I conti della prima low cost dei cieli d’Europa subiscono i contraccolpi tutti italiani dell’Antitrust. Sotto Natale l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva infatti inflitto una sanzione da 255.761.692 euro a Ryanair DAC e alla sua controllante Ryanair Holdings Plc per abuso di posizione dominante. Nel terzo trimestre così l’utile netto è sceso a 115 milioni di euro (-22%), escluso un accantonamento di 85 milioni di euro per la sanzione dell’autorità italiana: considerando la voce straordinaria l’utile netto scende a 30 milioni di euro (-80%) rispetto ai 149 milioni di euro dello scorso anno. La compagnia si è detta fiduciosa che la sanzione verrà annullata in appello ma intanto sui bilanci della low cost grava una spada di Damocle di circa 256 milioni di euro.
CIELI ROSA PER RYANAIR?
Nel terzo trimestre il traffico è aumentato del 6% a 47,5 milioni di passeggeri con un load factor del 92% e il fatturato si è attestato a 3,21 milioni di euro (+9%) e questo permette a Ryanair di rivedere al rialzo le previsioni per il traffico passeggeri e le tariffe aeree per l’intero anno beneficando della consegna degli ultimi Boeing 737 Max. Per l’anno fiscale 2026 il traffico è previsto in aumento del 4% fino a raggiungere quasi 208 milioni di passeggeri, in crescita rispetto ai 207 milioni previsti a novembre, si legge in una nota. Le tariffe aumenteranno di oltre il 7%, registrando un trend superiore rispetto all’anno precedente tra l’1% e il 2%. Ryanair ha dichiarato che sta “orientando con cautela” l’utile dell’intero anno al netto delle imposte, escluse le voci straordinarie, da 2,13 miliardi di euro a 2,23 miliardi di euro.
LA MULTA DELL’AGCM
Quanto alla sanzione dell’Agcm, il vettore intende naturalmente impugnarla in in appello e per questo è utile ripercorrere almeno per sommi capi la vicenda. Al termine di un’articolata istruttoria, l’Antitrust ha stabilito che, tra l’aprile 2023 e l’aprile 2025, il vettore irlandese ha sfruttato il proprio potere di mercato per tagliare fuori agenzie di viaggio e Ota (Online Travel Agencies). Secondo il provvedimento dell’Autorità, la compagnia ha agito deliberatamente poiché “Ryanair ha attuato una complessa strategia per bloccare, ostacolare o rendere più difficile e/o economicamente o tecnicamente oneroso l’acquisto dei voli di Ryanair sul sito ryanair.com da parte delle agenzie di viaggio, Ota e fisiche, in combinazione con voli di altri vettori e/o con altri servizi turistici e assicurativi”.
Nel provvedimento si legge infatti che Ryanair “detiene una posizione dominante nel mercato a monte dei servizi di trasporto aereo di linea passeggeri, nazionali ed europei, da/per l’Italia, quale input per le agenzie di viaggio, online (Ota) e fisiche”. Tale forza commerciale permette alla società di agire in modo indipendente da concorrenti e consumatori, forte di una capillarità di rete che copre circa l’80% delle città aeroportuali italiane, distanziando significativamente gli altri vettori.
LE FASI DELLA STRATEGIA DI OSTACOLO
La strategia di Ryanair – afferma l’Antitrust – si è articolata in tre fasi di intensità crescente a partire dalla metà di aprile 2023. Inizialmente, la compagnia ha introdotto procedure di verifica facciale (biometrica) obbligatorie solo per i passeggeri che avevano acquistato tramite agenzia, impedendo loro l’accesso alla prenotazione o al check-in online.
Successivamente, Ryanair ha implementato lo “Shield”, un sistema tecnico volto a “identificare e bloccare sul nascere le prenotazioni delle Ota”, monitorando e inibendo i pagamenti effettuati con carte di credito commerciali o B2B. Infine, il vettore ha esercitato pressione per imporre accordi di partnership restrittivi, utilizzando il blocco intermittente delle vendite e campagne di comunicazione aggressive contro quelle che definiva pubblicamente “OTA pirata”:
IMPATTO SU INTERMEDIARI E CONSUMATORI
Le condotte accertate dall’Agcm avrebbero secondo l’Antitrust causato una drastica contrazione dell’attività delle agenzie, con una riduzione dell’80% in volume delle vendite di voli Ryanair da parte delle Ota in Italia. L’Autorità ha dunque concluso che tali comportamenti “hanno pregiudicato la possibilità delle agenzie di acquistare voli Ryanair per combinarli con i voli di altri vettori e/o servizi turistici aggiuntivi, riducendo la concorrenza, diretta e indiretta”. Questo ha inciso negativamente sulla qualità e sulla quantità dei servizi offerti agli utenti finali, limitando la disponibilità di soluzioni di viaggio integrate che il vettore non offre direttamente sul proprio sito.






