Pensare di tenere i più giovani lontani dall’intelligenza artificiale è utopico, oltre che inutile. Allora perché non insegnargli a usarla nel modo più proficuo e corretto possibile? L’Estonia, Paese con una delle economie digitali più avanzate dell’Unione europea, ha scelto di aprire le porte delle sue scuole a OpenAI e con il programma AI Leap, che prevede l’uso di ChatGpt Edu, sta coinvolgendo 15mila studenti delle superiori.
UNA SOCIETÀ (VERAMENTE) DIGITALIZZATA
Con 1,3 milioni di abitanti, l’Estonia è considerata una delle società più digitalizzate d’Europa. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea sul Decennio digitale citato da Prima Online, oltre la metà delle imprese utilizza soluzioni cloud (52,6%, contro una media europea del 38,7%), mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende è passata dal 5,19% nel 2023 al 13,89% nel 2024. Il Paese registra inoltre il più alto tasso di donne specializzate nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e il 79% dei cittadini ritiene che la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati semplifichi la vita quotidiana.
In Estonia la quasi totalità dei servizi pubblici è accessibile online: dalle dichiarazioni fiscali al voto, fino alla registrazione dei figli. Una trasformazione avviata negli anni Novanta, quando il Paese usciva da una fase di difficoltà economica, e proseguita con un’adozione rapida delle tecnologie digitali nei settori pubblici e privati.
LA NASCITA DI AI LEAP
Il progetto AI Leap prende forma nel 2023, quando la ministra dell’Istruzione Kristina Kallas istituisce un Consiglio sull’intelligenza artificiale coinvolgendo neuroscienziati, psicologi cognitivi dello sviluppo e aziende tecnologiche. Nel corso del 2024 viene elaborato un piano strategico per integrare l’AI nel sistema educativo.
“Abbiamo iniziato a distribuire le licenze a tutti gli studenti” delle scuole superiori, ha spiegato la ministra in un’intervista a Wired a margine del World AI Cannes Festival. Il programma prevede l’introduzione di una versione dedicata, ChatGpt Edu, sviluppata in collaborazione con OpenAI per l’utilizzo nelle scuole estoni.
Dopo aver contattato diverse aziende – tra cui Anthropic, Microsoft, Mistral e Google – solo OpenAI ha dato disponibilità immediata a sviluppare una versione specifica per l’apprendimento. A febbraio 2025 è iniziata la progettazione della piattaforma dedicata e ad agosto dello stesso anno la formazione degli insegnanti.
FORMAZIONE E NUMERI DEL PROGETTO
Il programma coinvolge 5mila insegnanti che lavorano con studenti tra i 16 e i 18 anni. I docenti hanno seguito due giorni di formazione online su funzionamento dell’AI, distorsioni, questioni etiche e implicazioni cognitive. Dallo scorso agosto partecipano anche a gruppi di apprendimento tra pari, con incontri ogni due o tre settimane per confrontarsi sull’utilizzo dello strumento.
All’inizio del mese sono state distribuite le licenze a circa 15mila studenti. Il progetto avrà una durata complessiva di tre anni, con l’obiettivo di seguire un intero ciclo scolastico fino al diploma.
PROTEZIONE DEI DATI E INFRASTRUTTURA
Sul tema della protezione dei dati, Kallas ha spiegato che è stata sviluppata una licenza master separata per le scuole estoni: “OpenAI rispetta le normative europee sulla protezione dei dati, il che significa che tutti i dati vengono conservati su server europei, non negli Stati Uniti né altrove. I dati inseriti dagli studenti estoni nel sistema sono protetti e non confluiscono comunque nei server statunitensi”.
I log di utilizzo della piattaforma vengono salvati in un database separato e protetto. I dati vengono ripuliti dalle informazioni personali prima di essere analizzati a fini di ricerca.
CHI MONITORA IL PROGETTO
Il monitoraggio del progetto è affidato a una cooperazione tra scienziati della Stanford University e dell’Università di Tartu. Da febbraio a giugno studenti e insegnanti utilizzano la piattaforma mentre i ricercatori analizzano questionari periodici e dati aggregati di utilizzo.
Entro la fine di giugno sono attesi i primi risultati preliminari sul modo in cui l’intelligenza artificiale viene integrata nei processi di apprendimento: per quali attività viene usata, con quale frequenza e con quali modalità.
LO SCOPO DI AI LEAP
La ministra ha più volte richiamato la necessità di un utilizzo “significativo” dello strumento. “Lo scopo principale dell’istruzione è insegnare ai bambini a crescere. A crescere nelle competenze socio-emotive, nelle capacità di autoregolazione e soprattutto nella conoscenza in termini di pensiero, memoria, analisi”.
Secondo Kallas, il rischio è che “la capacità di pensare in modo più profondo e ampio possa essere facilmente delegata al computer”. Per questo, ha spiegato, è necessario “insegnare agli studenti a pensare con l’uso della tecnologia, non a delegare il pensiero alla tecnologia”.
Il progetto prevede quindi una riprogettazione delle attività didattiche: non più semplicemente lettura e produzione di saggi individuali, ma esercizi che integrino l’uso dell’AI nel processo di analisi e discussione in classe.
ALFABETIZZAZIONE E CONSAPEVOLEZZA
Sul tema dell’interazione tra adolescenti e chatbot, la ministra ha infine sottolineato l’obiettivo di rafforzare l’alfabetizzazione digitale: “Devono capire cos’è, che non è un amico, non è un essere umano. È solo una macchina basata su sistemi di probabilità statistica. Che ha distorsioni. Che in realtà non sa tutto”.






