(Financial Times Europe, Martin Arnold e Claire Jones, 20 marzo 2026)
I principali regolatori statunitensi propongono una riduzione del 4,8% dei requisiti di capitale per le banche più grandi, invertendo parzialmente le restrizioni introdotte dopo la crisi del 2008 per favorire maggiori prestiti e quote di mercato sottratte al credito privato.
Le banche di medie dimensioni vedranno calare i requisiti del 5,2% e quelle più piccole del 7,8%, con un impatto complessivo stimato in circa 117 miliardi di dollari di capitale liberato una volta inclusi i precedenti aggiustamenti alle prove di stress.
La proposta rappresenta una vittoria per le lobby bancarie dopo che nel 2023 si era paventato un aumento del 19% dei requisiti con l’implementazione delle regole Basel III Endgame, ora moderata per incoraggiare prestiti e buy-back azionari.
Riduzione aggressiva dei requisiti di capitale per le grandi banche.
I requisiti di capitale delle maggiori banche statunitensi saranno ridotti del 4,8% secondo le proposte dei regolatori, in una delle mosse più aggressive per allentare le restrizioni imposte a Wall Street dopo la crisi finanziaria del 2008.
Effetto combinato con riforme precedenti e impatto stimato.
Una volta incluso l’impatto delle precedenti riforme alle prove di stress bancario della Fed, ci sarebbe una riduzione del 4,8% del capitale richiesto alle maggiori banche statunitensi con oltre 700 miliardi di dollari di attivi, come JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup.
Vittoria per le lobby e inversione rispetto al 2023.
Le proposte della Fed, soggette a una consultazione di 90 giorni, rappresentano una vittoria per le lobby di Wall Street. Nel 2023 la Fed aveva annunciato piani per implementare le riforme Basel Endgame in modo da provocare un aumento del 19% dei requisiti di capitale per le grandi banche Usa.
Parere positivo di Michelle Bowman nominata da Trump.
Queste modifiche rafforzerebbero il nostro quadro complessivo di capitale, che rimarrebbe robusto sotto il nuovo regime.
Divisione interna alla Fed e critiche di Michael Barr.
Michael Barr, membro del consiglio della Fed, ha detto di non poter sostenere le riforme «non necessarie e imprudenti».
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







