E’ partita la sesta edizione del prestigioso ciclo di studi promosso dalla Scuola politica “Vivere nella comunità”, fondata da Pellegrino Capaldo, Sabino Cassese, Marcello Presicci e Paolo Boccardelli. Quest’anno l’apertura della nuova edizione, in collaborazione con Roma Capitale, è stata affidata all’amministratore delegato e direttore generale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, con una Lectio Magistralis dal titolo: “Come formare i manager del futuro”.
L’evento è stato moderato da Marcello Presicci, segretario generale della Scuola Politica e presidente dell’advisory board della Fondazione Educazione Finanziaria e al Risparmio, ed ha visto la partecipazione straordinaria di Stefano Lucchini, Fabio Barchiesi, Renato Loiero, Paolo Boccardelli e Enzo Peruffo.
Come sottolineato da Donnarumma, “La sfida del manager del futuro non è più solo amministrare l’esistente e raggiungere obiettivi economici, ma saper interpretare il cambiamento per trasformarlo in visione strategica, consapevole che ogni decisione ha un impatto sulle persone e sui territori. Formare una nuova classe dirigente significa unire la competenza tecnica a una profonda responsabilità civile, poiché è proprio nella comunità che si misura il senso profondo della leadership”.
L’iniziativa formativa, gratuita per gli studenti grazie al sostegno delle imprese coinvolte tra cui Intesa Sanpaolo, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Cassa Depositi e Prestiti, A2A, Fondazione Ericsson, IREN, Green Arrow Capital e ANIA, intende così rafforzare la preparazione e le competenze dei partecipanti, contribuendo alla formazione di nuovi leader e di una futura classe dirigente preparata che percepisca la responsabilità di essere “civil servant”.
Fabio Barchiesi, amministratore delegato di Cdp Equity e vice direttore generale di Cdp: “Le operazioni di Cdp hanno l’obiettivo di delineare una visione industriale di lungo periodo, per rafforzare la crescita dimensionale, l’occupazione e la competitività del sistema Paese. La nostra linea è che le decisioni devono essere sistemiche, perché tengono insieme dimensione industriale, sostenibilità finanziaria, impatti territoriali e implicazioni sociali, spesso caratterizzate da tempi e traiettorie diverse. Per questo, ai ragazzi e alle ragazze che frequentano i corsi della scuola politica, auguro di abituarsi a guardare oltre il loro ambito specifico per comprendere come questo trovi senso all’interno di una visione d’insieme”.







