L’export italiano verso i Paesi extra Ue rallenta su base mensile, ma accelera nettamente nel confronto annuo. È questa la fotografia del commercio estero scattata oggi dall’Istat. Ad aprile le esportazioni calano del 2,8% rispetto a marzo, mentre le importazioni crescono dell’1,3%. Ma il dato che spicca è quello tendenziale: su base annua le vendite oltre i confini dell’Unione europea segnano un balzo dell’11,3%, più del doppio rispetto al +5,1% registrato a marzo. A trainare sono soprattutto energia, beni intermedi e beni strumentali, mentre resta pesante la frenata verso la Turchia. Sul fronte opposto, le importazioni aumentano del 5,8% su base annua, con un’accelerazione degli acquisti da Mercosur e Paesi Opec. E il saldo commerciale torna a rafforzarsi, salendo a oltre 3,8 miliardi di euro, anche se il conto energetico continua a pesare.
L’EXPORT SI FERMA SU BASE MENSILE, MA CORRE SU BASE ANNUA
Secondo i dati diffusi dall’Istat, ad aprile 2026 le esportazioni italiane verso i mercati extra Ue27 scendono del 2,8% rispetto al mese precedente, dopo il forte dato di marzo. La flessione è legata soprattutto ai beni strumentali, in calo del 6,4%, ai beni intermedi (-2,5%) e ai beni di consumo non durevoli (-2,4%). Crescono invece le vendite di energia (+19,6%) e quelle di beni durevoli (+3,7%).
L’Istat però invita a leggere il dato con cautela. A pesare sul confronto mensile è infatti l’effetto delle vendite eccezionali di mezzi di navigazione marittima registrate a marzo. Al netto di questa componente, spiega l’istituto, l’export mostrerebbe ancora un aumento congiunturale dell’1,5%.
Nel trimestre febbraio-aprile il quadro resta comunque positivo. Rispetto ai tre mesi precedenti, l’export cresce del 6,4%, con incrementi diffusi in quasi tutti i comparti. L’unica eccezione è rappresentata dai beni di consumo durevoli, in calo del 3,6%.
Flussi commerciali con i Paesi extra Ue27 e saldo commerciale
Fonte: Istat
La fotografia cambia radicalmente se si guarda al confronto annuo. Ad aprile le esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue crescono dell’11,3%, mentre le importazioni salgono del 5,8%. È il miglior dato dell’export degli ultimi mesi e mostra una dinamica molto più vivace rispetto a quella dell’import.
A sostenere le vendite italiane sono soprattutto i beni intermedi, in aumento del 22%, l’energia (+34,9%) e i beni strumentali (+11,1%). In crescita anche i beni di consumo non durevoli (+5,7%), mentre resta negativa la componente dei beni durevoli, che perde il 10,2% su base annua.
Sul lato delle importazioni, invece, l’aumento è legato soprattutto agli acquisti di energia (+28,1%) e beni intermedi (+16,1%). A livello congiunturale, il rialzo dell’import è spiegato quasi interamente dal boom degli acquisti energetici, cresciuti del 25,3% in un solo mese.
I numeri confermano anche la forte incidenza della componente energetica sull’interscambio italiano. Ad aprile il deficit energetico sale a 5,327 miliardi di euro, contro i 4,195 miliardi dello stesso mese del 2025. Ma al netto dell’energia il saldo commerciale migliora nettamente: l’avanzo dei prodotti non energetici passa da 6,515 a 9,173 miliardi.
Nel complesso, il saldo commerciale con i Paesi extra Ue raggiunge i 3,846 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,320 miliardi di un anno prima. E nei primi quattro mesi del 2026 l’avanzo accumulato arriva a 17,5 miliardi, contro i 13,6 miliardi dello stesso periodo del 2025.
SVIZZERA, CINA E USA TRAINANO LE VENDITE ITALIANE
Dal punto di vista geografico, aprile mostra una forte accelerazione dell’export verso alcuni mercati chiave. Le vendite verso la Svizzera aumentano del 39,4%, quelle verso la Cina del 36% e quelle verso i Paesi Opec del 19,3%. In crescita anche gli Stati Uniti, che segnano un +12,1%.
Più debole invece il quadro per altri partner commerciali. Le esportazioni verso la Turchia crollano del 21,3%, mentre quelle verso il Regno Unito scendono del 3%.
Il dato sulla Cina spicca particolarmente. Dopo mesi di andamento più debole, l’export italiano verso Pechino torna a crescere con forza, mentre contemporaneamente calano le importazioni cinesi verso l’Italia, in flessione dell’8,8%.
Anche il mercato americano continua a sostenere le esportazioni italiane. Gli Stati Uniti restano infatti il primo saldo commerciale positivo per l’Italia tra i partner extra Ue, con un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile. Seguono Svizzera e Regno Unito. Al contrario, il deficit commerciale più ampio resta quello con la Cina, pari a 3,634 miliardi.
Principali partner commerciali extra ue27: saldi commerciali in milioni di euro
Fonte: Istat
BOOM DEL MERCOSUR E DEGLI ACQUISTI ENERGETICI
Sul fronte delle importazioni, il dato più vistoso riguarda il Mercosur. Gli acquisti italiani dai Paesi dell’area sudamericana aumentano del 62,7% su base annua, il rialzo più forte tra i principali partner commerciali extra europei.
Forte anche la crescita delle importazioni dai Paesi Opec, in aumento del 51%. Salgono inoltre gli acquisti da Turchia (+12,7%), Svizzera (+10,4%), Stati Uniti (+7%) e Paesi Asean (+6,8%). In calo invece quelli provenienti dalla Cina (-8,8%) e dal Regno Unito (-1,1%).
L’aumento delle importazioni dal Mercosur arriva peraltro alla vigilia dell’entrata in vigore dell’accordo commerciale con l’area sudamericana.
La dinamica dell’energia continua comunque a dominare il quadro dell’interscambio italiano. Nel trimestre febbraio-aprile le importazioni crescono dell’11% rispetto ai tre mesi precedenti e oltre metà dell’incremento è spiegato proprio dai maggiori acquisti energetici, aumentati del 33,7%.
I dati dell’Istat mostrano così un commercio estero ancora sostenuto, con esportazioni in forte crescita tendenziale e un avanzo commerciale in miglioramento, ma anche con una dipendenza energetica che continua a incidere pesantemente sulla bilancia commerciale italiana.






