(Le Figaro, Julie Ruiz Perez, 3 febbraio 2026)
Il governo ha fatto approvare il bilancio 2026 lunedì, superando due mozioni di censura finali dopo aver concesso numerose deroghe su pensioni, imposte e risparmi. La versione definitiva, che sarà promulgata nei prossimi giorni, mantiene l’obiettivo di ridurre il deficit pubblico dal 5,4% del PIL atteso nel 2025 al 5% nel 2026, pari a circa 12 miliardi di euro di sforzi in meno.
Si tratta di una vittoria modesta: l’obiettivo iniziale era il 4,7% e Moody’s prevede già un 5,2% per quest’anno. Non c’è tempo per riposare: la vera sfida ora è l’esecuzione.
Amélie de Montchalin conferma che proseguirà le misure rigorose del 2025, tra cui il comitato di allerta, il congelamento e l’annullamento di crediti. I rischi sono numerosi: misure non finanziate (nuovo congedo di nascita, riduzione delle tariffe elettriche), possibili scostamenti sulle entrate (imposta sulle società, IVA, imposta minima sui redditi alti) e alee di esecuzione. L’unico strumento rimasto è il “colpo di rasoio” sui ministeri.
1. Adozione del bilancio nonostante le mozioni di censura.
«Il governo è riuscito a far passare un bilancio, lunedì, superando gli ostacoli di due ultime mozioni di censura. […] La copia finale mantiene l’obiettivo di ridurre il deficit pubblico dal 5,4% atteso nel 2025 al 5% nel 2026, vale a dire una dozzina di miliardi di euro in meno.»
2. Vittoria parziale e obiettivo già messo in dubbio da Moody’s.
«La vittoria per le finanze pubbliche non ha nulla di eclatante. La copia iniziale del bilancio prevedeva di ridurre il deficit al 4,7% del PIL nel 2026. […] L’agenzia di rating Moody’s ha indicato la settimana scorsa che la sua previsione di deficit per la Francia si aggira piuttosto intorno al 5,2% quest’anno.»
3. L’esecuzione 2026 si annuncia altrettanto complessa del 2025.
«Bercy non avrà tempo di riposare dopo l’adozione definitiva del testo, perché il ministero dovrà immediatamente lanciarsi nell’altra battaglia di bilancio: quella dell’esecuzione. Come l’anno scorso, si annuncia epica.»
4. Metodi rigorosi confermati anche per il 2026.
«La ministra dei Conti pubblici, Amélie de Montchalin, ha già annunciato che continuerà ad applicare nel 2026 tutti i metodi, a volte muscolari, che hanno permesso al governo di contenere il deficit nel 2025.»
5. Molteplici rischi su entrate e misure non coperte.
«Per quanto riguarda il bilancio della Sicurezza sociale, un comitato di esperti ha segnalato pochi giorni fa due misure non incluse nel conteggio finale, che potrebbero aggravare ulteriormente il “buco della Sécu” rispetto alle previsioni.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)



