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Lockheed Martin punta su una versione low cost degli intercettori Patriot

In occasione del Farnborough Airshow, Lockheed Martin ha annunciato lo sviluppo del nuovo intercettore PAC-3 Adapted Capability Effector (Ace), una versione a costo ridotto del missile Patriot (da 4 milioni di dollari) destinata a rafforzare le capacità di difesa aerea contro droni e missili.

Lockheed Martin lancia il Patriot a basso costo.

In occasione del Farnborough Airshow, la manifestazione biennale dedicata ai settori aerospaziale e della difesa in apertura oggi a Londra, il colosso americno ha annunciato Pac-3 Adapted Capability Effector (Ace), il missile progettato per offrire una soluzione più economica rispetto agli attuali intercettori Patriot.

Secondo l’azienda, il nuovo sistema costerà meno della metà dell’attuale intercettore Pac-3 MSE e potrebbe entrare nella fase di produzione iniziale entro 36 mesi. Il programma prevede inoltre la collaborazione con partner industriali statunitensi ed europei.

Lockheed Martin prevede di lanciare un missile Patriot a basso costo per ricostituire le scorte ridotte, osserva il Wall Street Journal. La mossa arriva in risposta alla crescente domanda da parte delle forze armate di soluzioni più economiche per contrastare i droni, a seguito dei recenti conflitti tra Ucraina e Medio Oriente.

Tutti i dettagli.

IL COSTO DEL NUOVO INTERCETTORE ACE

Il costo del nuovo Ace sarà inferiore alla metà di quello dell’intercettore PAC-3 MSE, che, sulla base dei documenti di bilancio dell’esercito statunitense, ha un costo di circa 4 milioni di dollari per missile, rileva il Financial Times.

A un tale costo, non è vantaggioso utilizzare il Patriot per abbattere i droni iraniani più piccoli ed economici che la Russia ha acquistato e utilizzato in Ucraina.

“I militari americani e alleati hanno bisogno di una soluzione collaudata sul campo e al contempo economicamente vantaggiosa”, ha dichiarato Tim Cahill, presidente di Lockheed Martin Missiles and Fire Control.

 

LA CRESCENTE DOMANDA DI SISTEMI DI DIFESA AEREA

Il sistema Patriot è tra i sistemi di difesa aerea più richiesti dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Le batterie Patriot sono impiegate da Kyiv per contrastare gli attacchi missilistici balistici russi e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha più volte richiesto ulteriori lanciatori e intercettori per rafforzare la protezione del Paese.

Alla crescita della domanda hanno contribuito anche le tensioni in Medio Oriente, con gli scambi missilistici tra Iran, Stati Uniti e Israele e la più ampia instabilità nell’area del Golfo, fattori che hanno aumentato la pressione sulle scorte disponibili e messo in evidenza i limiti produttivi dell’industria occidentale della difesa.

L’obiettivo del più grande appaltatore militare americano è quindi produrre una versione più economica del Patriot, da schierare rapidamente man mano he le scorte globali di intercettori di fascia alta si esauriscono.

Parallelamente, è aumentata la richiesta di sistemi in grado di intercettare droni e missili a basso costo senza ricorrere a intercettori significativamente più costosi, ricorda il Ft.

LA SFIDA DELLE STARTUP DELLA DIFESA

Infine, secondo il quotidiano finanziario britannico la mossa di Lockheed Martin si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente competizione con startup del settore della difesa che sviluppano sistemi meno costosi e realizzabili su larga scala.

Tra queste figura l’azienda ucraina Fire Point, che il mese scorso ha annunciato il primo volo di prova del proprio intercettore FP-7.x, progettato per contrastare missili balistici e droni a una frazione del costo dei sistemi occidentali esistenti, tra cui Patriot e il sistema franco-italiano Samp/T, con l’obiettivo di consentirne una produzione in volumi superiori.

Lockheed Martin ha assicurato che il suo PAC-3 Adapted Capability Effector può essere prodotto più rapidamente e costerà agli acquirenti meno della metà rispetto alla versione più venduta, il Missile Segment Enhancement.

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