Tagliando alla collaborazione ultratrentennale tra l’italo-francese Stellantis e Dongfeng Group. Collaborazione che il gruppo ha inglobato a seguito alla fusione con la francese Psa. Le due parti, infatti, hanno annunciato la firma di un accordo di cooperazione strategica con l’obiettivo di sfornare veicoli a marchio Peugeot e Jeep in Cina per il mercato cinese e per l’esportazione in altri mercati.
I DETTAGLI DELL’ACCORDO TRA STELLANTIS E DONGFENG
Stellantis e Dongfeng hanno inoltre sottoscritto un memorandum strategico non vincolante per far produrre alla joint venture Dongfeng Peugeot Citroen Automobile nel suo stabilimento di Wuhan almeno due nuovi veicoli a nuova energia (Nev) a marchio Peugeot.
“I modelli proporranno la nuova identità di design ispirata alle concept car svelate al salone dell’Auto di Pechino 2026”, recita il comunicato stampa rinviando perciò a questo render. Nel caso di specie, le due vetture mostrate alla kermesse cinese (qui il video dell’evento) sono una berlina e di una Suv. Entrambi, secondo quanto si apprende ora, sarebbero made in China ma destinati tanto al mercato cinese quanto all’esportazione nel resto del mondo.
Inoltre, a partire dal 2027 il piano prevede l’avvio della produzione, nello stabilimento Dongfeng Peugeot Citroen Automobile di Wuhan, di due fuoristrada Nev a marchio Jeep destinati ai mercati globali. Con l’incognita della possibilità di sbarcare anche negli Usa, dal momento che Washington si asserraglia sempre più dietro nuove norme fortemente protezionistiche e ostili proprio nei riguardi delle auto made in China.
IL VALORE DELL’ACCORDO
Il progetto che, viene riportato, “beneficia delle favorevoli politiche industriali del settore automotive della provincia di Hubei e della municipalità di Wuhan”, comporta un investimento complessivo superiore a 8 miliardi di yuan cinesi pari a un miliardo di euro, di cui Stellantis prevede un contributo di circa 130 milioni di euro.
Nei giorni scorsi indiscrezioni di stampa hanno riportato di fitti dialoghi tra il Gruppo italo – francese e diversi marchi cinesi interessati alla possibilità di subentrare negli stabilimenti europei oggi meno utilizzati dal costruttore del Vecchio continente, anche rilevandoli. Inoltre sarebbe allo studio pure una partnershi con le cinesi Jac e Huawei nel tentativo di resuscitare il marchio italiano sprofondato in una crisi nerissima.




