La preda cambia padrone. Ma non finisce nelle mani di uno solo. Dopo mesi di indiscrezioni e di pretendenti, Singular Bank trova il suo nuovo assetto. A guidare l’operazione è ING, che acquista circa il 40% della principale banca privata indipendente spagnola, senza però assumerne il controllo. Attorno all’istituto olandese si raccoglie infatti una cordata di investitori che rileva la quota detenuta dal fondo americano Warburg Pincus. Un’operazione che rafforza la presenza di ING nella gestione patrimoniale e aggiunge un nuovo tassello al consolidamento del settore bancario europeo.
COME CAMBIA L’AZIONARIATO DI SINGULAR
Nel dettaglio, ING acquisirà una quota di circa il 40%, ProA Capital il 15%, Actinver l’8%, mentre un gruppo di family office controllerà il 21,5%. Il management e i dipendenti di Singular saliranno complessivamente al 15,5% del capitale, diventando il secondo azionista della banca. Warburg Pincus, che fino a oggi possedeva circa il 93% dell’istituto, uscirà invece completamente dall’investimento. Il closing è previsto nel primo trimestre del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni delle autorità di vigilanza. L’accordo prevede inoltre meccanismi che consentiranno in futuro di rivedere l’assetto proprietario e potrebbero aprire la strada a un incremento della partecipazione di ING, che tuttavia nella fase iniziale resterà un socio di minoranza.
Per ING non si tratta solo di un investimento finanziario, ma di un tassello della strategia con cui il gruppo olandese punta a rafforzare la propria presenza nel private banking. Presente in Spagna da oltre venticinque anni, dove serve circa 4,6 milioni di clienti nel retail banking, nelle prossime settimane lancerà anche la propria attività dedicata alla clientela con patrimoni più elevati. L’ingresso in Singular consentirà di accelerare questo progetto, facendo leva su una piattaforma già consolidata e su un’offerta complementare, mentre la banca spagnola continuerà a operare come soggetto indipendente.
COME È NATA SINGULAR E PERCHÉ FA GOLA
Fondata sulle ceneri di Self Bank, storico operatore del banking online del gruppo francese Société Générale, Singular Bank è nata nel 2020 dopo che Warburg Pincus aveva rilevato Self Bank nel 2019 da Boursorama, la banca digitale del gruppo francese, per circa 40 milioni di euro, avviando insieme a Javier Marín, ex amministratore delegato di Santander ed ex numero uno di Banif, la banca privata del gruppo spagnolo, il progetto che avrebbe dato vita all’attuale banca privata. Da allora Singular ha progressivamente abbandonato il modello originario per trasformarsi in una banca specializzata nella consulenza patrimoniale e nella gestione dei grandi patrimoni.
A rendere Singular particolarmente appetibile non sono soltanto i risultati economici in miglioramento. La banca è riuscita infatti a costruire in pochi anni uno dei principali operatori indipendenti del private banking spagnolo, con circa 19,5 miliardi di euro di patrimoni gestiti, una rete di 17 uffici, oltre 400 professionisti e un’offerta ulteriormente rafforzata dall’acquisizione delle attività di gestione patrimoniale di UBS in Spagna. È anche per questo che il dossier ha attirato l’interesse di più investitori e che ING ha deciso di accelerare proprio da qui il proprio ingresso nel private banking spagnolo.
I CONTI CHE HANNO ATTIRATO GLI INVESTITORI
Anche i numeri spiegano l’interesse suscitato dalla banca. Nel primo semestre del 2026 l’utile operativo è salito a 5,94 milioni di euro dai 4,07 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita del 47%. Il patrimonio gestito è salito del 23,4%, raggiungendo 19,477 miliardi di euro, mentre l’utile netto ricorrente è balzato a 4,1 milioni dai soli 200 mila euro registrati al 30 giugno 2025. Il miglioramento arriva dopo il ritorno all’utile già centrato nel 2025, quando Singular aveva chiuso l’esercizio con un risultato positivo di 1,7 milioni di euro, ribaltando la perdita di 7,1 milioni accusata l’anno precedente. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente CET1 si attesta al 20,02%, ben al di sopra dei requisiti regolamentari.
L’INTERESSE DI INTESA E LA STRATEGIA DI ING
Non stupisce, quindi, che Singular sia finita nel radar di diversi gruppi bancari europei. Tra questi c’era anche Intesa Sanpaolo. Secondo quanto riportato nelle scorse settimane dal Financial Times e poi confermato anche da altre fonti, il gruppo guidato da Carlo Messina aveva valutato il dossier mentre Warburg Pincus cercava un compratore per una partecipazione valorizzata intorno ai 300 milioni di euro. L’interesse, tuttavia, non si è tradotto in un’offerta. Nel frattempo Intesa ha infatti concentrato uomini e risorse sull’Opas da 30,6 miliardi lanciata su Monte dei Paschi di Siena, destinata a diventare la priorità assoluta del gruppo.
Per Ing, invece, l’operazione arriva in un momento particolarmente favorevole. Il gruppo di Amsterdam sta cercando di rafforzare le attività a maggiore valore aggiunto, riducendo la dipendenza dal tradizionale margine d’interesse e aumentando il peso delle commissioni e della gestione patrimoniale. Nel 2025 ha registrato un utile netto di 6,33 miliardi di euro, ricavi complessivi per 23 miliardi, oltre 40 milioni di clienti in tutto il mondo, di cui 15,4 milioni primari digitali, e un coefficiente patrimoniale CET1 del 13,1%, confermando una solida capacità di generare capitale e finanziare nuove iniziative di crescita.
Con questa operazione ING accelera il proprio ingresso nel private banking spagnolo facendo leva su una piattaforma già consolidata. Singular, invece, archivia definitivamente la fase Warburg Pincus ma continuerà a operare come banca indipendente, con Javier Marín al timone e un azionariato molto più articolato rispetto al passato, nel quale il 40% di ING rappresenta la quota più rilevante senza tradursi nel controllo dell’istituto.






