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Tutto sul piano Ue anti droni

Dopo le incursioni aeree dello scorso anno, ieri la Commissione europea ha presentato un piano per migliorare le capacità di rilevamento dei droni in Europa. Ma gli esperti frenano: più norme che capacità operative

In arrivo uno scudo anti drone per l’Europa.

La Commissione europea lavorerà per migliorare le capacità di rilevamento dei droni in Europa e proporrà di garantire requisiti di registrazione e identificazione, in base a un nuovo piano d’azione presentato l’11 febbraio.

Il piano arriva dopo i numerosi episodi di sorvoli non autorizzati ad opera di droni di provenienza ignota avvenuti in diversi Stati membri, compresi quelli negli aeroporti di Copenaghen, Monaco e Bruxelles. Questi incidenti hanno fatto seguito all’incursione di circa 20 droni russi nello spazio aereo polacco lo scorso settembre.

Il documento contiene una serie di proposte orientate a migliorare la preparazione e la risposta dell’Unione di fronte all’uso improprio di droni, con un’attenzione particolare al coordinamento tra ambito civile e militare per proteggere meglio le infrastrutture critiche e i confini.

Il piano mira inoltre a spingere l’industria europea dei droni ad aumentare la produzione e l’innovazione tecnologica. Inoltre, la strategia prevede il rafforzamento della capacità di test anti-droni, la creazione di un’etichetta “EU Trusted Drone” per identificare le apparecchiature sicure e il lancio di un invito ai paesi interessati a collaborare per l’approvvigionamento congiunto di tecnologie anti-droni, ha affermato la Commissione in una nota.

Tra le proposte figurano anche un centro di eccellenza anti-droni e migliori strumenti di tracciamento e valutazione del rischio. Ma la strategia è ancora più burocratica che operativa, secondo un esperto dell’European Policy Center ripreso dal quotidiano tedesco Dw.

Tutti i dettagli.

LE PRIORITÀ DEL PIANO D’AZIONE UE ANTI DRONE

Il piano sosterrà i paesi dell’Ue integrando le misure nazionali e concentrandosi su quattro priorità chiave: migliorare la preparazione attraverso un maggiore sviluppo tecnologico e una produzione industriale più rapida; potenziare il rilevamento con tecnologie software di intelligenza artificiale e reti 5G per una migliore individuazione dei droni; coordinare e rafforzare le risposte attraverso sistemi anti-droni e squadre di pronto intervento dell’Ue e rafforzare la prontezza della difesa attraverso l’innovazione e la cooperazione industriale.

In questo modo Bruxelles auspica che il nuovo piano dia una spinta ai produttori europei di droni, incoraggiando gli Stati membri ad aumentare la produzione di droni e anti-droni.

IL CENTRO DI ECCELLENZA ANTI-DRONE DELL’UE

Tra le iniziative centrali figura l’avvio del nuovo Centro di eccellenza anti-drone dell’Ue. Questa struttura avrà il compito di sviluppare una certificazione per i sistemi anti-drone, contribuendo a definire standard comuni e strumenti di valutazione condivisi a livello europeo.

ESERCITAZIONE ANNUALE SU LARGA SCALA

Tra le proposte rivolte ai governi figura l’organizzazione di un’esercitazione su larga scala dell’Ue contro i droni da svolgere ogni anno. L’obiettivo è mettere alla prova la cooperazione transfrontaliera e verificare il livello di coordinamento tra autorità civili e militari dei 27 Stati membri.

LA STRATEGIA DI BRUXELLES

“Questo uso doloso o irresponsabile dei droni compromette la protezione delle infrastrutture critiche, nonché delle nostre frontiere esterne, dei porti, degli snodi di trasporto e degli spazi pubblici”, ha dichiarato ai giornalisti la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, aggiungendo che l’Europa deve adattare le norme affinché i droni possano essere identificati e tracciati.

“I droni dannosi connessi alla nostra rete 5G dovrebbero essere rapidamente identificati, tracciati e interrotti. E i droni non connessi possono essere rilevati con il rilevamento cellulare”, ha aggiunto Virkkunen.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO

Per molti versi, la nuova strategia dell’UE si basa su lavori già in corso. Ma segnala anche una maggiore attenzione alla politica di sicurezza, osserva a Dw Chris Kremidas-Courtney, Senior Visiting Fellow presso l’European Policy Center.

“È un piano serio. L’Unione europea si sta impegnando maggiormente nella difesa e nella sicurezza”, ha dichiarato a Dw, aggiungendo che il piano per una capacità di comando e controllo europea sovrana per tracciare e ingaggiare droni in Europa rappresenta un livello di ambizione mai visto prima.

Allo stesso tempo, l’esperto di sicurezza avverte che gran parte del documento strategico rimane di natura normativa piuttosto che operativa.

“Gran parte del linguaggio utilizzato riguarda valutazioni del rischio e sistemi di certificazione”, ha evidenziato Kremidas-Courtney, suggerendo che l’Ue sta ancora operando ampiamente all’interno della sua zona di comfort normativo.

Secondo l’esperto del think tank con sede a Bruxelles, la difesa dai droni in Europa rimane frammentata.

“[Francia], Germania, Polonia e Svezia hanno ottime capacità. E anche la Grecia ha ottime capacità di difesa dai droni in luoghi specifici”, ha affermato Kremidas-Courtney. “Ma la maggior parte dei nostri Stati membri non ha abbastanza sensori. Non abbiamo abbastanza tiratori” per abbattere i droni ostili.

La nuova strategia mira a colmare alcune di queste lacune, sebbene molte delle misure dipenderanno dalla partecipazione volontaria degli Stati membri. “Se non ci muoviamo abbastanza velocemente, penso che tra due o tre anni potremmo trovarci in una situazione in cui desidereremo essere stati molto più rapidi”, ha concluso Kremidas-Courtney.

I PROSSIMI STEP

Infine, la Commissione avvierà presto discussioni con i paesi dell’Ue sulla base del principio di comproprietà. Collaborerà inoltre a stretto contatto con l’industria e il Parlamento europeo per portare avanti il ​​piano, indica la nota dell’esecutivo di Bruxelles.

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