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Cloudflare aumenta l’uso dell’AI in azienda del 600%. E fa fuori il 20% dei dipendenti

In un colpo solo Cloudflare è riuscita a suscitare biasimo social e a far crollare il titolo in Borsa. Tutto questo mentre i vertici della Big Tech statunitense enfatizzano i tagli nell'organico dovuti, dicono un po' troppo apertamente, a un utilizzo sempre più intenso dell'AI

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di Cloudflare è aumentato di oltre il 600% solo negli ultimi tre mesi”, avrebbe detto secondo TechCrunch Matthew Prince, Ceo di Cloudflare, colosso americano attivo nei servizi di sicurezza Web qui in Italia noto soprattutto per il down dello scorso anno che si è trascinato dietro mezza Internet e per la baruffa con la nostra Agcom che intende assestarle una multa multimilionaria. E lo avrebbe detto mentre, contemporaneamente, firmava il piano di esuberi di circa 1100 dipendenti, il cui posto di lavoro sarebbe stato reso di colpo obsoleto dall’arrivo dell’algoritmo “intelligente”.

CLOUDFLARE FA SPAZIO ALL’AI LIBERANDO SCRIVANIE

Secondo la ricostruzione della testata americana, l’amministratore delegato di una delle aziende più importanti di Internet, se vogliamo uno dei gangli centrali della Rete, ha detto e ripetuto che con l’arrivo dell’Intelligenza artificiale molti ruoli di supporto si sono di colpo rivelati pleonastici e, pertanto, sacrificabili sull’altare del bilancio: “il punto di svolta è stato raggiunto lo scorso novembre. In tutti i nostri team abbiamo iniziato a notare enormi aumenti di produttività. È stato come passare dall’uso di un cacciavite manuale a uno elettrico”. “Non abbiamo mai fatto niente del genere nella storia di Cloudflare”, avrebbe quindi aggiunto il Ceo presentando tale considerevole sforbiciata come una mossa inedita nonostante i 16 anni di vita dell’azienda.

IL FATTURATO CRESCE, MA…

Come molte altre Big Tech statunitensi che stanno licenziando a tutto spiano, da Meta a Salesforce fino a Microsoft, pure Cloudflare presenta ai propri azionisti un fatturato record: nel primo trimestre, infatti, il fatturato dell’azienda guidata da Prince è stato pari a 639,8 milioni di dollari, con un incremento del 34% rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, la perdita operativa GAAP derivante direttamente dalle operazioni principali si è portata a 62 milioni di dollari, pari al 10% del fatturato totale, in forte crescita rispetto alla perdita di 53,2 milioni di dollari registrata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Segno dunque che, a differenza degli altri colossi fin qua citati, Cloudflare deve ancora dimostrare di saper fare profitto in modo solido.

LE CURIOSE RASSICURAZIONI DEI VERTICI AZIENDALI

Probabilmente proprio per questo, come viene annotato da TechCrunch “Prince ha insistito sul fatto che i tagli del 20% non fossero finalizzati a ridurre le spese, ma erano dovuti esclusivamente all’utilizzo dell’intelligenza artificiale”.

Insomma, Cloudflare pur di tranquillizzare gli azionisti avrebbe enfatizzato ciò che la maggior parte delle aziende tende invece a nascondere, dato che di solito gli unici licenziamenti moralmente accettabili sono quelli che servono a salvare i conti di un’impresa, non a gonfiarne i profitti.

E in effetti sul blog del colosso statunitense il già citato Prince e la co-founder nonché presidente Michelle Zatlyn hanno spiegato che “Le azioni odierne non sono un’operazione di riduzione dei costi né una valutazione delle prestazioni individuali; riguardano piuttosto la definizione da parte di Cloudflare di come un’azienda di livello mondiale e in forte crescita opera e crea valore nell’era dell’IA agentiva”.

Prince il giorno successivo, attraverso il proprio account X, ha provato a mitigare le conseguenze di una così curiosa comunicazione aziendale, spiegando che l’uso dell’Intelligenza artificiale in Cloudflare non sta impattando particolarmente sui reparti sales e di ingegneri (come se esistessero invece ruoli sacrificabili…) e che l’azienda continuerà ad assumere in modo “forsennato”, ma ormai il messaggio che dove entra l’AI saltino posti di lavoro, anche in modo significativo (1100 su 5500 dichiarati a inizio anno), era passato.

 

Con l’ammirevole conseguenza che tale inciampo comunicativo ha causato un biasimo social mentre, contemporaneamente, nella giornata di presentazione della trimestrale il valore delle azioni di Cloudflare tonfava in Borsa. Qui, ovviamente, il tema morale non viene nemmeno preso in considerazione: con ogni probabilità a mettere sul chi vive gli azionisti sono proprio i conti della Big Tech e magari il fatto che Prince non abbia fatto abbastanza nella sua opera di riduzione delle spese.

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