Terremoto occupazionale nel cuore tecnologico dell’Emilia-Romagna: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha acceso i riflettori su un presunto “patto di non belligeranza” che avrebbe congelato la mobilità dei lavoratori nella celebre “packaging valley”.
Per la prima volta nella sua storia, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria per un’intesa restrittiva focalizzata esclusivamente sul mercato del lavoro, ipotizzando un accordo tra colossi del calibro di I.M.A. Industria Macchine Automatiche S.p.A. e Coesia S.p.A., insieme alla sua controllata G.D S.p.A. per impedire ai “validatori” – i tecnici specializzati nel collaudo finale dei macchinari – di passare da un’azienda all’altra. Tra le altre parti coinvolte figurano realtà specializzate come I.E.M.A. S.r.l., S.I.A. S.r.l., Akkodis Italy S.r.l. e SPAIQ S.r.l.
L’inchiesta, nata da una segnalazione di whistleblowing e supportata da ispezioni a tappeto della Guardia di Finanza, punta a scardinare quello che viene ipotizzato come un vero e proprio blocco coordinato delle assunzioni, capace di frenare carriere e dinamiche salariali in uno dei distretti industriali più avanzati al mondo.
IL PRESUNTO PATTO DI NON ASSUNZIONE
Al centro dell’indagine, spiega il provvedimento dell’Antitrust, vi è il sospetto di un accordo finalizzato a impedire ai lavoratori specializzati, definiti “validatori”, di spostarsi liberamente tra le aziende concorrenti.
Secondo quanto emerso, ai professionisti con esperienza che tentavano di accedere a nuove opportunità presso altre imprese dell’intesa veniva opposto un rifiuto “…con la motivazione che non possono essere assunti da una determinata azienda di provenienza…”.
Questo patto collusivo, che sarebbe applicato in modo sistematico, riguarderebbe l’attività di validazione, ovvero il processo che certifica che un impianto o un prodotto soddisfi i requisiti normativi e d’uso. L’Antitrust ipotizza che tali condotte abbiano avuto inizio almeno nel 2024, influenzando le dinamiche di selezione del personale.
IMPATTO SULLA MOBILITÀ E SUI SALARI DEI LAVORATORI
Le conseguenze di questo presunto “blocco” delle assunzioni ricadrebbero direttamente sulle prospettive di carriera dei dipendenti del settore. Nel testo si legge che un simile accordo ridurrebbe drasticamente la mobilità lavorativa, poiché “ai lavoratori sarebbe impedito di ottenere miglioramenti economici e di carriera attraverso la competizione tra datori di lavoro, ostacolando il normale funzionamento della concorrenza nel mercato del lavoro”.
Oltre a limitare le aspettative professionali, tali intese di no-poach (ovvero intese, esplicite o implicite ma spesso ritenute illegali, tra imprese concorrenti che si impegnano a non assumere, o a non sollecitare, i dipendenti l’una dell’altra) possono rafforzare il potere contrattuale delle imprese, portando potenzialmente a una distribuzione inefficiente della forza lavoro e a una riduzione degli incentivi per l’innovazione e la formazione.
LA “PACKAGING VALLEY” EMILIANA
L’indagine dell’Antitrust si focalizza su un comparto strategico dell’economia italiana, caratterizzato da un’altissima specializzazione tecnologica concentrata soprattutto in Emilia-Romagna. Questa zona, definita “packaging valley”, ospita i principali operatori mondiali nella produzione di macchine per il confezionamento farmaceutico, alimentare e del tabacco.
L’attività dei validatori è dunque cruciale in questo ecosistema, poiché essi forniscono il “timbro finale” di approvazione, verificando che i macchinari rispettino standard rigorosi come le Good Manufacturing Practices (GMP) prima della messa in produzione. Proprio la natura locale e altamente specializzata di queste competenze rende il mercato del lavoro dei validatori particolarmente vulnerabile a possibili restrizioni della concorrenza.
POSSIBILI VIOLAZIONI E PROSSIME TAPPE
L’ipotesi dell’Agcm è che l’accordo costituisca una violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) e della legge nazionale sulla concorrenza. Tali intese sono considerate dalla Commissione europea come restrittive per oggetto, in quanto danneggiano il corretto funzionamento del mercato senza che sia necessario dimostrarne gli effetti concreti.
I funzionari dell’Autorità hanno già effettuato ispezioni nelle sedi delle società con il supporto della Guardia di Finanza. Le parti avranno ora 60 giorni dalla notifica per esercitare il diritto di essere sentite e presentare le proprie difese. Il termine per la conclusione del procedimento è stato fissato al 30 giugno 2027.






