Gli Stati Uniti e il Giappone hanno rivelato alcuni dettagli sui primi tre progetti legati all’accordo commerciale dello scorso ottobre, che prevede investimenti e finanziamenti giapponesi in territorio americano per 550 miliardi di dollari entro il 2029. In cambio, Tokyo ha ottenuto una riduzione dei dazi statunitensi dal 25 al 15 per cento.
GAS, PETROLIO E DIAMANTI: I PRIMI TRE PROGETTI DEL GIAPPONE NEGLI STATI UNITI
I tre progetti valgono in tutto 36 miliardi di dollari.
Il più grande, da ben 33 miliardi, è una centrale elettrica a gas da 9,2 gigawatt che sorgerà in Ohio e che il governo americano ha definito “la più grande nella storia”: dell’investimento se ne occuperà la holding SoftBank di Masayoshi Son, in stretti rapporti con il presidente Donald Trump. Son, peraltro, presiede la joint venture tra SoftBank, OpenAi e Oracle che realizzerà il progetto “Stargate” sulle infrastrutture per l’intelligenza artificiale negli Stati Uniti: un investimento da 100 miliardi di dollari, che potrebbe arrivare a 500 miliardi nel giro di quattro anni.
A piena capacità, la centrale avrà un output equivalente a quello di nove reattori nucleari e potrà soddisfare i consumi elettrici di circa 7,4 milioni di abitazioni. Mesi fa, il segretario degli Interni Doug Burgum aveva detto che gli Stati Uniti perderanno la “corsa alle armi sull’intelligenza artificiale” con la Cina se non aumenteranno la generazione di elettricità da fonti fossili.
Gli altri due progetti sono:
- un impianto per l’esportazione di petrolio in Texas, nel golfo del Messico, da 2,1 miliardi: verrà gestito dall’azienda texana Sentinel Midstream, specializzata in infrastrutture oil & gas;
- una fabbrica di diamanti sintetici in Georgia, da 600 milioni: la guiderà Element Six, una sussidiaria della multinazionale britannica dei diamanti De Beers. La polvere di diamanti, per via della sua durezza, viene utilizzata in molti comparti industriali, come la manifattura di semiconduttori e di automobili.
“La portata di questi progetti è vastissima, e non potrebbero essere realizzati senza una parola molto speciale: DAZI”, ha scritto Trump sul social network Truth.
COSA FARANNO TOSHIBA, HITACHI, MITSUBISHI E NON SOLO
Stando al ministero dell’Economia giapponese, aziende come Toshiba, Hitachi e Mitsubishi Electric si sono mostrate interessate a fornire componenti industriali alla centrale a gas, mentre le società siderurgiche Nippon Steel e Jfe Steel potrebbero collaborare con il terminale petrolifero in Texas, assieme alla compagnia di trasporto marittimo Mitsui Osk Lines.
DA DOVE ARRIVERANNO I CAPITALI
In un comunicato, il segretario americano del Commercio Howard Lutnick ha spiegato che “il Giappone sta fornendo il capitale. Le infrastrutture vengono costruite negli Stati Uniti. I proventi sono strutturati in modo tale che il Giappone ottenga il proprio ritorno sull’investimento e l’America acquisisca risorse strategiche, ampli la propria capacità industriale e rafforzi il proprio dominio energetico”.
Tokyo ha aggiunto che i progetti verranno finanziati dalla Jbic, la Banca per la cooperazione internazionale (un istituto statale), e da banche commerciali sostenute da Nexi, l’agenzia statale di credito all’esportazione. Non è chiaro, però, in che proporzione.
I 36 miliardi di dollari dei tre progetti equivalgono a più della metà degli investimenti diretti giapponesi negli Stati Uniti nel 2025, stando al ministero delle Finanze del Giappone.






