Bending Spoons vola al Nasdaq nel giorno del debutto in Borsa, con il titolo che ha accelerato per poi chiudere con un rialzo del 38% a 40 dollari rispetto ai 29 dollari dell’Ipo. La società italiana fondata da Luca Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e Luca Querella ha ora una valutazione di oltre 24 miliardi di dollari. (Redazione Start Magazine)
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Bending Spoons, società specializzata in acquisizione, sviluppo e crescita di applicazioni software, ha annunciato il lancio della propria offerta pubblica iniziale (IPO) con l’obiettivo di quotarsi al Nasdaq. L’azienda punta a raccogliere circa 1,62 miliardi di dollari attraverso il collocamento di 58 milioni di azioni, tra nuove emissioni e quote cedute dagli azionisti esistenti, a un prezzo compreso tra 26 e 28 dollari per azione. L’operazione implica una valutazione complessiva di circa 19 miliardi di dollari.
Il modello di business di Bending Spoons si basa sull’acquisizione di applicazioni con una base utenti consolidata, ma margini di miglioramento in termini di gestione operativa e strategia di crescita, con l’obiettivo di incrementarne ricavi e redditività. Negli anni la società ha completato oltre 50 acquisizioni, affinando un processo di M&A disciplinato e replicabile.
Dopo ogni acquisizione, Bending Spoons interviene profondamente sull’organizzazione: gran parte dello sviluppo software viene centralizzata in Italia, vengono introdotti strumenti di Intelligenza Artificiale per aumentare la produttività e vengono eliminate le inefficienze tipiche delle realtà più mature. Questo approccio ha consentito un significativo incremento della redditività: nel 2025 il margine EBITDA adjusted ha raggiunto il 53%, mentre il management punta a circa il 58% nel prossimo futuro e il traguardo del 60% non appare implausibile.
La società fa inoltre ricorso a una leva finanziaria significativa, con circa 4,4 miliardi di dollari di debito a fronte di 1,1 miliardi di patrimonio netto, pari a un rapporto di circa quattro a uno. L’utilizzo del debito può amplificare i rendimenti per gli azionisti, ma comporta anche un incremento del profilo di rischio, un aspetto che merita particolare attenzione.
Nel 2025 Bending Spoons ha registrato una crescita dei ricavi del 95%, includendo sia la crescita organica sia quella derivante dalle acquisizioni. Assumendo che nei prossimi anni la crescita rimanga sostenuta grazie alle nuove acquisizioni, per poi normalizzarsi gradualmente intorno al 10% annuo, e ipotizzando un ulteriore lieve miglioramento dei margini, un modello di valutazione basato sui flussi di cassa scontati (DCF) indicherebbe un valore equo di circa 33 dollari per azione, pari a un premio di circa il 20% rispetto al punto medio della forchetta di collocamento. Anche il confronto con il settore risulta favorevole.
Le società software quotano attualmente a circa 8,3 volte i ricavi degli ultimi dodici mesi, riflettendo la compressione delle valutazioni osservata negli ultimi anni. Il prezzo dell’IPO di Bending Spoons corrisponde a un multiplo analogo, ma calcolato sui ricavi attesi, un elemento interessante per una società che dovrebbe mantenere un tasso di crescita superiore alla media del comparto.
Un’ulteriore metrica frequentemente utilizzata per valutare le società software è la cosiddetta “Rule of 40”, secondo la quale la somma tra il tasso di crescita dei ricavi e l’EBITDA dovrebbe raggiungere almeno quota 40, soglia il cui superamento è spesso associato a un premio di valutazione da parte del mercato. Valori più elevati indicano generalmente un migliore equilibrio tra crescita e redditività.
Sulla base delle stime per il 2026, Bending Spoons raggiungerebbe un punteggio di circa 141, dato dalla somma di una crescita dei ricavi dell’83% e di un margine EBITDA adjusted del 58%. Si tratta di un risultato eccezionale anche rispetto agli standard delle migliori società SaaS, per le quali valori superiori a 60-70 sono già considerati eccellenti. È tuttavia opportuno considerare che una parte rilevante della crescita deriva dalle acquisizioni e non esclusivamente dallo sviluppo organico del business, rendendo questo indicatore particolarmente elevato rispetto a quello di aziende che crescono prevalentemente attraverso l’espansione delle proprie attività.
Con il fisiologico rallentamento del ritmo delle acquisizioni e una crescita attesa nell’ordine del 10-15% entro la fine del decennio, il punteggio della Rule of 40 potrebbe normalizzarsi intorno a 60-65. Anche in questo scenario, il valore rimarrebbe ampiamente superiore a una soglia considerata molto positiva, riflettendo la capacità della società di coniugare una buona crescita con un’elevata redditività e una solida generazione di cassa.


