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Storia della spia perfetta

“La spia perfetta” di Owen Matthews letto da Tullio Fazzolari

Richard Sorge è stato “il più formidabile agente segreto della storia”. Lo ha definito così Ian Fleming che di spionaggio se ne intendeva non solo per aver creato il personaggio di James Bond ma anche per essere stato uno dei responsabili dell’intelligence inglese durante la seconda guerra mondiale. Se qualcuno sospetta che il giudizio sia un po’ esagerato e sopravvaluti le imprese di Richard Sorge cambierà sicuramente idea leggendo “La spia perfetta” di Owen Matthews (Settecolori, 586 pagine, 28 euro). Nonostante sia una accurata biografia il libro non ha nulla da invidiare a una spy story e in alcuni aspetti la vita di Sorge sembra aver ispirato il personaggio di 007. Entrambi hanno un passato da militare ma con conseguenze e risultati molto diversi. Giovanissimo Sorge si arruola volontario nell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. Viene ferito gravemente e decorato con la croce di ferro ma zoppicherà per tutta la vita. E durante la convalescenza diventa un convinto comunista.

Forse sa già di avere un talento naturale. Nato a Baku da padre tedesco e madre russa può muoversi con abilità su tutto lo scenario internazionale meglio di tante altre spie. E capisce subito che per riuscirci deve nascondere completamente le proprie convinzioni ideologiche. Infiltrandosi fra i nazisti ottiene informazioni preziose che trasmette a Mosca. E’ così insospettabile che come giornalista collabora con alcuni dei più importanti giornali tedeschi. Ma a renderlo credibile è anche il suo stie di vita in totale contrasto con quello di un presunto agente segreto. Richard Sorge è considerato uno sciupafemmine. E anche un accanito bevitore. Lo pensano quasi tutti e purtroppo anche Stalin. Quando Sorge, che da qualche anno ha creato una rete di spionaggio a Tokio, segnala che Hitler sta preparando l’aggressione all’Unione Sovietica Stalin replica che non si fida di un frequentatore di bar e bordelli e ignora che quell’informazione era stata ottenuta direttamente da fonti del governo giapponese e dell’ambasciata tedesca a Tokio.

Eppure poco dopo sarà proprio Sorge a salvare Stalin segnalando a Mosca che il Giappone non avrebbe attaccato l’Unione Sovietica e ciò permise di spostare molte divisioni dell’Armata Rossa dalla Siberia al fronte orientale arginando definitivamente l’avanzata tedesca. Fu purtroppo l’ultima impresa della più grande spia di tutti i tempi. Un suo agente, arrestato e torturato dalla polizia giapponese, fece i nomi di tutti i componenti della rete spionistica. Nell’ottobre 1941 Sorge fu arrestato e condannato a morte. Ma a condanna verrà eseguita soltanto tre anni dopo. In questo periodo il Giappone, ancora formalmente non in guerra con l’Unione Sovietica, propone a Mosca per ben tre volte uno scambio di prigionieri liberando Sorge. Ma Stalin rifiuta e forse non gli dispiace sbarazzarsi di un testimone della sua ottusità. Per vent’anni a Mosca non si degnano di ricordare Sorge e il suo prezioso lavoro di agente segreto e solo nel 1964 riceve l’onorificenza di “eroe dell’Unione Sovietica”. Alla memoria,come accade per quasi tutti gli eroi.

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