Nuovo scossone dal Government Accountability Office (Gao), agenzia indipendente che supporta il Congresso Usa nel monitoraggio dell’azione del Governo federale e delle sue spese, sul programma F-35.
Il jet stealth prodotto da Lockheed Martin, è il cacciabombardiere più avanzato in dotazione alle forze armate statunitensi. Ma oltre a essere uno dei più avanzati, il velivolo è anche uno dei più costosi (circa 80 milioni di dollari a esemplare). Non solo.
“L’F-35 è il sistema d’arma più costoso del Dipartimento della Difesa, ma non ha raggiunto gli obiettivi di prestazione e i costi di mantenimento del velivolo continuano ad aumentare”, ha messo nero su bianco il Gao nella sintesi allegata al rapporto.
Secondo il nuovo rapporto solo un F-35 su quattro è oggi pienamente operativo e i costi per mantenere in efficienza la flotta continuano a crescere.
Nello specifico, i livelli di disponibilità del caccia di quinta generazione statunitense hanno registrato un ulteriore peggioramento nell’anno fiscale 2025, in base a quanto rilevato dal recente rapporto del Gao pubblicato l’11 giugno e ripreso da Defense News. Da parte sua il Joint Program Office (JPO) punta a invertire la tendenza attraverso il piano Global Support Solution Reset, che richiederà ulteriori investimenti per miliardi di dollari nei prossimi anni.
Tutti i dettagli.
PEGGIORANO I TASSI DI OPERATIVITÀ DEGLI F-35
I tassi di operatività del caccia F-35 Lightning II Joint Strike Fighter hanno continuato a diminuire fino all’anno fiscale 2025, con il tasso di piena operatività della flotta sceso al 25%, secondo il nuovo rapporto del Government Accountability Office pubblicato giovedì.
Il tasso di operatività, che misura la percentuale di tempo in cui un aereo può svolgere almeno una delle missioni assegnate, è sceso dal 67% nell’anno fiscale 2021 al 44% nell’anno fiscale 2025, ha rilevato il Gao, riporta Defense News. Il tasso di piena operatività, ovvero la percentuale di tempo in cui un aereo può svolgere tutte le missioni assegnate, è calato dal 38% al 25% nello stesso periodo.
LE CAUSE DEL CALO DELLA PRONTEZZA OPERATIVA
Secondo il Gao, i funzionari dell’Aeronautica Militare statunitense attribuiscono parte del peggioramento registrato nel 2025 ai ritardi nello sviluppo del software necessario per rendere pienamente operativi i nuovi velivoli consegnati. A incidere negativamente sono stati anche la carenza di componenti di ricambio e problemi di corrosione che hanno limitato la disponibilità degli aerei.
IL PIANO DEL PENTAGONO
Per affrontare il deterioramento della disponibilità della flotta, il Joint Program Office ha avviato nel giugno 2025 il programma denominato Global Support Solution Reset (GSS Reset).
L’obiettivo dichiarato è raggiungere entro il 2030 un tasso di operatività dell’80% e un tasso di piena operatività del 65%.
Secondo le stime del JPO, per realizzare il piano saranno necessari ulteriori 13,7 miliardi di dollari rispetto alle previsioni di spesa precedenti fino all’anno fiscale 2031. Le singole forze armate dovranno richiedere tali risorse attraverso i rispettivi bilanci annuali.
Il GAO evidenzia che soltanto circa 2,2 miliardi di dollari sono direttamente collegati alle iniziative del GSS Reset, mentre i restanti 11,5 miliardi servirebbero a colmare il divario tra le risorse stanziate e quelle effettivamente necessarie per sostenere la flotta F-35.
I RISCHI
Lo stesso Joint Program Office ha riconosciuto al Gao che la situazione potrebbe peggiorare prima di migliorare. La documentazione del programma suggerisce infatti che eventuali progressi significativi potrebbero non manifestarsi prima della fine del 2026 o addirittura successivamente.
Il rapporto individua inoltre diversi fattori di rischio. Tra questi vi è la forte dipendenza dalla base industriale privata per la fornitura di oltre 7 miliardi di dollari di componenti e materiali aggiuntivi.
“Il JPO dipenderà dal settore privato per la fornitura di oltre 7 miliardi di dollari in componenti e altro materiale aggiuntivo. Ma persistono vincoli di capacità per i componenti chiave”, afferma il rapporto.
Uno studio condotto da Lockheed Martin nel 2025 ha identificato 48 componenti che la catena di fornitura non è in grado di produrre in quantità sufficienti.
COSTI DI SOSTENIMENTO IN AUMENTO
Oltre ai problemi logistici e manutentivi, il rapporto evidenzia una crescita costante dei costi di gestione.
Secondo le stime del Gao, entro la metà degli anni Trenta le forze armate statunitensi potrebbero trovarsi a fronteggiare un deficit annuale di circa 1,2 miliardi di dollari tra il costo necessario per mantenere gli F-35 e le risorse che ritengono di poter sostenere.
Queste stime potrebbero sottovalutare il problema, sottolinea Defense News. Il Gao ha osservato che le proiezioni per l’anno fiscale 2027 sono state elaborate prima dell’Operazione Epic Fury in Iran e potrebbero non includere i costi associati alle ore di volo aggiuntive.
LE CRITICHE AGLI INCENTIVI VERSATI A LOCKHEED MARTIN
Dopodiché, il rapporto ha anche esaminato il sistema di incentivi economici destinati ai principali contraenti del programma.
Tra il 2020 e il 2023, il Joint Program Office ha corrisposto a Lockheed Martin oltre 114 milioni di dollari dei circa 269 milioni disponibili come premi legati al miglioramento della piena operatività della flotta e alla disponibilità dei pezzi di ricambio.
Secondo il rapporto, tuttavia, nello stesso periodo questi indicatori sono rimasti sostanzialmente invariati oppure sono peggiorati. Diversa la situazione per Pratt & Whitney, responsabile dei motori dell’F-35, che secondo il rapporto ha raggiunto gli obiettivi di manutenzione a partire dal 2022 dopo aver corretto le criticità individuate nelle precedenti verifiche.
LA POSIZIONE DI LOCKHEED MARTIN
In una dichiarazione a Defense News, Lockheed Martin ha ribadito il suo impegno per l’F-35.
“Lockheed Martin continua a collaborare con il Joint Program Office e i nostri partner industriali per garantire un supporto efficiente ed efficace alle forze armate”, ha dichiarato un portavoce del colosso della difesa con sede a Bethesda. “Abbiamo recentemente investito oltre 2 miliardi di dollari in finanziamenti anticipati per accelerare la fornitura di pezzi di ricambio e aumentare i tassi di prontezza operativa dell’intera flotta di F-35.”
Anche il Joint Program Office ha espresso sostegno alle conclusioni del rapporto.
“Attraverso la nostra iniziativa Global Support Solution Reset, il Jpo rimane concentrato sul raggiungimento dei nostri obiettivi di prontezza operativa per il 2030 e sulla garanzia di una rigorosa responsabilità fiscale.”




