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Il ponte d’argilla di Giorgia Meloni tra Usa e Europa

Occorre rilanciare con determinazione una politica di sicurezza e di difesa europea perfino sfidando, se necessario, le opinioni pubbliche nazionali. E sulla miseria morale e politica della sinistra italiana, silente sulla tragedia ucraina e balbettante su quella iraniana, per il momento mi taccio. La lettera di Michele Magno

Caro direttore,

fino a quando Giorgia Meloni potrà continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto? Minimizzare la rottura drammatica tra le due sponde dell’Atlantico non porta da nessuna parte.  Così il refrain “l’America ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno dell’America”. Di quella post-trumpiana, probabilmente, certo non di quella che oggi è l’epicentro di un caos planetario.

Si può anche comprenderne l’imbarazzo ad alzare la voce di fronte a un uomo che l’ha sempre incensata e adulata, fin da quando ha varcato la porta della Casa Bianca. Ma oggi è in gioco non un rapporto personale, bensì la dignità e il ruolo nel mondo dell’Europa. E quindi anche dell’Italia. A meno che la leader di Fd’I non si senta rassicurata e appagata dal grottesco endorsement di Trump per i “partiti patriottici” dell’Ue. Oppure tema che una posizione netta contro la “National Security Strategy” possa compromettere la tenuta del governo.

Ma la perizia  di uno statista -come di un nocchiere- si misura dal coraggio con cui guida la sua nave, seguendo la rotta giusta, nelle acque più tempestose. Anche Macron, Starmer e Merz hanno i loro Salvini. Eppure forse (sottolineo forse) si stanno rendendo conto che è ora di gettare il cuore oltre l’ostacolo. E ora non basta essere “volenterosi” con l’Ucraina -predestinata vittima sacrificale del patto non più occulto tra Washington e Mosca.

Occorre rilanciare con determinazione una politica di sicurezza e di difesa europea perfino sfidando, se necessario, le opinioni pubbliche nazionali. E facendo capire che quella tra “burro o cannoni” è una falsa alternativa. Parafrasando Churchill, in questo passaggio storico si può scegliere la pancia piena e avere lo stesso la guerra (dei dazi di Trump o dei missili di Putin).

Poscritto: sulla miseria morale e politica della sinistra italiana, silente sulla tragedia ucraina e balbettante su quella iraniana, per il momento mi taccio.

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