Il trasporto marittimo è al centro di una trasformazione senza precedenti e il GNL è il nuovo asset industriale e logistico che ridisegna investimenti, infrastrutture marittime e strategie energetiche. In questo scenario, l’Italia sta assumendo sempre più il ruolo di hub strategico per il gas naturale liquefatto e il bio-GNL. Dietro l’accelerazione degli investimenti nei porti italiani non c’è soltanto la transizione ecologica, ma una partita industriale che vale miliardi di euro e che vede il GNL come combustibile destinato a cambiare gli equilibri della logistica marittima.
Il boom del mercato del GNL
L’uso del GNL elimina il 100% degli ossidi di zolfo (SOX), l’80-90% degli ossidi di azoto (NOX) e il 25% della CO₂ rispetto ai combustibili tradizionali. L’“Analysis of the European LNG market developments – 2026 Monitoring Report” di ACER mostra, invece, che nel 2025 l’Unione Europea ha importato 146 miliardi di metri cubi di GNL. L’obiettivo europeo è ambizioso. Il regolamento FuelEU prevede infatti una riduzione dell’intensità emissiva del settore marittimo dell’80% entro il 2050, ma i dati confermano che l’Italia è in prima linea nella transizione energetica europea.
Infatti, l’anno scorso il nostro Paese ha importato 20,6 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, con un incremento di 6 miliardi rispetto al 2024. Un aumento che ha portato l’Italia al quarto posto nell’UE per volumi. Un risultato raggiunto grazie alla sinergia tra istituzioni e partner privati come Axpo, GNV, OLT e Carnival. Una collaborazione che sta trasformando il Mediterraneo in un corridoio energetico all’avanguardia, dove l’abbattimento delle emissioni è il motore della crescita economica.
Cresce la flotta a GNL
Il settore dei traghetti e delle crociere è spesso al centro delle critiche per l’alto impatto ambientale. Secondo i dati storici delle ONG ambientali (Transport & Environment), un passeggero su una nave da viaggio tradizionale può arrivare a inquinare, in termini di emissioni complessive per chilometro, diverse volte in più rispetto a un viaggio in auto o in treno. Per abbattere radicalmente le emissioni di zolfo, particolato e azoto, diversi operatori stanno puntando sul GNL. Secondo l’ultimo report di Federchimica, la flotta globale alimentata a GNL ha toccato quota 894 unità, che toccheranno quota 1.600 navi entro il 2030, secondo l’ultimo report di Assogasliquidi-Federchimica.
Il bunkeraggio di GNL accelera
Il rifornimento di GNL per navi è ormai una realtà industriale regolata grazie alle recenti linee guida nazionali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MITT), che hanno sbloccato le operazioni commerciali in piena sicurezza. Diversi operatori stanno già potenziando la flotta per il bunkeraggio di gas naturale liquefatto. Ad esempio, quest’anno Axpo ha potenziato la flotta di supporto con la Green Pearl (7.500 m³) attiva in Italia e la Alisios LNG (con una capacità di 12,500 m³) varata in Spagna. La Green Pearl è la prima imbarcazione per il bunkeraggio in Europa che consente di affiancare alle operazioni “ship-to-ship” (rifornimento alle navi) anche quelle “ship-to-truck” (rifornimento alle autocisterne gasiere). Una flessibilità che garantisce una notevole semplificazione delle operazioni di distribuzione small scale e genera ricadute positive in termini di sicurezza energetica e di supporto al tessuto economico nazionale, consentendo un accorciamento della filiera logistica e una più efficiente distribuzione del GNL e del bio-GNL agli utenti finali. Alisos LNG, invece, è la nave per il bunkeraggio di combustibili a basse emissioni operativa da marzo scorso in Spagna. Due nuovi ingressi che si inseriscono nel piano di Axpo di costruire una filiera dedicata ai combustibili a basse emissioni per il comparto marittimo e dei trasporti pesanti.
Napoli punto di riferimento per il bunkeraggio
Lo sviluppo di infrastrutture di bunkeraggio e l’attivazione di nuovi servizi nei porti italiani rappresentano un elemento strategico per accompagnare l’evoluzione del settore logistico e crocieristico. In quest’ottica il 24 maggio il gruppo ha realizzato nel porto di Napoli il primo bunkeraggio di gas naturale liquefatto su una nave da crociera, la Sun Princess di di Princess Cruises, parte di Carnival Corporation. Un’operazione che segna l’ingresso ufficiale dello scalo partenopeo nel ristretto club dei porti mediterranei capaci di offrire servizi per combustibili alternativi, rafforzando la competitività del sistema portuale del Mar Tirreno Centrale.
Al tempo stesso, l’operazione rappresenta un tassello del più ampio percorso di sviluppo delle attività nel segmento Small Scale LNG e Bio-LNG, attualmente in via di sviluppo sia Italia che in Spagna. Infatti, nella Penisola Iberica, il bunkeraggio di GNL è quadruplicato tra il 2023 e il 2025. Solamente nell’ultimo anno i carichi sono aumentati del 64%.
Genova capitale del bunkeraggio green per i traghetti
Il game changer del trasporto marittimo sarà il bio-GNL, secondo gli addetti ai lavori. Infatti, può essere miscelato o sostituito al gas naturale liquefatto senza modificare le navi o le banchine. Il potenziale è enorme ed è trainato dalle recenti normative europee (l’estensione dell’ETS allo shipping e il regolamento FuelEU Maritime). Il 4 dicembre 2025, la compagnia GNV (Gruppo MSC), in collaborazione con Axpo Italia, ha effettuato il primo rifornimento di bio-GNL in Italia su un traghetto passeggeri a lunga percorrenza, la GNV Virgo. L’operazione, di tipo ship-to-ship, ha visto il trasferimento di 500 metri cubi di carburante biologico, permettendo alla nave di completare la tratta Genova-Palermo con emissioni nette di gas serra pari a zero.
Un traguardo che è stato raggiunto l’11 marzo 2026 dalla GNV Aurora, la seconda unità della flotta alimentata a GNL. Giganti del mare di circa 53.000 tonnellate di stazza e una capacità di oltre 1.700 passeggeri dotati di tecnologie all’avanguardia che permettono di ridurre le emissioni di CO₂ fino al 50% e sono già predisposte per il cold ironing (l’elettrificazione da terra). I test inizieranno a Genova entro l’estate 2026.
Il ruolo dello Small Scale GNL
L’ultimo anello della catena green della logistica marittima del futuro è lo Small Scale LNG. Questo sistema permette di ricaricare piccole navi metaniere per rifornire depositi costieri, industrie isolate, nodi di trasporto pesante o altre navi. Il vantaggio principale di questo metodo è evitare investimenti in nuove pipeline. Non a caso, il mercato mondiale dello Small Scale LNG viaggia su numeri importanti, con un valore globale stimato a 21,7 miliardi di dollari, che dovrebbe superare i 30 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale dell’8,5%. L’Italia sta già lavorando per non perdere questo treno e conferma il suo potenziale di hub del Mediterraneo. A marzo il terminale FSRU Toscana di OLT (al largo di Livorno) ha inaugurato ufficialmente il servizio di Small Scale LNG (SSLNG).
La consegna del primo carico di 4.000 m³ tramite la bettolina, operata da Axpo, Green Zeebrugge, è stato completato con successo il caricamento del primo carico commerciale di Small Scale LNG. Un’operazione che ha dato il via ai servizi di bunkeraggio nazionali e, al tempo stesso, ha sbloccato la catena logistica tirrenica. L’interesse del mercato per questa innovazione è già altissimo. Basti pensare che tra ottobre e dicembre 2025 sono stati già allocati 15 slot per questo servizio.





