L’Ue amplia la missione Atalanta per contrastare la cosiddetta flotta ombra russa.
È quanto ha annunciato Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, affermando che in settimana gli stati membri dell’Unione europea hanno autorizzato l’Operazione Atalanta ad avviare abbordaggi per la verifica della bandiera delle navi sospettate di appartenere alla flotta ombra russa, come l’Operazione Irini.
L’annuncio è arrivato insieme alla comunicazione relativa all’abbordaggio, avvenuto il 20 luglio, della petroliera sanzionata MV South Star, sospettata di navigare sotto falsa bandiera “in violazione del diritto marittimo internazionale, dalle forze dell’Operazione Irini per la verifica della bandiera”. Kallas ha spiegato che l’Ue sta “intensificando la pressione sulla flotta ombra russa” e ha evidenziato che “ogni viaggio illecito contribuisce a sostenere la macchina da guerra russa”. Per questo motivo, “stiamo accompagnando le nostre sanzioni con attività in mare”, ha spiegato l’Alta rappresentante precisando che “Questa decisione stringe ulteriormente la rete”.
Atalanta è la prima operazione navale dell’Ue, avviata nel 2008. Il suo mandato, inizialmente incentrato sulla lotta alla pirateria, fu ampliato nel 2022 per includere la lotta contro il traffico illecito di armi e stupefacenti in mare. Il mandato è destinato a durare almeno fino fino al 28 febbraio 2027.
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UN RAGGIO D’AZIONE PIÙ AMPIO NELL’OCEANO INDIANO
L’estensione del mandato amplia la portata geografica delle attività europee contro la flotta ombra russa, una rete di petroliere caratterizzata da strutture proprietarie opache che Mosca utilizza per esportare petrolio a prezzi superiori al tetto imposto dai Paesi occidentali, spiega Defense News.
Mentre Irini opera nel Mediterraneo, Atalanta è dispiegata nel Bacino Somalo, nel Golfo di Aden, nel Mar Rosso, nel Golfo di Suez, nel Golfo di Aqaba e nelle acque intorno all’Oman. L’area di operazioni comprende una delle principali rotte percorse dalle petroliere che trasportano greggio russo verso i mercati asiatici.
L’operazione Atalanta è distinta dalla missione europea Aspides. Per quanto riguarda quest’ultima, operazione lanciata nel febbraio del 2024 in risposta agli attacchi ripetuti degli Houthi contro la navigazione internazionale, ha carattere difensivo e un mandato destinato a durare almeno fino a marzo 2027. Per avviarla Bruxelles stanziò 42 milioni di euro, affiancandola alle altre operazioni navali già presenti nella regione: Atalanta, attiva dal 2008 contro la pirateria al largo della Somalia, ed Emasoh/Agenor, lanciata nel 2020 su impulso di Parigi per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e oggi con limitati compiti di sorveglianza.
LE MODIFICHE ALLA MISSIONE ATALANTA DECISE DAL CONSIGLIO UE LO SCORSO MARZO
Per la missione Atalanta, dopo la valutazione strategica del 2025, il Consiglio Ue dello scorso marzo ha deciso di sospendere il monitoraggio del traffico illecito di carbone, mantenendo però i compiti secondari di sorveglianza sul traffico di armi, stupefacenti e sulla pesca illegale. Anche in questo caso viene rafforzato il coordinamento con l’iniziativa Ue Crimario (Critical Maritime Routes Indo-Pacific) ed è aggiunto un nuovo compito relativo alla raccolta e condivisione di informazioni su attività sospette riguardanti infrastrutture sottomarine critiche, nei limiti dei mezzi e delle capacità disponibili.
IL PERIMETRO NORMATIVO DEGLI ABBORDAGGI
Sempre la testata americana segnala che in alto mare le navi non possono generalmente essere fermate e ispezionate da Stati terzi. Tuttavia, l’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare consente alle navi da guerra di effettuare controlli quando esiste un ragionevole sospetto che un’imbarcazione sia priva di nazionalità oppure navighi sotto una bandiera non legittimata.
Il nuovo mandato non attribuisce quindi un potere generalizzato di fermare qualsiasi nave sanzionata o collegata alla Russia, ma riguarda i casi in cui vi siano sospetti sull’effettiva bandiera dell’imbarcazione, una pratica frequentemente associata alla flotta ombra russa.
La decisione del Consiglio dell’Unione europea, il piano operativo e le regole di ingaggio che definiranno nel dettaglio l’applicazione dei nuovi poteri di Atalanta non sono ancora resi pubblici, specifica Defense News.
Infine, come ricorda Kyiv Indipendent, alcuni paesi dell’Ue hanno già abbordato navi sospettate di far parte della flotta ombra russa quando sono entrate nelle loro acque territoriali. Tra i casi più recenti figurano Francia, Svezia, Belgio e Regno Unito.




