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Le mezze verità su Fabrizio Corona e non solo

Mediaset attacca Corona, mentre Ordine dei giornalisti e Fnsi sostengono che non abbia diritto di cronaca, non essendo giornalista né testata registrata. Il che, si dovrà convenire, è un’idea della verità piuttosto curiosa. Il corsivo di Battista Falconi.

Nei toni decisamente più duri e più chiari utilizzati da Meloni nel messaggio per il Giorno della Memoria, anche rispetto alle complicità del fascismo nella persecuzione antiebraica – lo storico Gianni Oliva sulla Stampa l’ha definita “Una nettezza senza precedenti” – deve aver inciso la minor insistenza avversaria perché li usasse. La premier odia sentirsi sotto pressione, finché la si spinge a fare qualcosa si può star sicuri che non la farà. Liliana Segre ha usato analoga chiarezza per dicendo che Gaza viene usata per sminuire la Shoah: la preoccupazione per le sorti dei palestinesi anima odio antisemita, stavolta però di sinistra.

In conclusione, antisemitismo e Olocausto sono il male assoluto solo se vengono da destra. Lo conferma il voto di PD, M5S e IV contro il ddl Romeo, con alcuni membri delle opposizioni che ritengono superflua una nuova e altri che non vogliono adottare un testo proposto dalla maggioranza.

Questa triste conclusione sulle mezze verità politicamente connotate è applicabile a molte altre situazioni. Tutto diventa soggettivo. Bugie e fake, giravolte e contraddizioni non sono un’esclusiva di Donald Trump, anche se lui ne fa particolare sfoggio, come con la foto dell’avvocata afroamericana Armstrong, piangente dopo l’arresto nelle manifestazioni per Minneapolis. The Guardian ha dimostrato che è un falso, ma il vicedirettore comunicazione della Casa Bianca ha risposto che si tratta di un “meme” e che l’uso di immagini artefatte continuerà.

Proprio la vicenda di ICE, è illuminante di quanto imperi una deformante soggettività. La cronologia delle dichiarazioni sulla presenza della famigerata polizia contro l’immigrazione statunitense in Italia per le Olimpiadi invernali è uno speculare, defatigante batti e ribatti, esagera e deforma, dichiara e smentisci. Alla fine, pare che i colleghi degli assassini di Minneapolis arriveranno ma senza compiti di ordine pubblico.

Un’altra verità deformata riguarda il sondaggio proposto ad alcuni studenti da Azione studentesca, il movimento giovanile di FDI, per “schedare” gli insegnanti di sinistra in “liste di proscrizione”, secondo quanto dice la sinistra medesima. E che invece ha lo scopo, opposto, di segnalare comportamenti intolleranti e abusi didattici ai danni di studenti di destra o di idee diverse. Il Tempo segnala un caso al liceo Giulio Cesare di Roma, dove il padre di un ragazzo ha denunciato un professore che avrebbe chiesto più volte al figlio di giustificare la sua fede cattolica. La vicenda è stata oggetto di un’interrogazione al ministro Valditara.

In questo modo è difficile non solo capire ma anche farsi un’opinione fondata e il rischio è che la seconda, ancorché fallace, oscuri le prime. Che il parere prevalga sul fatto. “Amare la Verità non significa possederla”, ammonisce Veneziani dopo un incontro con i lettori dell’omonima testata. Dove talvolta si trovano piccole verità altrove introvabili, come il silenzio sotto cui, ai tempi di Obama, passò la morte di 56 migranti custoditi dall’ICE.

Persino Fabrizio Corona, re delle “verità nascoste” a sfondo sessuale, ogni tanto illumina angoletti oscuri dello show-biz, come le pressioni gay sui concorrenti dei reality. Mediaset condanna “Falsissimo” come gogna mediatica, falsità e accuse infondate, mentre Ordine dei giornalisti e Fnsi sostengono che Corona non ha diritto di cronaca, non essendo giornalista né testata registrata. Il che, si dovrà convenire, è un’idea della verità piuttosto curiosa.

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