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Ecco le ultime mosse di Eni tra Angola, Libia, Costa d’Avorio, Venezuela e Argentina

Tutte le nuove scoperte, le nuove licenze operative e i nuovi progetti di Eni tra Africa e Americhe.

Azure Energy, la joint venture paritaria tra Eni e la compagnia energetica britannica Bp, ha annunciato la scoperta di un giacimento petrolifero da circa cinquecento milioni di barili in Angola, più precisamente nel pozzo Algaita-01 nel blocco offshore 15/06.

Il giacimento, data la sua qualità, potrebbe aiutare l’Angola – un paese dell’Africa sud-occidentale – a risollevare i suoi livelli di produzione petrolifera, già comunque tra i più alti nel continente. “La presenza di infrastrutture di produzione già esistenti nelle vicinanze aumenta ulteriormente il valore della scoperta e ne migliora le prospettive di sviluppo”, si legge nel comunicato diffuso da Eni il 14 febbraio.

COSA FA ENI IN ANGOLA

Il blocco 15/06 è gestito da Azule Energy con una quota del 36,8 per cento, assieme alla compagnia statale angolana Sonangol con il 36,8 per cento e alla società angolana Ssi Fifteen con il 26,3 per cento.

Con una produzione annua di 31 milioni di barili di petrolio e 1,2 miliardi di metri cubi di gas naturale, Eni è presente in Angola dal 1980 e opera tramite Azule Energy, costituita nel 2022.

LA NUOVA SCOPERTA IN COSTA D’AVORIO

Oggi Eni ha annunciato la scoperta di gas nel Blocco CI-501 in Costa d’Avorio, che gestisce (con una quota del 90 per cento) assieme a Petroci Holding (ha il 10 per cento). La presenza di Eni nel paese è relativamente recente, dal 2015.

Attualmente il giacimento di Baleine, il più grande della Costa d’Avorio, produce oltre 60.000 barili di petrolio e 2 milioni di metri cubi di gas al giorno; una volta avviata la fase tre di sviluppo, l’output dovrebbe arrivare a 150.000 barili di petrolio e 6 milioni di metri cubi di gas al giorno.

LA NUOVA LICENZA DI ESPLORAZIONE IN LIBIA

Eni, poi, è stata una delle compagnie petrolifere estere – assieme alla statunitense Chevron, alla spagnola Repsol, alla qatariota QatarEnergy e non solo – a vincere un blocco esplorativo oil & gas in Libia nella prima asta dal 2007.

Le venti aree messe a gara erano sia a terra che in mare. Eni, in particolare, si è garantita i diritti operativi nel blocco marittimo Area 01 nel bacino della Sirte assieme a QatarEnergy: l’ingresso dell’azienda qatariota nel settore offshore libico è significativo e potrebbe essere parte dei piani per l’aumento delle esportazioni di gas verso l’Europa.

Eni è attiva in Libia dal 1959 ed è la maggiore produttrice internazionale di gas nel paese, con un output di 6,3 miliardi di metri cubi all’anno.

– Leggi anche: Eni, Chevron e Total si gaseranno con il gas della Siria

LA NUOVA LICENZA OPERATIVA IN VENEZUELA

Passando al continente americano, venerdì scorso Eni è stata una delle cinque società energetiche – assieme alle già citate Chevron, Bp e Repsol, più la britannica Shell – ad aver ricevuto dal governo degli Stati Uniti una licenza per tornare a operare in Venezuela.

Eni in passato è stata una delle maggiori rivenditrici del greggio venezuelano: oggi può disporre di circa cinquecento lavoratori nel paese e possiede riserve per quattro milioni di barili. Il mese scorso l’amministratore delegato Claudio Descalzi aveva dichiarato che l’azienda “è pronta a investire in Venezuela” e a “unirsi alle compagnie statunitensi per velocizzare lo sviluppo” dell’industria petrolifera locale, allineandosi alle volontà del presidente americano Donald Trump.

ENI E LO SVILUPPO DEL GNL IN ARGENTINA

Sempre in Sudamerica, il 12 febbraio Eni ha fatto sapere di aver firmato con la compagnia energetica argentina Ypf e la società di investimento emiratina Xrg un accordo di sviluppo congiunto per il progetto Argentina Lng, finalizzato allo sfruttamento delle grandi riserve di shale del bacino di Vaca Muerta e all’esportazione di gas liquefatto (Gnl).

Secondo le stime, Argentina Lng sarà dotato di due impianti galleggianti e avrà una capacità di dodici milioni di tonnellate di Gnl all’anno. La decisione finale di investimento è attesa per la seconda metà del 2026.

Come ricostruito da S&P Global, Eni e Ypf hanno firmato l’accordo iniziale su Argentina Lng nell’aprile del 2025, dandosi come obiettivo l’investimento di trenta milioni di tonnellate di Gnl all’anno entro il 2031 tramite sei impianti galleggianti, con un investimento di circa 25 miliardi di dollari.

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