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Come resiste negli Usa l’europea Eutelsat nonostante le pressioni di SpaceX

Per l’operatore satellitare europeo Eutelsat la domanda statunitense rimane stabile sebbene SpaceX, l'azienda aerospaziale di Elon Musk, abbia sollecitato un intervento dei regolatori per limitare i concorrenti europei.

SpaceX spinge per chiudere il mercato, ma gli Usa continuano a guardare a Eutelsat.

L’amministratore delegato di Eutelsat, operatore satellitare europeo, ha dichiarato a Reuters che la domanda statunitense di servizi satellitari alternativi resta solida, nonostante le pressioni esercitate dall’azienda aerospaziale di Elon Musk, SpaceX, per limitare l’accesso dei concorrenti europei al mercato americano. Le aziende americane e il Dipartimento della Difesa continuano infatti a mostrare interesse verso soluzioni diversificate per garantire affidabilità e continuità operativa.

Ad oggi OneWeb di Eutelsat, con 630 satelliti in orbita bassa terrestre, è la seconda costellazione in orbita terrestre bassa più grande al mondo dopo Starlink di SpaceX per fornire accesso a Internet ad alta velocità in aree scarsamente servite dalle reti terrestri, nonostante sia meno di un decimo delle sue dimensioni. I satelliti in orbita terrestre bassa di OneWeb sono gli stessi di Starlink di SpaceX, la cui costellazione di 10mila satelliti fornisce accesso a Internet in 140 paesi. Al momento la divisione di Internet satellitare di Elon Musk rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo.

Tutti i dettagli.

LE PRESSIONI DI SPACEX ALLA FCC

In una lettera inviata il 16 aprile alla Federal Communications Commission (Fcc) – l’agenzia governativa indipendente incaricata della regolamentazione delle comunicazioni negli Stati Uniti – SpaceX, ha sollecitato un intervento volto a limitare l’accesso al mercato statunitense per quegli operatori satellitari stranieri i cui governi ostacolano o penalizzano le aziende americane, rileva Reuters.

Nel documento, SpaceX ha citato come esempio Ses, operatore con sede in Lussemburgo che ha beneficiato dell’accesso al mercato statunitense, senza menzionare esplicitamente altri concorrenti europei come Eutelsat. La società ha inoltre invitato l’autorità di regolamentazione a rispondere a iniziative normative europee come l’EU Space Act e il Digital Networks Act, ritenute potenzialmente restrittive per le imprese statunitensi.

LA POSIZIONE DI EUTELSAT

“Ovviamente, siamo consapevoli del nuovo contesto geopolitico… non sorprende che le aziende americane stiano facendo pressioni per una minore regolamentazione”, ha dichiarato in un’intervista a Reuters Jean-Francois Fallacher, ceo di Eutelsat.

“La legislazione spaziale europea sta andando nella giusta direzione. Vogliamo proteggere lo spazio, vogliamo esaminare attentamente come garantirne la sicurezza. Sappiamo tutti che ci sarà bisogno di maggiore coordinamento nello spazio”, ha aggiunto.

LA DOMANDA USA E I RAPPORTI CON IL PENTAGONO

Eutelsat, sostenuta dai governi francese e britannico e principale concorrente europeo di Starlink, ha registrato lo scorso anno un rallentamento nel rinnovo di alcuni contratti con il Pentagono, in un contesto di più ampi tagli alla spesa pubblica attuati dall’amministrazione del presidente Donald Trump.

Nonostante ciò, Fallacher ha sottolineato che la domanda statunitense non ha subito flessioni. L’azienda, che serve clienti commerciali, governativi e militari, fornisce servizi satellitari al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti attraverso una società intermediaria.

“C’è interesse negli Stati Uniti”, ha dichiarato. “Sia le aziende che il Dipartimento della Difesa sono interessati a soluzioni alternative, per motivi di affidabilità e ridondanza.”

LA RINCORSA DELL’OPERATORE SATELLITARE EUROPEO

Lo scorso febbraio l’operatore satellitare europeo ha annunciato di aver ottenuto un finanziamento di 975 milioni di euro dall’Agence ​de Crédit à l’Exportation (Ace), per un ordine di satelliti per la sua costellazione OneWeb in orbita terrestre bassa (Leo).

Il finanziamento, garantito da un consorzio di banche private con la copertura del Tesoro francese, punta a sostenere l’acquisto di nuovi satelliti e a rafforzare la struttura finanziaria del gruppo.

Non è il primo intervento di Parigi nei confronti dell’operatore satellitare: lo scorso giugno la società ha annunciato la ricapitalizzazione da 1,35 miliardi di euro, che ha visto lo Stato francese stanziare 717 milioni di euro tornandone a essere il maggiore azionista, con il 29,9% del capitale, rispetto al 13% attuale. Ma non finisce qui. Di recente il governo francese, tramite potere di veto, ha bloccato l’accordo con Eutelsat intendeva cedere le proprie infrastrutture terrestri (antenne e circuiti) al fondo svedese EQT per circa 550 milioni, operazione che avrebbe contribuito ad alleggerire il debito.

Secondo il Ministero delle Finanze di Parigi l’investimento aiuterà la società proprietaria della seconda costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa più grande al mondo a competere con la rete di Musk e non solo. Gli altri rivali includono anche il servizio internet satellitare Amazon Leo (ex project Kuiper) del colosso tecnologico fondato da Jeff Bezos e la canadese Telesat.

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