Al Singapore Airshow Comac (Commercial Aircraft Corporation of China) l’azienda aeronautica cinese fondata nel 2008 come joint venture statale e promossa dal governo centrale per sviluppare l’industria aeronautica commerciale autonoma di Pechino, si presenta con forza come nuova alternativa ai colossi occidentali.
Lo riferisce la BBC, che spiega come il suo jet C919, pensato per sfidare Airbus A320neo e Boeing 737 MAX, punta con decisione al mercato del Sud-est asiatico e dell’Asia-Pacifico, la regione aerea in più rapida espansione al mondo.
In un momento di gravi ritardi nelle consegne e di catene di fornitura sotto pressione da parte dei costruttori occidentali, Comac si candida a diventare la terza grande opzione per le compagnie aeree.
Gli esperti prevedono che, pur con tempi lunghi, il produttore cinese possa affermarsi come attore globale di rilievo nei prossimi 10-15 anni, ponendo una grossa sfida al duopolio Boeing-Airbus.
Al centro della scena
Tra modelli in scala, cabine simulate e schermi interattivi, lo stand di Comac attira gli sguardi al Singapore Airshow.
È passato solo un paio d’anni da quando il C919 ha compiuto il suo primo volo fuori dalla Cina proprio in questa città-stato. Oggi l’aereo viene proposto come soluzione concreta per un mercato affamato di nuovi velivoli.
Approfittando delle attuali difficoltà di Airbus e Boeing, Comac coglie l’occasione per accreditarsi come terzo polo industriale nel più promettente bacino di crescita dell’aviazione mondiale.
Il grande bisogno di alternative in Asia-Pacifico
Le compagnie aeree asiatiche soffrono da anni: flotte che invecchiano, costi operativi in aumento e attese medie di sette anni tra ordine e consegna. Secondo IATA (International Air Transport Association, l’associazione internazionale delle compagnie aeree) se le consegne tornassero regolari, la regione potrebbe registrare una crescita a doppia cifra già nel 2026.
Willie Walsh, direttore generale dell’associazione, definisce tale situazione “incredibilmente frustrante”.
È in questo scenario che Comac si inserisce come reale possibilità. L’azienda ha già consegnato oltre 200 velivoli tra ARJ21 (C909) e C919; circa un quarto di essi vola già in Laos, Indonesia e Vietnam.
Accoglienza favorevole e primi ordini
Le associazioni di categoria, come l’Association of Asia Pacific Airlines, l’associazione di categoria che rappresenta le principali compagnie aeree internazionali con base nella regione Asia-Pacifico, accolgono con favore l’ingresso di Comac.
“Abbiamo bisogno di più fornitori in una filiera che è praticamente un duopolio”, spiega Subhas Menon, già Direttore Generale della Association of Asia Pacific Airlines.
Brunei (con GallopAir) e Cambogia (che pianifica circa 20 aerei) hanno già mostrato interesse concreto. Il forte sostegno governativo cinese e prezzi competitivi rendono il C919 particolarmente attraente per le compagnie low-cost dei mercati emergenti.
Anche Cebu Pacific, importante vettore filippino, guarda con interesse al costruttore cinese, prevedendone un ruolo significativo negli anni Trenta.
La strada verso l’internazionalizzazione
Le strategie di Comac non si limitano all’Asia: il gruppo sta lavorando per ottenere la certificazione europea del C919, con test già in corso presso le autorità regolatorie.
Tuttavia il percorso appare lungo: le stime parlano di un’approvazione tra il 2028 e il 2031. Rimangono da risolvere questioni tecniche complesse, come l’integrazione tra componenti cinesi e occidentali, i sistemi di controllo di volo e i software.
Ancora più impegnative sono la creazione di una rete di manutenzione e riparazioni e l’addestramento dei piloti, ambiti in cui Airbus e Boeing vantano decenni di esperienza consolidata.
Ostacoli e concorrenza
Malgrado le promesse, non mancano le incognite.
L’’azienda aeronautica brasiliana Embraer si è già ritagliato una nicchia importante nella regione con ordini da Scoot, Virgin Australia e ANA.
Boeing e Airbus, pur sotto pressione, iniziano a mostrare segnali di miglioramento nelle consegne. Inoltre, sui numeri dichiarati da Comac – oltre 1.000 ordini per il C919, quasi tutti da compagnie cinesi – resta difficile fare verifiche indipendenti, trattandosi di un’azienda statale non quotata.
Finché non affronterà in modo convincente queste sfide tecniche, infrastrutturali e di credibilità commerciale, il duopolio Boeing-Airbus continuerà a dominare i cieli dell’Asia-Pacifico.



