Difficile vedere simili percentuali a tre cifre nei dati delle startup italiane: la cinese Leapmotor, infatti, ha appena certificato che l’export è cresciuto del 442% con quasi 1.000 punti vendita all’estero. Merito, naturalmente, della jv con Stellantis, che l’ha presa a bordo per trasportarla nel resto del mondo, principalmente in Europa e Sud America dato che gli Usa, è noto, intendono tagliare fuori dalle loro strade qualsiasi auto made in China. Ma di quali volumi parliamo?
L’EXPORT RAMPANTE DI LEAPMOTOR
La scorsa settimana il Gruppo italo francese ha annunciato che intende rafforzare ulteriormente la partnership con la Casa cinese autrice del buffo “clone” (per usare le parole dell’Ansa) della 500 elettrica. In questo modo Antonio Filosa ha confermato che l’alleanza coi cinesi sottoscritta ai tempi del passato Ad Carlos Tavares è una delle poche mosse strategiche della scorsa stagione che l’attuale Ceo che intende preservare.
Urge quindi ricapitolare brevemente: nell’ottobre 2023, Stellantis è diventato il singolo maggior azionista di Leapmotor col 21% circa lanciando assieme alla realtà asiatica Leapmotor International, joint venture di cui gli europei posseggono la maggioranza del 51% e i cinesi il restante 49% per assicurarsi i diritti esclusivi per la vendita e la produzione delle sue atuo elettriche al di fuori dei confini cinesi.
PORTE APERTE (DEGLI HUB STELLANTIS) IN SPAGNA
Con la nuova accelerazione appena annunciata da Filosa, aumenterà “significativamente la produzione nello stabilimento Stellantis di Figueruelas”, a Saragozza, in Spagna, dove le parti stanno valutando l’aggiunta di una nuova linea per la produzione del modello C-Suv Bev di Opel previsto per il 2028. Leapmotor porterebbe nello stabilimento la produzione del suo modello B10, con potenziale avvio già nel 2026.
Inoltre, nello stabilimento di Villaverde a Madrid oggi al lavoro sulla Citroen C4 potrebbe venire assemblato un altro modello a opera della startup fondata e guidata da Zhu Jiangming che dovrebbe essere pronto per la prima metà del 2028 quando la vettura francese uscirà di produzione, così da assicurare continuità a un hub al momento privo di certezze.
Infine, informa il costruttore europeo, “la proprietà del sito è in discussione per un potenziale trasferimento alla controllata spagnola di Leapmotor International”. Se così fosse la fabbrica resterebbe comunque nel portafogli di Stellantis, ma il 49 per cento andrebbe alla controparte della jv, Lepmotor.
LA CORSA NELL’EXPORT DI LEAPMOTOR GRAZIE A STELLANTIS
Finora, però, Leapmotor non ha assemblato veicoli in Europa, limitandosi a esportarli via nave, sfruttando peraltro la partnership logistica con il gruppo Grimaldi che ha messo a disposizione le sue immense navi Grande Svezia, Grande Michigan, Grande Istanbul e Grande Tianjin, mentre sulla terra ferma la startup asiatica si è avvalsa della capillare rete di distribuzione di Stellantis per un totale di 850 punti vendita e assistenza e oltre 40.000 consegne in Europa nel 2025.
Solo “nei primi tre mesi del 2026 – scrive Quattroruote – sono già stati effettuati 15 viaggi, con scali in otto porti europei – Anversa, Portbury, Valencia, Vigo, Setúbal, Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro – con picchi di oltre 5.400 unità per ogni scalo”. Mentre allargando lo zoom agli “ultimi 18 mesi, la collaborazione tra” Leapmotor e Grimaldi “ha già permesso di consegnare quasi 100.000 veicoli provenienti dalla Cina, di cui 20.000 destinati al mercato italiano nel primo trimestre 2026”.
UN PRIMO RISULTATO
Un primo risultato di questa operazione assai massiccia è stato fotografato da un’altra testata specializzata, Al Volante, che un paio di settimane fa, spulciando come al solito le graduatorie di vendita del mercato italiano, sobbalzava: “Auto più vendute ad aprile 2026: la sorpresa Leapmotor scuote la classifica”. Quindi dettagliava: “La Leapmotor T03 sale al quarto posto con 14.839 immatricolazioni, superando la Citroën C3 (14.306)”.
UN OCCHIO AI NUMERI
Quanto all’ultima trimestrale di Leapmotor, si è registrata una crescita dei ricavi dell’8% su base annua a 10,8 miliardi di yuan, trainata proprio dall’aumento delle consegne di veicoli: 110.000 unità di cui 70.000 solo ad aprile (record del marchio). Limitandosi al Q1, le vendite internazionali hanno superato le 40.000 unità, pari a un aumento del 42% rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, il margine di profitto lordo ha registrato un calo significativo al 16%, rispetto al 25,9% del medesimo periodo del 2025, attribuito a cambiamenti nel mix di prodotti e alle difficoltà legate alla scala produttiva. L’obiettivo della startup cinese è comunque ambizioso, considerata la crisi del settore e la baldanza delle rivali (da Byd a Geely fino a Xiaomi): la giovane realtà vuole raggiungere infatti ben 5 miliardi per l’intero anno 2026. Un obiettivo che Leapmotor crede di raggiungere proprio grazie alla partnership con Stellantis che le permette di avere una marcia in più rispetto alle connazionali che devono costruire da zero la propria filiera distributiva nel resto del mondo.
Tutto questo accade mentre sempre più osservatori rimangono scettici rispetto a partnership simili, ritenute persino pericolose (si rinvia alla proverbiale ed evocativa immagine di chi introduce la volpe nel pollaio). Ma, soprattutto, tutto ciò avviene mentre negli Usa il legislatore corre con proposte bipartisan per blindare ulteriormente il mercato interno alle auto made in China e, sorprendentemente, Stellantis risulta tra i più convinti sostenitori di queste ulteriori iniziative protezionistiche.





