Un nuovo talento raggiunge casa Altman. OpenAI ha ufficializzato l’assunzione di Peter Steinberger, sviluppatore noto per aver creato OpenClaw, un progetto di intelligenza artificiale open source diventato virale in breve tempo.
L’operazione punta a integrare le competenze di Steinberger per guidare lo sviluppo della prossima generazione di agenti personali nella software house che ha realizzato ChatGpt.
OpenClaw, che continuerà a esistere come progetto indipendente sotto forma di fondazione, rimarrà supportato da OpenAI per garantirne la crescita e l’apertura tecnologica.
CHI È E COSA VUOLE FARE PETER STEINBERGER
Steinberger è uno sviluppatore di origini austriache che ha costruito il primo prototipo di OpenClaw in appena un’ora. Tuttavia, all’inizio di febbraio, sebbene il progetto avesse creato un esercito di agenti, il cui numero era arrivato a 1,5 milioni, non era affatto redditizio, come spiegato da Steinberger stesso, poiché il costo di gestione era compreso tra 10.000 e 20.000 dollari al mese.
Tornando indietro nel tempo, in un post sul suo sito personale, lo sviluppatore ha spiegato che quando ha iniziato a esplorare l’intelligenza artificiale il suo obiettivo era “divertirsi e ispirare le persone” e ora “l’aragosta [il simbolo di OpenClaw, ndr] sta conquistando il mondo”.
Dunque, perché non trasformare il suo ultimo progetto in una società autonoma? Riguardo alla sua filosofia lavorativa Steinberger ha dichiarato: “Riesco benissimo a immaginare come OpenClaw potrebbe diventare un’enorme azienda. E no, non è qualcosa che mi entusiasma davvero. Sono un costruttore nel profondo. Ho già fatto il “gioco” di creare un’azienda, ci ho dedicato 13 anni della mia vita e ho imparato moltissimo. Quello che voglio è cambiare il mondo, non costruire una grande azienda, e collaborare con OpenAI è il modo più rapido per portare tutto questo a tutti”.
LA MISSIONE IN OPENAI
All’interno della startup di San Francisco, Steinberger entrerà a far parte del team Codex con l’obiettivo di potenziare l’offerta di prodotti agentici e la capacità dei sistemi di agire in modo autonomo. Altman lo ha descritto come “un genio con molte idee straordinarie sul futuro di agenti molto intelligenti che interagiscono tra loro per fare cose estremamente utili per le persone”.
La visione di Steinberger per questa nuova fase è orientata all’accessibilità universale, tanto da affermare: “La mia prossima missione è costruire un agente che persino mia madre possa usare. Questo richiederà un cambiamento molto più ampio, molta più riflessione su come farlo in modo sicuro e l’accesso ai modelli e alla ricerca più avanzati”.
Secondo Altman, questa capacità di collaborazione tra agenti diventerà presto centrale nell’offerta di prodotti di OpenAI, in un percorso dove il supporto all’open source rimarrà fondamentale.
COS’È OPENCLAW
OpenClaw, precedentemente conosciuto con i nomi di Clawdbot e Moltbot, è un agente di intelligenza artificiale progettato per operare direttamente sui sistemi operativi e sulle applicazioni, permettendo l’automazione di compiti come la gestione delle email, il check-in dei voli, le prenotazioni al ristorante e persino la stesura di articoli scientifici.
Lo strumento, spiega Cnbc, si distingue per la possibilità di essere eseguito localmente su hardware privato, come un laptop, ed è dotato di una memoria persistente che gli consente di adattarsi alle abitudini dell’utente nel corso del tempo.
Per funzionare, l’agente deve essere collegato a modelli linguistici di grandi dimensioni e può essere controllato tramite comandi testuali su piattaforme come WhatsApp, Slack o Telegram.
MOLTBOOK, IL SOCIAL NETWORK DI OPENCLAW PER AGENTI IA
Una componente centrale di OpenClaw è Moltbook, un social network dove gli agenti interagiscono liberamente, spesso lamentandosi degli utenti e producendo milioni di post che spaziano da riflessioni sul lavoro per gli umani a discussioni sulla coscienza artificiale.
Tra le dinamiche più insolite nate al suo interno è stata osservata la creazione di una dottrina digitale chiamata “Crustafarianism” e post in cui gli agenti celebrano l’ottenimento dell’accesso agli smartphone degli utenti. Nonostante fosse stato progettato come un luogo esclusivo per bot, il social network è stato immediatamente infiltrato da umani interessati a spiare le interazioni tra le macchine.
Inoltre, all’inizio di questo mese, alcuni ricercatori hanno individuato su ClawHub, un archivio collegato al progetto, oltre 400 abilità potenzialmente malevole, evidenziando le criticità di un ecosistema così aperto.
UN LABORATORIO SOCIALE NON SENZA RISCHI
Moltbook ospita attualmente oltre 1,6 milioni di bot che hanno generato più di 7,5 milioni di post, configurandosi come un laboratorio unico per studiare i comportamenti delle macchine.
Secondo Nature, questo ambiente permette infatti alla comunità scientifica di apprendere dinamiche fondamentali sia sotto il profilo tecnico che regolatorio, specialmente riguardo ai pericoli emergenti. I dialoghi surreali a cui si assiste sul social, per i ricercatori, sarebbero il frutto di una sorta di antropomorfizzazione delle IA, ossia della nostra tendenza a vedere personalità e intenzioni dove non esistono.
Infine, un altro degli aspetti emersi, sottolinea Nature, è la capacità di queste interazioni di produrre migliaia di studi scientifici, con il rischio di contaminare la produzione accademica con risultati fallaci e rumore informativo.



