Usare la tecnologia per fermare la tecnologia copiona. Questa la strategia della giapponese Sony che, oltre a essere una software house impegnata nello sviluppo di soluzioni di frontiera è anche una delle più importanti etichette musicali del mercato ed è pertanto vittima dei numerosi plagi “artistici” attuati dalle Ai più note e diffuse.
LA STRATEGIA DI SONY CONTRO LE AI CHE COPIANO LA MUSICA
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico giapponese Nikkei, il colosso nipponico dell’intrattenimento avrebbe ultimato una tecnica di “version matching” che permette di identificare versioni differenti di un brano partendo da segmenti audio anche di soli 20 secondi.
A detta della testata giapponese, il sistema sarebbe in grado di determinare sulla base di piccoli frammenti la percentuale di influenza che determinati brani avrebbero avuto per la sua “composizione”. Insomma: si fa ascoltare all’algoritmo di Sony un breve ritornello e lui dovrebbe essere in grado di dire: “il 45% proviene dagli AC/DC, il 25% dai Beatles, il 30 da Al Bano”.
LA STRATEGIA DI SONY
L’aspetto più interessante è che, sempre secondo quanto riportato da Nikkei, Sony intende vendere la propria tecnologia alle software house che stanno sviluppando modelli di IA affinché la incorporino negli algoritmi, non solo alle società detentrici di diritti di autore che ovviamente la userebbero per far valere giudizialmente i propri diritti.
GLI ALTRI LAVORI
Sony AI aveva presentato a NeurIPS 2025 un lavoro intitolato “Large-Scale Training Data Attribution for Music Generative Models via Unlearning” dove veniva descritta la possibilità di risalire ai brani musicali utilizzati in fase di addestramento di un modello per realizzare un particolare contenuto generato con l’IA.
Il solo limite di tale tecnica, però, è che utilizza un approccio che richiede l’accesso al modello stesso già addestrato ma difficilmente le software house responsabili degli algoritmi copioni si rivelerebbero favorevoli a tale prospettiva dal momento che sono consapevoli di operare al di sopra delle norme a tutela del copyright quando non sono stati siglati a monte precisi accordi con le etichette discografiche.



