A dicembre “Time” ha proclamato come persona dell’anno della sua copertina gli “architetti dell’intelligenza artificiale”, incoronando alcuni protagonisti della trasformazione tecnologica di cui parliamo tutti da fine 2022. Nello specifico: Mark Zuckerberg di Meta, Lisa Su di Amd, Elon Musk di xAI, Jensen Huang di NVIDIA, Sam Altman di OpenAI, Demis Hassabis di Google DeepMind, Dario Amodei di Anthropic, Fei-Fei Li di World Labs. “Time” ha premiato soprattutto figure legate alle imprese, come si vede. Certo, Fei-Fei Li è la scienziata che, con l’archivio ImageNet, ha reso possibile il cosiddetto “Big Bang dell’intelligenza artificiale” del 2012. Demis Hassabis ha vinto il Premio Nobel per la Chimica e ha una solida formazione scientifica, come molti di questi “architetti”, ma non tutti. Ovviamente, un riconoscimento come il Queen Elizabeth Prize, che per il Modern Machine Learning nel 2025 ha insignito gli stessi Jensen Huang e Fei-Fei Li, ma anche personalità accademiche come Bill Dally, Geoffrey Hinton, John Hopfield, Yann LeCun e Yoshua Bengio, è più aderente dal punto di vista scientifico.
Tuttavia, la copertina di “Time” presentava anche un’altra variante, più interessante, quella in cui le lettere “AI” comparivano mostrando il sistema industriale dell’intelligenza artificiale, cioè che il gergo si chiama il “ferro”: l’hardware che rende possibile i vari programmi che noi utilizziamo.
Proprio questo fattore ci consente di leggere una foto più aderente alla realtà degli “architetti” dell’intelligenza artificiale, che è stata scattata a Taipei pochi giorni fa. Jensen Huang ha infatti riunito i leader delle principali imprese partner di NVIDIA a Taiwan, che lavorano incessantemente per rendere possibili le evoluzioni dei sistemi di intelligenza artificiale, da Hopper a Blackwell fino a Vera Rubin, descritto per la prima volta al CES di Las Vegas.
Proprio questo fattore ci consente di leggere una foto più aderente alla realtà degli “architetti” dell’intelligenza artificiale, che è stata scattata a Taipei pochi giorni fa. Jensen Huang ha infatti riunito i leader delle principali imprese partner di NVIDIA a Taiwan, che lavorano incessantemente per rendere possibili le evoluzioni dei sistemi di intelligenza artificiale, da Hopper a Blackwell fino a Vera Rubin, descritto per la prima volta al CES di Las Vegas.
Come si può vedere, il gruppo riunito al ristorante, per bere birra e mangiare piatti tipici, è piuttosto esteso. Le aziende presenti, secondo la ricostruzione di SemiAnalysis, sono ovviamente TSMC e Foxconn, ma anche SPIL, KYEC, Quanta, Wistron/Wiwynn, Pegatron, Inventec, Gigabyte, ASUS, Compal, Delta, Lite On, AVC, Victory Giant, Unimicron. Produttori, assemblatori, componentisti di vario genere che costituiscono una filiera industriale tuttora indispensabile per il funzionamento della tecnologia globale. Sono quasi tutti taiwanesi, ma c’è almeno un’azienda cinese della Repubblica Popolare: Victory Giant.
La cena si tiene presso il Brick Kiln Restaurant a Taipei, che Jensen Huang ama molto per la cucina taiwanese vecchio stile che gli ricorda la sua infanzia. Come si può vedere dalle inquadrature televisive, la foto dei “veri architetti dell’intelligenza artificiale” è un evento mediatico pazzesco, preparato in modo accurato. Alle ultime cene non ha partecipato Morris Chang, il leggendario fondatore di TSMC, che ha 94 anni e qualche problema di salute, era presente alla cena del 2024, e possiamo vederlo qui assieme a Jensen Huang e a Barry Lam di Quanta Computer, che sarebbe il signore col cappellino della foto del 2026 che siede alla sinistra del leader di NVIDIA.
Anche Barry Lam, classe 1949, è una vera e propria leggenda vivente: a seconda degli anni è il primo o secondo uomo più ricco di Taiwan, con un patrimonio di circa 14 miliardi di dollari, è un raffinatissimo collezionista di arte cinese e ha fatto la fortuna di Quanta Computer essendo tra i primi a scommettere sul mercato dei notebook (era chiamato “il re dei laptop”) e poi sull’espansione dei server. È uno storico partner di NVIDIA, ovviamente, ma anche di Google sulle TPU. Nell’ambito di una relativa diversificazione rispetto a Taiwan (dove resta concentrata la ricerca e sviluppo), Quanta ha realizzato di recente investimenti negli Stati Uniti, in Thailandia e in Germania. Barry Lam non si è stancato: in occasione del suo settantaseiesimo compleanno, ha ricordato la sua vecchia intenzione di andare in pensione a 70 anni, ma nell’era dell’intelligenza artificiale ha deciso di restare fino a 80 anni. I “ragazzi di Taiwan” continueranno a dare un contributo eccezionale alla supply chain della tecnologia.








