Skip to content

droni

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Il Pentagono investirà nelle aziende di droni (con lo zampino di Donald Trump Jr.)

Dopo Intel, Usa Rare Earth e non solo, il governo americano investirà anche in tre costruttori di droni. Ma Donald Trump Jr., figlio del presidente, è già socio di una di queste società: c'è conflitto di interessi? Tutti i dettagli.

Secondo il Wall Street Journal, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (anche noto come Pentagono) ha intenzione di acquistare delle quote di tre costruttori americani di droni: tra questi c’è Unusual Machines, di cui Donald Trump Jr. – il figlio maggiore del presidente – è consigliere.

IL CAPITALISMO POLITICO DI TRUMP

L’ingresso del governo americano nell’azionariato di società private è insolito, ma non rappresenta una novità assoluta. L’amministrazione di Donald Trump, infatti, ha già investito in diverse compagnie minerarie, come Mp Materials e Usa Rare Earth, oltre ad aver comprato una quota del 9,9 per cento del produttore di microchip Intel. L’estrazione e la lavorazione di certi minerali, così come la manifattura di semiconduttori e di droni, sono ritenute attività rilevanti per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti: per questo motivo, sembrerebbe, la Casa Bianca vuole esercitarvi un controllo diretto.

Queste operazioni sembrerebbero suggerire un allontanamento di Washington dal suo modello tradizionale, basato sul libero mercato e sui vincoli esterni alle imprese, come i controlli alle esportazioni, e un avvicinamento al cosiddetto “capitalismo di stato” europeo, dove l’intervento diretto dello stato nell’economia è maggiore.

LE AZIENDE DI DRONI NEL MIRINO DEL PENTAGONO

Le tre aziende con le quali il Pentagono è in trattative sono Unusual Machines, Performance Drone Works e Neros Technologies. Neros realizza droni dotati di sistemi per la visuale in prima persona, Unusual Machines fornisce componenti per droni, mentre Performance Drone Works si era già assicurata dei contratti con le forze armate americane per la fornitura di droni da ricognizione.

Il Pentagono, però, non sarebbe interessato ad acquistare direttamente droni o componentistica, ma vorrebbe finanziare queste società con l’obiettivo di accrescerne le capacità produttive e favorire l’abbassamento dei prezzi dei velivoli a pilotaggio remoto negli Stati Uniti. Al momento, comunque, non è stato firmato alcun accordo.

IL PROBLEMA CON UNUSUAL MACHINES (E CON DONALD TRUMP JR.)

Un eventuale finanziamento del governo americano a Unusual Machines, peraltro, sarebbe controverso, visto che Donald Trump Jr. possiede azioni della società ed è membro del consiglio consultivo.

Al di là del suo ruolo in Unusual Machines, Donald Jr. ha investito anche in altre aziende produttrici di droni: in Powerus, ad esempio, che costruisce droni per il trasporto di carichi pesanti (tra i suoi clienti c’è proprio il Pentagono), e in Anduril Industries, startup di tecnologie per la difesa fondata da Palmer Luckey e specializzata in sistemi autonomi.

LO STIMOLO ALLA PRODUZIONE DI DRONI

Il possibile investimento pubblico in Unusual Machines, Performance Drone Works e Neros Technologies è stato preceduto da un ordine esecutivo del presidente Trump per l’aumento della produzione nazionale di droni.

La Casa Bianca ha anche vietato le importazioni di nuovi modelli di droni stranieri e di componenti critiche (ma sono previste delle esenzioni fino a fine anno). Mentre il Pentagono ha messo a punto un programma da 1,1 miliardi di dollari per costituire una scorta di 300mila droni d’attacco a basso costo.

Torna su