Si muove il mercato degli smart glasses. E non potrebbe essere altrimenti considerato che per Bloomberg è stimato in espansione a un tasso annuo superiore al 29% fino al 2029, quando potrebbe avvicinarsi ai 30 milioni di unità e raggiungere un valore di 10,8 miliardi di dollari. Nelle ultime ore si registrano due novità. La prima ha riguardato un nuovo attore, Acer, la seconda chi quel settore lo presidia da tempo, Meta. Ma andiamo con ordine.
ACER ENTRA NEL MERCATO DEGLI SMART GLASSES
Il produttore di computer taiwanse Acer, forte dei risultati finanziari (per il terzo trimestre del 2025 che hanno visto i ricavi consolidati a 73,40 miliardi di nuovi dollari taiwanesi, con una crescita del 10,3% su base trimestrale e una sostanziale stabilità su base annua e l’utile lordo capace di raggiungere gli 8,2 miliardi di NT$, in aumento del 21,7% su base trimestrale e del 6,7% su base annua, con un margine dell’11,2% mentre l’utile operativo è stato pari a 1,51 miliardi di NT$, in aumento del 105,1% su base trimestrale con un margine del 2,1% e l’utile netto è stato pari a 1,11 miliardi di NT$, in aumento del 2,3% su base trimestrale), ha deciso di entrare nel mercato degli smart glasses.
UN VISORE CHE HA IMPARATO DAGLI ERRORI DI APPLE E META?
E lo farà entro la fine dell’anno (chiara la volontà di non lasciare troppo spazio a Google che ha appena annunciato i suoi modelli ufficializzandone l’uscita per dopo l’estate) con due device indossabili differenti: l’Acer GI0 da 46 grammi, che nella foggia ricorda proprio l’occhiale tradizionale, e Acer AR Vision GR0 che è un vero e proprio visore, benché sia molto più piccolo e portatile (il peso è di 69 grammi) rispetto alle proposte (già naufragate) di Apple e Meta.
La scelta di renderlo maneggevole influisce comunque sulla portabilità: richiederà infatti un collegamento cablato al telefono, al computer o al tablet per attingere all’energia e alla potenza di calcolo necessarie. Svelati pure i prezzi proposti al pubblico: il modello AR Vision GR0 verrà lanciato a 599 euro, mentre la versione GI0 costerà 399 euro. L’arrivo di Acer nel settore permette di comprendere l’estremo interesse delle Big Tech, cinesi e americane, per questa nuova nicchia.
NEI DOCUMENTI DEI NUOVI SMART GLASSES META NON COMPARE EXILORLUXOTTICA
Venendo invece alle mosse registrate Oltreoceano, Android Authority, comunica invece di aver rinvenuto i documenti che Meta ha depositato alla commissione regolatoria americana circa i modelli G4QM, G4QR, G4QB e G4QS: questi riporterebbero solo la firma di Meta e non, come avvenuto finora, quella di EssilorLuxottica, ovvero il Gruppo italo-francese con cui Menlo Park ha sviluppato i Ray-Ban Meta. Secondo la testata questo potrebbe essere spia della volontà di svilupparli internamente, o addirittura di un cambio di partner.
COSA CI DICONO (DAVVERO) QUEI DOCUMENTI
In realtà la medesima testata ammette che esistono altri documenti depositati alla FCC americana firmati da Meta: i Ray-Ban Meta Display e quel modello era comunque basato sul design dei laboratori del partner europeo. Insomma, la presenza di EssilorLuxottica in quelle carte può significare tutto o nulla.
E se è vero che finora la Big Tech americana per entrambe le linee, Ray-Ban e Oakley, si era affidata ai brand nel portafogli di EssilorLuxottica è altrettanto vero che potrebbe essere plausibile che voglia adesso allargarsi a nuove partnership così da ampliare la scelta a favore della propria utenza, abbracciando altri attori del comparto tradizionale al fine di digitalizzare le loro montature. Quel che è certo, invece, è che se l’azienda americana si sta portando avanti con la documentazione l’arrivo sul mercato di quei modelli dovrebbe ormai essere imminente.







