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Con Vannacci cambia tutto, anzi cambia niente

Camera: inquietante sceneggiata degli antifa in servizio permanente effettivo. Le opposizioni sperano di creare problemi a Meloni con le vannacciate ma le cose serie dicono altro. Il corsivo di Battista Falconi

Solo le sinistre italiane potevano riuscire nella prodigiosa erezione del generale Vannacci a difensore della democrazia. Un personaggio in cerca di notorietà, voti e copyright per il prossimo libro fa una bella figura, chiedendo l’intervento del Presidente Mattarella, in comparazione alle nostre opposizioni e all’inquietante sceneggiata (citiamo il termine di Libero e Verità, avremmo usato di peggio) consumatasi ieri sulle note di “Fischia il vento” e dell’immancabile “Bella ciao”.

L’episodio è noto: Domenico Furgiuele invita, inopportunamente e provocatoriamente, CasaPound a parlare di “remigrazione”, un avvicinamento leghista al generale e all’ultradestra o un tentativo di far loro concorrenza, chissà. Furgiuele dice: “Vannacci è con me”. Gli antifa in servizio permanente effettivo hanno protestato e i sostenitori del rimpatrio forzato degli immigrati incassano in poche ore 20 mila firme; meraviglioso il titolo dell’Unità: “Ku Klux Klan respinto ma arriva un mare di firme razziste”. Ma pare che alle sinistre convenga fare pubblicità alle vannacciate e che uno stratega dall’occhio sveglio come Renzi lo incontri in segreto.

Ma questo lavorio a destra della destra al massimo potrà rosicchiare qualcosa alla Lega, che al riguardo appare in effetti divisa, tra silenzi e imbarazzi. Per la maggioranza, che ieri ha espresso qualche fastidio per la vicenda, non cambia molto. Giorgia Meloni ha già perso i consensi degli scontenti di destra, che la considerano una traditrice dei nazional-populisti vendutasi agli oligopoli politico-finanziari atlantici. C’era già a raccoglierli Alemanno, non a caso indicato come alleato per l’eventuale discesa in campo di Vannacci, il cui obiettivo del 20% è solo una battuta. Un deluso di lusso come Marcello Veneziani gli ha fatto un timido endorsement, la Verità lo appoggia, Libero lo osteggia, ma tutto rientra nei sommovimenti politico-editoriali del periodo.

La politica ormai va per polarizzazioni. I sondaggi che verranno sempre più sparati a raffica, andando verso le elezioni, danno ben più solidamente FDI intorno al 30% (29,4 l’ultimo dato di Pagnoncelli). Anche perché, per parlare di cose serie, S&P conferma il rating dell’Italia a BBB+, alza l’outlook a sorpresa da stabile a positivo, il Pil sale più delle attese e la disoccupazione va ancora giù, anche se gli inattivi aumentano. Con la revisione del terzo trimestre 2025 e il dato provvisorio del quarto, l’economa italiana rispetto al pre-Covid va a +7,1%, il terzo aumento più forte del G7. Citiamo dal Messaggero, ma persino Repubblica deve ammettere: “primi segnali di risveglio”.

Chi nelle opposizioni spera di cambiare le cose vestendo i panni dell’antifa può rosicchiare robetta, sposta poco più di niente, vale quanto Moratti-Calenda al centro e Vannacci a destra.

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