(Le Figaro, Julie Ruiz Perez, 8 aprile 2026)
La crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente ha fatto esplodere i prezzi dei carburanti e ha aumentato drasticamente i tassi di interesse e l’inflazione, mettendo i conti pubblici francesi sotto una doppia pressione che lascia allo Stato pochissimo spazio di manovra per reagire a nuovi shock.
Il governo ha già concesso quasi 130 milioni di euro al mese di aiuti mirati a trasportatori, pescatori e agricoltori, per un costo potenziale fino a 1,3 miliardi di euro se prorogati fino a fine anno, ma i sindacati e i settori più colpiti chiedono ulteriori misure mentre il ministro dei Conti pubblici David Amiel avverte che ogni aiuto dovrà essere compensato da tagli di spesa perché non si possono fare regali.
L’aumento dei tassi di interesse sulla nuova emissione di debito costerà circa 3,6 miliardi di euro in più all’anno (300 milioni al mese), l’inflazione in accelerazione (dal 0,9% di febbraio all’1,7% di marzo e oltre il 2% in primavera) farà lievitare la spesa per acquisti pubblici, rivalutazione automatica del Smic, alleggerimenti contributivi sui bassi salari e possibili richieste di indicizzazione di prestazioni sociali, mentre il peggioramento delle prospettive occupazionali farà perdere entrate contributive e aumentare le indennità di disoccupazione.
Aiuti già concessi e pressione in aumento
«Dopo aver temporeggiato il più possibile proprio in nome del risanamento dei conti pubblici, il governo si è risolto a sostenere trasportatori, pescatori e agricoltori per quasi 130 milioni di euro mensili. Queste misure potrebbero costare fino a 1,3 miliardi di euro se applicate fino alla fine dell’anno, cioè quasi lo 0,05% del Pil.»
Avvertimento del ministro Amiel
«Quasi tutti i sindacati erano ricevuti martedì a Bercy. Il ministro dei Conti pubblici David Amiel ha già avvertito che il governo non può fare alcun regalo. Tutte le misure di aiuto “mirate” dello Stato di fronte al rialzo dei prezzi del carburante dovranno essere compensate da tagli di spesa.»
Costo aggiuntivo del debito
«Lo Stato deve far fronte all’aumento dei suoi tassi di prestito (aumentati di circa 0,5 punti dall’inizio del conflitto). Questo sovraccosto annuale della carica del debito francese è stato quantificato da Bercy in quasi 3,6 miliardi di euro, cioè circa 300 milioni di euro al mese.»
Effetti dell’inflazione sulla spesa pubblica
«Il rimbalzo dell’inflazione potrebbe anche comportare un aumento di alcune spese pubbliche. Quando l’inflazione supera il 2%, il Smic viene rivalutato, è automatico. In questo contesto gli alleggerimenti di contributi sui bassi salari diventeranno più costosi, così come certi salari nella funzione pubblica che seguono l’aumento del Smic.»
Peggioramento delle prospettive di occupazione
«Sul fronte dell’impiego la crisi oscura le prospettive. L’Insee ha recentemente alzato la sua previsione di disoccupazione all’8,1% alla fine del primo semestre, il che avrà il doppio effetto negativo di far perdere contributi ma anche di aumentare le prestazioni.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







