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Dopo il gas del Qatar, l’Ue dipenderà dai fertilizzanti degli Emirati?

L'Unione europea ha già rimpiazzato parzialmente il gas russo con il Gnl del Qatar. Adesso potrebbe sostituire i fertilizzanti russi con l'urea e l'ammoniaca proveniente da un altro paese del golfo Persico, gli Emirati Arabi Uniti. Ecco i piani di Fertiglobe.

L’Unione europea si è impegnata ad azzerare le importazioni di idrocarburi dalla Russia entro il 2027, così da porre fine a un rapporto di dipendenza commerciale che, specialmente dopo l’invasione dell’Ucraina, ha mostrato tutti i suoi rischi. Il blocco continua comunque ad acquistare gas naturale russo, benché i volumi siano lontani da quelli del periodo precedente al 2022, e uranio arricchito per i reattori nucleari. Non solo: anche il commercio di urea e di ammoniaca, due composti fondamentali per i fertilizzanti, sta proseguendo.

COSA STA FACENDO L’UNIONE EUROPEA SUI FERTILIZZANTI RUSSI

In generale, non ci sono sanzioni sui fertilizzanti russi perché potrebbero avere un impatto negativo sulla sicurezza alimentare globale, ma l’Unione europea ha messo dazi sull’urea russa (l’aliquota salirà entro i prossimi tre anni) e sta valutando di imporre dei limiti alle forniture di ammoniaca.

UN’OCCASIONE PER ABU DHABI

Considerato che le tariffe di Bruxelles hanno già riorientato le esportazioni russe di urea verso gli Stati Uniti e che le limitazioni sull’ammoniaca potrebbero avere un effetto simile, la società emiratina Fertiglobe – una delle maggiori produttrici al mondo di fertilizzanti azotati e di ammoniaca – vede un’occasione di espansione nel mercato europeo.

Intervistato da Bloomberg, l’amministratore delegato di Fertiglobe Ahmed el-Hoshy ha detto che “i prodotti russi affluiranno sempre più nelle Americhe e, di tanto in tanto, in India, e questo aprirà un po’ di più i mercati europei”.

Nel 2025 Fertiglobe ha venduto oltre un milione e mezzo di tonnellate di urea nell’Unione europea, circa un quarto della sua produzione totale, registrando una crescita del 19 per cento su base annua. L’Unione europea è diventata così uno dei tre mercati principali di Fertiglobe, che la rifornisce anche attraverso i suoi stabilimenti in Egitto e in Algeria.

L’azienda, peraltro – che ha sede ad Abu Dhabi -, non vende solo fertilizzanti per uso agricolo ma anche urea per automobili, un composto utilizzato nei motori a gasolio per ridurre le emissioni di ossido di azoto.

IL CBAM FAVORIRÀ FERTIGLOBE?

El-Hoshy pensa che l’espansione di Fertiglobe nell’Unione europea sarà favorita dal Carbon Border Adjustment Mechanism o Cbam, il meccanismo che introduce una sorta di dazio sulle merci ad alta intensità di CO2 proventi dall’esterno del blocco. Da quest’anno il Cbam si applica anche ai fertilizzanti azotati.

A detta dell’amministratore delegato, gli impianti di Fertiglobe sono più nuovi e meno inquinanti di quelli europei, dunque le loro emissioni di carbonio sono inferiori.

UNA DIPENDENZA DAL GOLFO PERSICO

Sostituire i fertilizzanti russi con quelli emiratini potrebbe comunque rappresentare un rischio per l’Unione europea, considerato che il blocco ha già rimpiazzato parzialmente il gas russo con il combustibile liquefatto (Gnl) del Qatar, un altro paese del golfo Persico.

– Leggi anche: L’Ue rischia di più con il gas americano o del Qatar?
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