Dopo aver registrato dei risultati superiori alle aspettative nel periodo conclusivo del 2025, Apple ha detto di prevedere una crescita delle entrate più alta del previsto – fino al 16 per cento – nei primi tre mesi del 2026, trainata da una forte domanda per gli iPhone e dall’evoluzione positiva dei mercati cinese e indiano.
I RISULTATI DI APPLE NEL PRIMO TRIMESTRE FISCALE DEL 2026
Nel primo trimestre fiscale del 2026, conclusosi il 27 dicembre scorso, Apple ha riportato entrate per 143,8 miliardi di dollari, il 16 per cento in più su base annua. L’utile per azione è cresciuto del 19 per cento, un record, e la società ha generato un flusso di cassa operativo di 54 miliardi, restituendo quasi 32 miliardi agli azionisti.
L’iPHONE SUPERA LE ASPETTATIVE
Le entrate relative all’iPhone – l’ultima linea di prodotti è la 17 – sono ammontate a 85,2 miliardi, ben al di sopra sia del risultato dell’anno precedente che delle stime degli analisti: 69,1 miliardi e 78,6 miliardi, rispettivamente. L’amministratore delegato Tim Cook ha spiegato che “l’iPhone ha registrato il miglior trimestre di sempre grazie a una domanda senza precedenti, con record storici in tutti i segmenti geografici”. “Siamo inoltre lieti di annunciare”, ha aggiunto, “che la nostra base installata conta ora oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi”.
Sono tutti dati particolarmente graditi agli investitori, che temevano invece un appiattimento delle vendite degli smartphone. Dopo la diffusione dei risultati, le azioni di Apple sono cresciute del 3,5 per cento, riducendo poi i guadagni e attestandosi sullo +0,8 per cento.
LE PREVISIONI SUL SECONDO TRIMESTRE FISCALE, E I POSSIBILI INTOPPI
Per il secondo trimestre fiscale, Apple prevede una crescita delle entrate compresa tra il 13 e il 16 per cento, contro il +10 per cento atteso dagli analisti. La società pensa anche di riportare un margine lordo del 48-49 per cento, uguale o leggermente superiore a quello del periodo precedente, e delle spese operative di 18,4-18,7 miliardi, di poco più alte a quelle del primo trimestre.
I risultati economici, però, potrebbero risentire delle difficoltà di approvvigionamento di microchip – il fornitore di Apple è la compagnia taiwanese Tsmc -, che stanno già influenzando la produzione degli iPhone. Cook ha detto ai giornalisti che “al momento siamo vincolati. E, a questo punto, è difficile prevedere quando domanda e offerta torneranno in equilibrio”. E poi: “stiamo riscontrando una minore flessibilità della catena di approvvigionamento rispetto al normale”.
I problemi riguardano soprattutto i chip di memoria Dram, la cui disponibilità è scarsa, anche per via dell’alta richiesta proveniente dall’industria dell’intelligenza artificiale, e i prezzi sono in aumento. Le due aziende dominanti nel mercato delle memorie Dram, le sudcoreane Samsung Electronics e Sk Hynix – Apple si rifornisce da entrambe -, hanno fatto sapere che i produttori di computer e smartphone saranno i più colpite dal peggioramento della carenza di questi microchip.
Cook non ha voluto rilasciare commenti sulla possibilità che Apple aumenti i prezzi dei suoi dispositivi a causa della crisi delle Dram.
COME VANNO LE VENDITE IN CINA
Nei mesi finali del 2025 le vendite di Apple in Cina – un mercato rilevantissimo data la sua ampiezza – sono cresciute del 38 per cento su base annua, a 25,5 miliardi: gli analisti si aspettavano un risultato decisamente più basso, a 21,3 miliardi. Negli ultimi tempi la società aveva riscontrato delle difficoltà sul mercato cinese, principalmente a causa dell’aumento della concorrenza locale, ma Cook ha dichiarato che l’iPhone ha raggiunto un record di vendite nel paese e che l’iPhone 17, in particolare, ha determinato una crescita a doppia cifra del numero di utenti provenienti dagli smartphone Android.
GLI ACCESSORI DELUDONO
L’unico, vero punto deludente della trimestrale di Apple è stato il segmento degli accessori, dei dispositivi indossabili e della domotica, che ha riportato vendite inferiori alle aspettative: 11,4 miliardi anziché 12 miliardi.



