Da dove viene Moonshot AI? L’azienda è stata fondata nel 2023 da ricercatori e musicisti amatoriali cinesi: si tratta di grandi appassionati dei Pink Floyd, che con la nascita dell’azienda e la scelta della luna nel suo nome hanno voluto celebrare il cinquantennale dell’uscita dell’album “Dark Side of the Moon”. Il CEO è Zhilin Yang, classe 1992, che nel suo gruppo universitario, Splay, faceva il batterista e il cantante.
L’azienda è cresciuta in poco tempo, attirando investitori come le Big Tech cinesi (a partire da Alibaba) e ancor prima HongShan, la società del mago del venture capital Neil Shen, oltre ai capitali pubblici.
La storia di Zhilin Yang illustra un percorso formativo ben definito: laurea in Cina (informatica alla Tsinghua University), dottorato in informatica in un’università statunitense dove sono presenti tantissimi talenti cinesi, la Carnegie Mellon University (lo stesso Zhilin Yang ricorda nella sua tesi di dottorato gli incontri coi colleghi Zihang Dai, Jiateng Xie, Qizhe Xie, Dylan Du, Guokun Lai e Jingzhou Liu). Poi è venuta l’esperienza in società tecnologiche americane, come Meta AI e Google Brain. Infine, il ritorno in Cina per affrontare nuove sfide imprenditoriali: il ricercatore diventa fondatore.
Per capire a spanne quale sia l’entità del talento cinese in un’istituzione come la Carnegie Mellon University, suggerisco un esercizio. Si vada a guardare il sito del gruppo di ricerca Catalyst, che mette insieme ricercatori sui dipartimenti di machine learning, informatica e ingegneria informatica di quell’università, e si noti il numero di persone nate in Cina tra gli alumni, gli studenti e gli studenti di dottorato.
Il CEO di Moonshot AI ha quindi una profonda conoscenza del sistema universitario e aziendale degli Stati Uniti, con cui ha sempre mantenuto contatti molto stretti. Tra l’altro a marzo 2026 è intervenuto con un keynote alla principale conferenza di NVIDIA sulla tecnologia, la GTC.
In un’intervista del 2024, Zhilin Yang ha immaginato il futuro di Moonshot AI come una combinazione dell’idealismo tecnologico di OpenAI e della filosofia aziendale di ByteDance. Con questa formula, intende che la ricerca di una “intelligenza artificiale generale” deve sempre imparare da una mentalità di commercializzazione, per evitare di spendere troppo senza avere ricavi adeguati.
Come è comprensibile, Zhilin Yang, che per il successo di Moonshot AI ha già avuto da tempo occasione di confrontarsi con la leadership del Partito Comunista, e in particolare col primo ministro Li Qiang, ha speso parole di elogio non solo per l’ecosistema delle aziende di intelligenza artificiale in Cina ma anche per il sistema formativo cinese. Sono stati i decenni di investimenti costanti dalla scuola primaria fino ai dottorati di ricerca, a suo avviso, ad aver formato un bacino immenso di professionisti altamente qualificati.
Le startup cinesi per i prossimi anni potranno contare su questo ecosistema di talento formidabile, per innovazioni che continueranno a incidere sulla frontiera della ricerca nell’intelligenza artificiale, generando “sorprese” e conseguenze politiche.






