Skip to content

ariane 6

Con Ariane 64 l’Europa lancia i satelliti Amazon Leo e accelera la corsa allo spazio

Il 12 febbraio Ariane 64, versione più potente del razzo europeo Ariane 6, ha messo con successo in orbita un gruppo di satelliti a banda larga Amazon Leo durante il lancio inaugurale del veicolo. Il colosso tech fondato da Jeff Bezos si è affidato al lanciatore europeo per accelerare nella sua sfida a Starlink di Elon Musk. Tutti i dettagli

Esordio riuscito per Ariane 6, il lanciatore pesante europeo decollato per la prima volta con quattro booster.

Il nuovo razzo europeo Ariane 64 ha inaugurato la sua attività con un lancio riuscito il 12 febbraio dalla base di Kourou, nella Guyana Francese, portando in orbita 32 satelliti della costellazione Leo di Amazon. La missione VA267, gestita da Arianespace, ha segnato il debutto della versione più potente di Ariane 6, prodotto da ArianeGroup, joint venture tra Airbus e Safran, progettata per aumentare la capacità di trasporto europeo.

“Un altro passo coraggioso per l’Europa nello spazio” ha commentato il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. “Il lancio riuscito dell’Ariane 64 segna una pietra miliare importante per l’accesso autonomo e resiliente dell’Europa allo spazio. E questo è solo l’inizio, poiché sono previste missioni del programma spaziale dell’Ue a bordo dell’Ariane 6”.

Il lanciatore Ariane 6, nella sua configurazione a quattro booster, ha portato in orbita sia le speranze del settore spaziale europeo, sia le ambizioni del colosso tecnologico fondato da Jeff Bezos di competere con Starlink, la costellazione in orbita bassa per l’Internet satellitare di SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk. Il lancio è infatti il primo dei 18 previsti sul razzo europeo per supportare l’implementazione della rete in orbita bassa terrestre di Amazon,  principale cliente commerciale di Arianespace.

Tutti i dettagli.

IL DEBUTTO DI ARIANE 64

Il lancio del nuovo razzo dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è avvenuto alle 17:45 ora italiana del 12 febbraio dalla base di Kourou, in Guyana Francese, e la missione si è conclusa con il rilascio in orbita del carico.

La missione ha rappresentato il lancio inaugurale della variante Ariane 64, che può trasportare oltre 20 tonnellate di carico utile in orbita terrestre bassa. Si tratta del doppio della capacità dell’Ariane 62 utilizzato in precedenza, sottolinea Bloomberg.

IL SUCCESSO DELLA MISSIONE

“Con il potente rombo dei quattro booster al decollo, più del doppio della massa del carico utile viene immesso in orbita, rimettendo l’Europa sulla buona strada per il lancio di tutti i satelliti in tutte le orbite. Con il successo del lancio di oggi, la nostra flotta di razzi è completa. Ma non ci fermeremo: gli aggiornamenti per i lanci futuri sono già in corso” ha assicurato il direttore generale dell’Esa Josef Aschbacher in un post su X.

“Con il primo volo di Ariane 64, il lanciatore europeo per carichi pesanti ha dimostrato la sua capacità di realizzare le missioni di costellazione su larga scala più impegnative”, ha dichiarato David Cavaillolès, ceo di Arianespace, in una dichiarazione dopo il lancio.

DEFINITIVAMENTE CONCLUSO IL CAPITOLO DELLA CRISI DELL’ACCESSO ALLO SPAZIO PER IL VECCHIO CONTINENTE

Con questo lancio l’Agenzia spaziale europea prosegue nella sua strategia per  per superare la cosiddetta “crisi dei lanciatori” verificatasi alcuni anni fa, che aveva limitato la capacità dell’Europa di mettere in orbita autonomamente i propri carichi utili.

Per esempio l’Esa aveva pianificato di lanciare i satelliti Galileo – progetto di navigazione satellitare europeo strategico per il vecchio continente – utilizzando il razzo Ariane 6, ma quest’ultimo ha subito frequenti ritardi e ha effettuato il lancio inaugurale nell’estate 2024 dallo spazioporto europeo nella Guyana francese. Inoltre, a causa della guerra in Ucraina, l’Europa ha interrotto i lanci tramite il razzo russo Soyuz da Kourou in Guyana da febbraio 2022. Dopo i ritardi dei programmi Ariane 6 e Vega, l’Europa ha dovuto affidarsi ai Falcon 9 di SpaceX per mettere in orbita satelliti europei, inclusi alcuni di natura governativa. Una scelta obbligata ma rischiosa.

Secondo l’agenzia, questa fase è stata superata con l’entrata in servizio di Ariane 62 nel 2024 e con la ripresa dei voli del razzo Vega C nella seconda parte dello stesso anno, rileva SpaceNews.

LA VERSIONE CON QUATTRO BOOSTER E IL RUOLO DELL’ITALIANA AVIO

Come già detto, per la prima volta, il razzo pesante europeo ha utilizzato quattro booster a propellente solido P120C, sviluppati da Europropulsion – una joint venture tra l’italiana Avio e ArianeGroup – che hanno funzionato perfettamente per circa 134 secondi. Lo ha reso noto Avio, l’azienda di Colleferro leader nella propulsione spaziale che realizza il vettore Vega,  in una nota precisando che la configurazione con quattro booster consente ad Ariane 6 di raddoppiare le proprie prestazioni rispetto alla versione con due booster, segnando un importante passo avanti per il programma spaziale europeo.

Una versione più potente dei booster P160C è stata qualificata con successo e sarà utilizzata per le prossime missioni. Avio è inoltre responsabile della produzione della turbopompa a ossigeno liquido del motore Vulcain 2.1 dello stadio principale, ricorda la società guidata da Giulio Ranzo.

PROVA AD ACCELERARE IL PROGRAMMA AMAZON LEO E I PROSSIMI LANCI

Infine, il lancio ha sostenuto anche il dispiegamento da parte di Amazon della costellazione Amazon Leo, precedentemente nota come Progetto Kuiper.

Finora la società fondata da Bezos ha messo in orbita 212 satelliti con questo lancio e con i precedenti voli dell’Atlas 5 di United Launch Alliance (Ula) e del Falcon 9 di SpaceX. Il gigante tecnologico ha intenzione di espandere la costellazione Project Kuiper, ribattezzata di recente Amazon Leo, e raggiungere quota 500 satelliti nel 2026 per arrivare a 3.600 nei prossimi anni, mentre si sta posizionando in concorrenza con Starlink.

Nell’aprile 2022 Amazon ha firmato contratti per 38 lanci con Ula; 18 lanci con la società europea Arianespace; e 12 lanci con Blue Origin, con un’opzione per ben 15 lanci aggiuntivi con l’impresa privata di proprietà del fondatore di Amazon Jeff Bezos.

Al momento la divisione di Internet satellitare di Elon Musk rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo. Gli altri rivali di Amazon includono la canadese Telesat, che non ha ancora lanciato satelliti, e OneWeb che ha costruito una rete di 620 satelliti ora della società satellitare francese Eutelsat, che offre il suo servizio Internet principalmente a governi e imprese. Ma la questione è se questi player riusciranno effettivamente a recuperare terreno su Starlink che conta oltre 10mila satelliti in orbita.

 

 

 

Torna su