Un fungicida ancora ampiamente utilizzato nei campi europei – dunque anche in Italia – è tornato al centro del dibattito scientifico e regolatorio. Un nuovo studio mette infatti in discussione le conclusioni che avevano contribuito alla sua autorizzazione nell’Unione europea, indicando possibili effetti sullo sviluppo cerebrale.
Il caso emerge mentre Bruxelles è accusata di voler allentare ulteriormente le garanzie previste per l’approvazione dei pesticidi, introducendo autorizzazioni senza limiti di durata.
LO STUDIO CHE METTE IN DISCUSSIONE L’AUTORIZZAZIONE
Il fungicida sotto inchiesta è il fluazinam, una sostanza che appartiene alla famiglia dei Pfas e viene impiegato contro diversi funghi che colpiscono soprattutto patate e meleti. Approvato nell’Unione europea nel 2008 dopo una valutazione di sicurezza, è oggi in fase di riesame per il rinnovo dell’autorizzazione.
A riaprire il caso è una ricerca, non ancora sottoposta a peer review, che ha rivalutato uno studio tossicologico del 2005 realizzato da Huntingdon Life Sciences per conto di ISK, produttore del fluazinam. All’epoca lo studio concludeva che l’esposizione di ratti gravidi al fungicida non produceva effetti statisticamente significativi sullo sviluppo cerebrale della prole.
Applicando gli stessi metodi statistici dichiarati nel rapporto originale, i ricercatori dell’Università di Stoccolma sono però arrivati a conclusioni diverse, individuando sei effetti statisticamente significativi sullo sviluppo del cervello, tra cui una riduzione del peso e della larghezza dell’organo nei piccoli dei ratti.
“A nostro avviso, considerando le potenziali conseguenze permanenti dei deficit nello sviluppo cerebrale, un effetto di una sostanza chimica sul peso, sulla larghezza e sulla morfometria del cervello deve essere considerato grave”, scrivono gli autori.
Secondo i ricercatori, inoltre, “è impossibile ottenere correttamente i risultati riportati nello studio del 2005 partendo dai dati grezzi” e le conclusioni del rapporto, in particolare quelle relative al cervello della prole adulta, sarebbero “del tutto irragionevoli e non supportate dai risultati”.
LA PRESENZA DEL FLUAZINAM IN ITALIA
Come rivelato in precedenza dal Guardian, lo studio del 2005 non fu incluso tra le prove utilizzate per l’approvazione europea del 2008, pur venendo richiamato nelle successive valutazioni.
Il fungicida, intanto, continua a essere impiegato in diversi Paesi europei. Solo in Germania, scrive oggi il Guardian, nel 2024 ne sono state vendute 340 tonnellate.
Anche in Italia il fluazinam viene utilizzato, in particolare nei meleti dell’Alto Adige, afferma il quotidiano britannico. E proprio in questa regione la sostanza è stata rilevata nei parchi giochi per bambini situati in prossimità dei frutteti trattati. Stando agli autori dello studio, l’impiego continuato del pesticida dal 2008 potrebbe aver provocato “un’esposizione umana non necessaria e potenzialmente dannosa”.
L’autore principale della ricerca, Axel Mie, precisa inoltre che gli studi sugli animali non possono essere trasferiti automaticamente all’uomo, ma sottolinea che una sostanza capace di alterare lo sviluppo cerebrale nei ratti deve essere considerata potenzialmente in grado di produrre effetti analoghi anche negli esseri umani.
LE RICHIESTE DI RITIRO
Alla luce dei risultati ottenuti, gli autori ritengono che non sia possibile definire un livello di esposizione sicuro e sostengono che il fluazinam non avrebbe dovuto essere autorizzato nel 2008.
Hans Peter Arp, chimico ambientale del Norwegian Geotechnical Institute, ha condiviso questa valutazione dopo aver esaminato lo studio per il Guardian.
Per Antoine Bailleux, professore di diritto dell’Unione europea all’UCLouvain, la mancata segnalazione di risultati statisticamente significativi sulla neurotossicità dello sviluppo costituirebbe una violazione della normativa europea sui pesticidi e il rinnovo dell’autorizzazione non dovrebbe procedere senza ulteriori verifiche.
Angeliki Lysimachou, responsabile scientifica del Pesticide Action Network (PAN) Europe, sostiene che lo studio sia stato “tenuto nascosto ai regolatori e sottratto a un adeguato esame”. A suo giudizio, “si tratta di una violazione sia degli obblighi legali sia dell’integrità scientifica” che richiede “l’immediato ritiro del fluazinam dal mercato”.
Anche Nick Mole, responsabile delle politiche di PAN UK, ha chiesto che l’Health and Safety Executive del Regno Unito revochi l’autorizzazione al prodotto.
L’EFSA RIESAMINA IL DOSSIER MENTRE L’UE CAMBIA LE REGOLE
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha annunciato di aver incaricato l’Agenzia austriaca per la salute e la sicurezza alimentare (AGES) di riesaminare l’analisi statistica e i dati utilizzati per l’approvazione del fluazinam.
“Questa revisione è indipendente e segue le procedure consolidate dell’Unione europea”, ha spiegato un portavoce dell’EFSA, precisando che le conclusioni condivise con gli Stati membri sono attese entro il primo trimestre del 2027. Anche AGES ha confermato che le criticità emerse saranno oggetto di ulteriori valutazioni.
Il dibattito sul fluazinam arriva mentre l’Unione europea è accusata di voler indebolire ulteriormente il sistema di tutela sui pesticidi, introducendo autorizzazioni prive di una scadenza temporale.
Secondo Lysimachou, i nuovi risultati indicano invece una direzione opposta: “L’Europa ha bisogno di controlli più rigorosi, maggiore trasparenza e una verifica indipendente della ricerca finanziata dall’industria. Quando esistono prove credibili di rischi per lo sviluppo neurologico dei bambini, la salute pubblica deve avere la priorità sugli interessi commerciali”.
Da parte sua, ISK ha dichiarato di non poter commentare nel merito le nuove analisi perché non ha ricevuto i dati alla base dello studio, ribadendo la fiducia “nei processi regolatori consolidati” e nelle valutazioni delle autorità competenti.






