È toccato al padrone di casa, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, inaugurare la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, con un discorso che ha delineato una visione destinata a ridefinire il ruolo della Germania e dell’Europa nello scenario internazionale. Merz ha tracciato una diagnosi netta: l’assetto globale costruito sulle regole e sulla cooperazione sta cedendo il passo a una competizione più dura fra potenze, imponendo a Berlino e ai partner europei un ripensamento profondo delle proprie priorità strategiche e degli strumenti con cui difendere sicurezza, libertà e prosperità.
TRANSIZIONE DELL’ORDINE MONDIALE
Nella parte iniziale dell’intervento, Merz ha ricordato come il forum di Monaco rappresenti tradizionalmente un osservatorio privilegiato sugli equilibri globali, ma ha sottolineato che il contesto attuale appare radicalmente mutato rispetto al passato. L’attacco russo all’Ucraina ha segnato l’ingresso in una stagione di “conflitti aperti e di trasformazioni geopolitiche più rapide e profonde del previsto”, imponendo “un ritorno alla politica di potenza”.
Il cancelliere ha individuato tre vettori principali di questa dinamica: l’offensiva di Mosca contro Kiev, interpretata come tentativo di “revisione violenta degli equilibri europei”; la proiezione globale della Cina, che “attraverso strategie di lungo periodo e leve economiche” punta a ridefinire i rapporti di forza e ad “avvicinarsi alla parità militare con gli Usa”; e l’adattamento di Washington, che risponde alla competizione con scelte strategiche incisive, contribuendo “ad accelerare il clima competitivo anziché attenuarlo”.
In questo scenario, ha sostenuto, la rivalità fra grandi attori si intreccia con “tensioni interne alle società complesse”, alimentando la “ricerca di leadership forti” e trasformando risorse, tecnologie e catene di approvvigionamento in “strumenti di influenza”. Di fronte a questa realtà, l’Europa deve prendere atto della fine di un periodo di relativa stabilità e sviluppare fiducia nelle proprie capacità, conciliando ambizioni e mezzi.
RAFFORZAMENTO DELLA CAPACITÀ EUROPEA
Il cuore dell’intervento è stato dedicato alla strategia della Germania: il primo pilastro della “Zeitenwende”, annunciata quattro anni fa ma avviata con lentezza. È articolata su quattro direttrici. La prima riguarda il consolidamento della forza militare, politica ed economica europea. Merz ha posto come priorità il rafforzamento del contributo europeo all’interno della Nato, sottolineando “l’impegno a investimenti su larga scala” nella deterrenza e nella difesa, sostenuti anche “da modifiche costituzionali e programmi di spesa pluriennali”. Il sostegno all’Ucraina resta centrale sul piano diplomatico, finanziario e militare, mentre nuovi programmi industriali coinvolgono sistemi di difesa aerea, capacità di attacco di precisione e tecnologie spaziali. Parallelamente, si procede alla “riforma del servizio militare”, allo schieramento di una brigata in Lituania e al potenziamento delle missioni aeree nel Nord Europa, con l’obiettivo di rendere la Bundeswehr “la più solida forza convenzionale del continente”.
Accanto alla dimensione militare, il cancelliere ha illustrato iniziative per rafforzare la resilienza interna: protezione delle infrastrutture critiche da minacce ibride, diversificazione delle forniture, riduzione delle dipendenze strategiche e potenziamento dell’intelligence. In questa prospettiva, “competitività economica e sicurezza vengono considerate interdipendenti”, con l’intelligenza artificiale individuata come “leva decisiva per il progresso tecnologico”.
SOVRANITÀ EUROPEA E LEGAMI TRANSATLANTICI
Il secondo pilastro si concentra sull’integrazione europea. Merz ha descritto l’unione del continente come “risposta necessaria alle nuove sfide”, invitando a concentrare l’azione su “libertà, sicurezza e competitività “e a ridurre “l’eccesso di regolamentazione che ostacola l’innovazione”. Ha richiamato una tabella di marcia condivisa con la Commissione europea per rafforzare autonomia e capacità industriale, inclusa una maggiore cooperazione nel settore della difesa basata su standard comuni e semplificazione dei sistemi. Sul piano commerciale ha sostenuto l’attuazione dell’intesa Mercosur e l’avanzamento dei negoziati con l’India, oltre a una diplomazia concertata nel dossier ucraino con partner europei chiave, allargando a Italia e Polonia il coordinamento ora limitato a Francia e Gran Bretagna.
Il terzo asse riguarda la relazione transatlantica. Pur riconoscendo l”’emergere di divergenze politiche e strategiche”, Merz ha ribadito il valore della Nato come “elemento di vantaggio reciproco” e ha indicato la necessità di ricostruire fiducia attraverso una maggiore responsabilità europea. L’obiettivo è “sviluppare un pilastro continentale più solido all’interno dell’alleanza2, mantenendo il legame con Washington ma “superando forme di dipendenza” considerate ormai superate.
RETE DI PARTNERSHIP GLOBALI
Il quarto orientamento strategico mira all’ampliamento delle relazioni internazionali oltre il perimetro euro-atlantico. Il cancelliere ha indicato la costruzione di “rapporti pragmatici” con attori quali Canada, Giappone, Turchia, India, Brasile, Sudafrica e Paesi del Golfo, basati su “interessi condivisi” piuttosto che su completa convergenza di valori. Questa rete dovrebbe contribuire a ridurre vulnerabilità e aprire nuove opportunità economiche e diplomatiche, mantenendo come riferimento il diritto internazionale e la soluzione pacifica delle controversie.
Non sono mancate espressioni di distanza rispetto ai nuovi Stati Uniti di Trump. “La battaglia culturale dei Maga non è la nostra battaglia”, ha detto il cancelliere, “la libertà di espressione da noi si arresta quando essa ferisce la dignità delle persone”. “E non crediamo a dazi e protezionismo”, ha aggiunto, “ma nel libero commercio, così come restiamo fedeli agli obiettivi climatici e alle organizzazioni internazionali sulla sanità”. In futuro gli alleati saranno più spesso in disaccordo, ha detto Merz, dovranno negoziare e forse anche litigare sul percorso giusto: “Se lo faranno con nuova forza, nuovo rispetto e auto-consapevolezza, sarà a vantaggio di entrambi i lati”.
In conclusione, Merz ha collegato queste scelte alla memoria storica tedesca e alla tradizione di cooperazione sviluppata dopo il secondo dopoguerra, riaffermando la volontà di proseguire su un percorso fondato su alleanze, fiducia e rispetto delle regole: “La più grande forza della Germania rimane la capacità di costruire partnership, alleanze e organizzazioni fondate sul diritto e le regole, radicate nel rispetto e nella fiducia, e che credono nella forza della libertà”.




