Se il 2025 è stato sfidante per Airbus, il 2026 promette di non essere da meno.
È quanto emerge da una comunicazione interna dell’amministratore delegato del colosso aerospaziale europeo, Guillaume Faury, rivolta al personale e visionata da Reuters in cui il ceo di Airbus mette in guardia da nuovi rischi dopo i danni commerciali “significativi”.
Il numero uno di Airbus ha avvertito il personale che il produttore di aerei deve essere pronto ad adattarsi a nuovi e inquietanti rischi geopolitici dopo aver dovuto affrontare danni logistici e finanziari “significativi” a causa del protezionismo statunitense e delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina lo scorso anno.
Il produttore di aeromobili ha chiuso il 2025 raggiungendo l’obiettivo di consegne di aerei (793 aeromobili commerciali a 91 clienti nel mondo), registrando un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, secondo i dati comunicati dal gruppo a inizio mese. Il risultato, aveva puntualizzato la società, è stato raggiunto nonostante un contesto operativo “complesso e dinamico”, segnato da criticità lungo la catena di fornitura e da pressioni industriali che continuano a interessare il settore aerospaziale.
Dopo i problemi riscontrati ai pannelli della fusoliera della famiglia A320 e il richiamo di quasi 6.000 A320 per sostituire il software vulnerabile alle radiazioni solari, lo scorso dicembre Airbus aveva infatti tagliato l’obiettivo delle consegne 2025 da 820 a 790.
E ora anche il 2026 non si prospetta un’annata più semplice. Tutti i dettagli.
L’AVVERTIMENTO DEL CEO SULLE TENSIONI COMMERCIALI
“L’inizio del 2026 è segnato da un numero senza precedenti di crisi e da sviluppi geopolitici inquietanti. Dovremmo procedere con spirito di solidarietà e autosufficienza”, ha dichiarato il ceo Guillaume Faury in una lettera interna visionata da Reuters.
Il numero uno di Airbus ha spiegato che che le molteplici pressioni commerciali avevano già “causato significativi danni collaterali, sia logistici che finanziari”. L’amministratore delegato ha affermato che le catene di approvvigionamento post-Covid sono migliorate, ma rimangono una fonte di interruzione.
COME VA LA DIVISIONE SPAZIO E DIFESA
Nonostante le turbolenze commerciali, Faury si è congratulato con i 160.000 dipendenti del gruppo per quelli che ha definito “buoni risultati” complessivi nel 2025, senza fornire ulteriori dettagli. La comunicazione è arrivata prima della pubblicazione dei risultati il 19 febbraio.
Intanto, Faury ha anticipato che Airbus Defence and Space, la divisione spazio e difesa colpita da perdite negli ultimi anni e conseguenti licenziamenti, “è ora su una base molto più solida grazie alla sua profonda ristrutturazione”. Dall’altra parte Airbus Helicopters è “straordinariamente costante nella solidità delle sue prestazioni”.
LA LEZIONE IMPARATA DOPO IL RICHIAMO
Faury ha affermato che era “imperativo” che Airbus imparasse dal suo più grande richiamo di sempre a novembre, che ha coinvolto un aggiornamento software.
A inizio dicembre il più grande produttore di aerei al mondo ha abbassato l’obiettivo di consegne per il 2025 da 820 a “circa 790” jet, pochi giorni dopo aver risolto problemi tecnici riguardanti la famiglia A320, una parte fondamentale del portafoglio ordini del gruppo. Un difetto di qualità rilevato sui pannelli della fusoliera ha costretto quindi l’azienda ridurre il suo obiettivo di consegna di 30 in meno rispetto a quanto inizialmente previsto.
La comunicazione è arrivata dopo il weekend di disagi per i viaggiatori bloccati a causa delle interruzioni dei voli in tutto il mondo dovuti al richiamo di circa metà della flotta della famiglia A320 per un aggiornamento software immediato. La maggior parte dei 6.000 aeromobili interessati ha ricevuto l’aggiornamento software nel fine settimana, evitando maggiori inconvenienti per i clienti delle compagnie aeree.
“Dobbiamo essere più rigorosi nella gestione dei nostri sistemi e prodotti in generale”, ha affermato Faury.
IN VISTA DEL PROSSIMO DECENNIO
Infine, gli anni ’30 saranno dominati dallo sviluppo di un successore dell’A320 che entrerà in servizio “nella seconda parte del decennio”,secondo Faury, riporta sempre Reuters. Si prevede che il rivale statunitense Boeing seguirà un percorso simile, sebbene abbia affermato che la sua priorità a breve termine sia la riduzione del debito.
“Raggiungere una crescita redditizia nella seconda metà degli anni ’20 è essenziale: dobbiamo affrontare questo periodo cruciale (gli anni ’30) in una forma davvero ‘olimpica'”, ha dichiarato Faury ai dipendenti. “Il futuro di Airbus dipenderà dalla nostra capacità di attuare questa strategia”.






