Sarà Kenta Kon a succedere frettolosamente a Koji Sato nel ruolo di amministratore delegato dal primo aprile. Una decisione improvvisa, anche perché l’avvicendamento al volante del marchio che vende il maggior numero di auto al mondo avviene a soli tre anni esatti da quando Sato aveva preso il posto di un manager storico per la Casa nipponica: Akio Toyoda. Sato assumerà il ruolo di vice presidente e chief industry officer, nuova carica istituita per guidare le trasformazioni strategiche del settore.
CHI È KENTA KON, NUOVO CEO DI TOYOTA
Il fatto che Kenta Kon fosse interno all’azienda e soprattutto avesse ricoperto la carica di direttore finanziario fa intuire la necessità, per Toyota, di trovare un amministratore delegato che ben conosca la situazione patrimoniale del Gruppo.
Non sono poche le sfide del resto che attendono Kenta Kon: dai dazi che Donald Trump ha imposto a Tokyo (dopo una lunga trattativa sono scesi la scorsa estate dal 25 minacciato al 15, ma in cambio il Giappone dovrà rivelarsi maggiormente ricettivo nei confronti dei prodotti statunitensi) e che hanno spinto Toyota a tessere una peculiare strategia produttiva nel tentativo di compiacere l’attuale inquilino della Casa Bianca al sempre più ingombrante vicino di casa cinese i cui marchi automobilistici stanno velocemente scalzando il primato nipponico in tutta l’area del Sud Est Asiatico. E naturalmente il mercato europeo potrebbe seguire a breve.
LA SFIDUCIA PER L’AUTO ELETTRICA HA PORTATO BENE A TOYOTA
Toyota, è noto, è la Casa automobilistica che ha tuonato maggiormente contro quei governi decisi a imporre l’elettrico per legge in qualità di unica soluzione per la mobilità del futuro. Il colosso nipponico, grazie all’elezione di Akio Toyoda a presidente dell’associazione nazionale industriale del settore, ha anche fatto continue pressioni sull’esecutivo giapponese affinché non seguisse la strategia europea che, a suo dire, avrebbe danneggiato eccessivamente le industrie del Sol Levante. Secondo una recente intervista che il nipote del fondatore dell’azienda ha rilasciato alla testata Automotive News, “9 milioni di auto puramente elettriche genererebbero le stesse emissioni totali di 27 milioni di veicoli ibridi”.
La strategia fin qui mantenuta ha dato i suoi frutti, evitando a Toyota le pericolose svalutazioni che hanno invece colpito Ford, Stellantis e General Motors dovendo operare brusche sterzate rispetto a quanto preventivato sull’elettrificazione di gamma. Quanto alla guidance aggiornata iricavi complessivi vengono stimati per 50.000 miliardi di yen, in crescita del 4,1% su base annua , ma si prevede una contrazione dell’utile operativo del 20,8% a 3.800 miliardi di yen e un calo dell’utile netto del 25,1% a 3.570 miliardi di yen. Confermato il dividendo annuale previsto di 95 yen per azione.
I DAZI DI TRUMP TAMPONANO I BILANCI DEL COSTRUTTORE N.1 AL MONDO
Secondo i dati consolidati pubblicati il 6 febbraio 2026, il colosso automobilistico giapponese ha registrato ricavi di vendita pari a 38.087 miliardi di yen per il periodo aprile-dicembre 2025, segnando un incremento del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, va male sul fronte dei margini: l’utile operativo è sceso del 13,1% attestandosi a 3.196 miliardi di yen , mentre l’utile netto attribuibile alla capogruppo ha subito una flessione ancora più marcata, calando del 26,1% a 3.030 miliardi di yen.
L’aumento dei volumi, con vendite globali aumentate di 301.000 unità (+4,3%) a quota 7,3 milioni di veicoli, non è dunque bastato a compensare l’aggravio sul bilancio dei costi: l’impennata delle spese operative ha infatti eroso 1.465 miliardi di yen dal computo finale mentre i dazi sono costati 1.200 miliardi di yen solo nei primi nove mesi dell’anno fiscale, un onere che si prevede raggiungerà i 1.450 miliardi di yen sull’intero anno che si chiuderà tra un mese e mezzo circa. Problemi economici che l’ex direttore finanziario, a breve Ceo, Kenta Kon ha ben presenti ed essendo una figura dimessa, più concentrata sui numeri che sulle dichiarazioni, non dovrebbe rubare troppo spazio all’ingombrante Akio Toyoda.






