento del governo tedesco sull’acquisizione di Vac è assimilabile al golden power italiano, ovvero quell’insieme di poteri speciali che l’esecutivo può esercitare per tutelare – imponendo condizioni, appunto, o eventualmente bloccando certe transazioni – le imprese considerate di rilevanza strategica.
Secondo le fonti di Bloomberg, è improbabile che Berlino si spinga fino a bloccare l’operazione con Energy Fuels; potrebbe però chiedere garanzie affinché lo stabilimento di Hanau, vicino a Francoforte, continui a svolgere un ruolo centrale nelle attività dell’azienda. D’altra parte, le condizioni imposte potrebbero ridurre l’interesse economico di Energy Fuels per Vac, oppure limitare i benefici attesi dalle aziende statunitensi della difesa: pare infatti che il governo di Friedrich Merz voglia dare priorità agli interessi degli industriali tedeschi.
COSA PENSA VAC
Intervistato da Bloomberg, l’amministratore delegato di Vac, Erik Eschen, ha spiegato che gli stabilimenti dell’azienda in Germania, negli Stati Uniti e in Finlandia operano in modo indipendente, ma il know-how tecnologico si concentra nel sito di Hanau. Pensa che l’operazione con Energy Fuels potrebbe perfino rafforzare la posizione della Germania, garantendole un maggiore accesso alle materie prime critiche grazie all’inserimento nella supply chain della società statunitensi. D’altra parte, ha riconosciuto che i clienti americani potrebbero ricevere un trattamento preferenziale nell’accesso alle forniture di magneti rispetto a quelli tedeschi.
Eschen ha detto anche che, sebbene il governo tedesco abbia sostenuto l’azienda, l’industria europea non ha fatto altrettanto. Per giustificare la costruzione di una seconda fabbrica di magneti in Germania, dunque, Vac dovrebbe prima firmare dei contratti di fornitura pluriennali con una o più grandi case automobilistiche; la domanda proveniente dal settore della difesa, invece, sarebbe troppo bassa per supportare un investimento di tale portata.
Negli Stati Uniti Vac ha siglato un grosso accordo di lungo termine con il costruttore automobilistico General Motors.




