Disastro comunicativo o no, sta di fatto che l’intervista di Lilli Gruber a Leonardo Maria Del Vecchio, presidente di Lmdv capital e neo editore (del Giornale degli Angelucci e dei quotidiani dell’ex gruppo Riffeser) ha fatto notizia per quello che ha detto o che non ha detto su Renzi, Meloni, Berlusconi, Elkann, Gedi, Mps e non solo.
Ecco alcune pillole del Del Vecchio-pensiero sussurrato su La7 nel salotto tv di Gruber.
DEL VECCHIO VISTO DA DEL VECCHIO
“Un imprenditore autonomo come me si concentra più sul fare piuttosto che sul pubblicizzare quello in cui investe e i risultati. Posso capire che facciano più notizia il gossip e le cronache rosa ma penso che in questi anni ci siano stati molti risultati”.
DEL VECCHIO DI LODA E SI IMBRODA
“Il mio percorso come imprenditore autonomo è iniziato poco più di tre anni fa. Ho trentun anni, ma lavoro da quando ne ho ventuno, ho iniziato in un negozio di occhiali. Ho avuto la possibilità di vedere tutti gli aspetti della grandissima azienda che mio padre ha creato. Penso che mio padre sarebbe contento di questi ultimi quattro anni. Ma anche prima, altrimenti non sarei stato scelto per stargli accanto all’interno dell’azienda. I valori che mi ha insegnato? Il valore umano, che il cuore delle aziende sono le persone che rendono possibile il successo e la creazione di grandi campioni”.
LA SUCCESSIONE DI DEL VECCHIO E QUELLA DI BERLUSCONI
“A livello tecnico, siamo sei eredi. Gli altri tre eredi hanno deciso di avvalersi del beneficio di inventario. Io ho accettato in maniera nuda e cruda l’eredità di mio padre. Non mi sento un eroe, mi sembra il minimo”.
“Quella di Berlusconi è un esempio di successione ben riuscita. La differenza di età e la lontananza dei nuclei familiari rendono le cose per noi più complesse”.
PER CHI BATTE IL CUORE POLITICO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO
“Ho votato sia Renzi che Meloni in passato. Mi piace l’Italia di questi tre anni e mezzo di governo. Posso dire che se non mi fossi sentito stabile nell’investire in Italia non lo avrei fatto. Questa stabilità è anche parte del governo”.
TRUMP? OPS…
Non risponde invece a una domanda sul gradimento per il presidente americano Trump: “La domanda è perché si è arrivati a un certo tipo di politiche e atti di forza, è per una mancanza di unità e forza di un’unione che ancora non si vede dell’Europa, se fosse stata più unita non ci sarebbe stato questo spazio per Trump”. “Sono per un’Europa unita”.
LA FUFFA SULL’INFORMAZIONE LIBERA
“Sono sempre dalla parte dell’informazione libera. Ho sempre rispettato il dna delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarle. Giornali e editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro dna, alle firme e ai loro giornalisti”. Resta da capire come i giornali partecipati o controllati da Del Vecchio daranno conto delle aziende in cui i Del Vecchio sono azionisti o sono in rapporti di affari come appunto Mps, Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit ecc.
L’OFFERTA (RIFIUTATA DA ELKANN) PER GEDI
“Nel libero mercato un venditore ha libertà di scegliere il suo acquirente. Elkann ha preso la sua decisione”.
OBIETTIVO MEDIA COMPANY
“Voglio costruire una media company, ho già acquisito Fm specializzata in strategic manager con una sua blockchain nativa, sto costruendo il resto dei pilastri, ci sono delle trattative in corso di cui non posso parlare, ma è lì che voglio arrivare, a una media company”.
L’INGRESSO NEL GIORNALE
“Il mio cuore sta dalla parte di un’informazione libera e del pluralismo, ma pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per il Giornale”. “Se si pensa al Giornale, è l’ex Giornale di Montanelli. Pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per il Giornale. L’offerta a Gedi è stata successiva, in un percorso prestabilito un anno prima. Sono sempre dalla parte dell’informazione libera. Ho sempre rispettato il dna delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarla. Giornali ed editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro dna, alle firme e ai loro giornalisti”.
DEL VECCHIO PUNTA SULLA TV? SU LA7?…
“Mi è sempre stato detto che corro troppo, ma prima di fare un ulteriore passo come comprare una televisione è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente nell’editoria”. La decisione di investire nell’editoria, aggiunge l’imprenditore, “nasce perché credo molto nell’informazione vera. Ho notato che le nuove generazioni traggono soluzioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno le informazione da firme autorevoli e non da tiktoker”.
CAPITOLO MPS-GENERALI
Del Vecchio si sofferma anche sul caso Generali, Mps-Mediobanca. “Il sogno di mio padre – spiega – era creare un campione italiano capace di competere con le principali banche europee. Non c’è assolutamente stato concerto tra i soci. Delfin e Caltagirone sono investitori di lungo periodo e termine” e “quando uno Stato salva un’azienda coi soldi dei contribuenti e poi riesce a metterla in piedi, ha fatto esattamente quello che uno Stato dovrebbe fare”.
IL CASO DELL’INCIDENTE IN AUTO E LE RISPOSTE CHE DICONO NULLA
L’erede del patron di Luxottica risponde anche sull’incidente avvenuto mentre era alla guida della sua Ferrari sulla tangenziale di Milano, per cui è indagato per le ipotesi di sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso: “Dopo essermi accertato dell’arrivo dei soccorsi, per non fare omissione di soccorso, ho chiamato l’autista perché aspettasse la polizia che dopo un’ora e mezza non era ancora arrivata e io avevo un impegno di lavoro, non per mettersi alla guida”.




