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Tutti i piani di Uber sui robotaxi per competere con Waymo (Alphabet)

Uber investirà 100 milioni di dollari per costruire delle stazioni di ricarica per i veicoli autonomi negli Stati Uniti. La società di ride-hailing vuole migliorare il suo posizionamento nel mercato dei robotaxi e competere con Waymo. Tutti i dettagli.

L’azienda californiana di trasporto privato Uber sta pianificando di investire oltre 100 milioni di dollari per costruire negli Stati Uniti delle stazioni di ricarica rapida dedicate ai veicoli autonomi. L’obiettivo è rafforzare la propria posizione nel settore dei robotaxi, cioè le vetture senza conducente.

LA COMPETIZIONE CON WAYMO SUI ROBOTAXI

I primi hub di ricarica ad alta capacità verranno realizzati nell’area della Baia di San Francisco, a Los Angeles e a Dallas. La California e il Texas sono due mercati nei quali Uber prevede di lanciare anche dei servizi pubblici di robotaxi per proporsi come alternativa a Waymo, l’azienda di guida autonoma del gruppo Alphabet.

IL SENSO DELLE STAZIONI DI RICARICA PROPRIETARIA

Uber ha spiegato che possedere direttamente alcune stazioni di ricarica le permetterà di migliorare l’efficienza, ridurre i costi e mantenere operative le auto più a lungo. Nello specifico, la società ha utilizzato i termini utilization e uptime, che si riferiscono rispettivamente al tasso di utilizzo dei veicoli e al tempo in cui rimangono disponibili per il servizio.

COSA PENSANO GLI INVESTITORI

L’aumento degli investimenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture per la guida autonoma da parte di Uber è anche un modo per rassicurare gli investitori, sempre più scettici sul futuro del ride-hailing “tradizionale”, cioè con il conducente a bordo.

Effettivamente, negli ultimi anni la società ha investito parecchio – “centinaia di milioni di dollari”, secondo Bloomberg – nel settore dei robotaxi, puntando su aziende come Lucid, Nuro e Wayve, ma anche su società che gestiscono flotte di veicoli come Moove e Avomo. In alcuni casi, Uber si è impegnata ad acquistare flotte di robotaxi da rendere un giorno disponibili sulla propria piattaforma.

UBER CONTRO (O CON?) WAYMO

Questo approccio “autonomo” di Uber non ha convinto tutti: ne è una prova il fatto che il titolo della società abbia perso il 14 per cento del suo valore dall’inizio dell’anno. Il calo è dovuto anche alla percezione che Waymo sia in vantaggio sui robotaxi. In alcune città, comunque – come Austin e Atlanta -, Uber già collabora con Waymo, occupandosi della gestione delle automobili: ad esempio della ricarica, della pulizia e dei controlli tecnici.

Per il momento, tuttavia, non è chiaro se le vetture di Waymo potranno utilizzare le stazioni di ricarica che Uber intende realizzare a San Francisco, a Los Angeles e a Dallas.

I PIANI SULLA GUIDA AUTONOMA PER IL 2026

Uber prevede di rendere disponibili sulla propria app i servizi di trasporto privato senza conducente in almeno dieci città entro la fine dell’anno. In particolare, nell’area di San Francisco metterà in circolazione i robotaxi di Lucid e di Nuro, mentre a Los Angeles schiererà i furgoni autonomi della casa tedesca Volkswagen.

Più in là, la società conta di utilizzare cinquemila robotaxi della casa italo-francese Stellantis negli Stati Uniti e successivamente in alcune città nel resto del mondo. La produzione di queste vetture da parte di Stellantis dovrebbe partire nel 2028.

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