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L’accordo tra Novavax e Pfizer andrà a genio a Kennedy?

In un periodo in cui i vaccini sono messi in dubbio, se non screditati, Pfizer e Novavax hanno stretto un'intesa per svilupparne di nuovi contro due malattie infettive. Tuttavia, alcuni investitori ritengono che i vaccini non saranno un’area di crescita, almeno fino alla fine del mandato di Trump. Fatti, numeri e commenti

 

Nonostante l’amministrazione Trump e gli Stati Uniti siano sempre più ostili alla somministrazione dei vaccini, Novavax e Pfizer hanno siglato un accordo di licenza non esclusivo che consente a quest’ultimo di accedere alla tecnologia adiuvante Matrix-M per lo sviluppo di vaccini contro due malattie infettive.

L’intesa prevede pagamenti iniziali e potenziali milestone per Novavax e si inserisce in una fase di forte pressione sul settore dei vaccini, segnata da cambiamenti nella politica sanitaria statunitense e da un contesto di mercato più incerto.

COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA NOVAVAX E PFIZER

Novavax ha annunciato di aver firmato un accordo che consente a Pfizer di utilizzare la propria tecnologia adiuvante Matrix-M, progettata per potenziare la risposta immunitaria ai vaccini. L’intesa riguarda fino a due malattie infettive e, alla notizia, il titolo della società più piccola ha registrato un rialzo di quasi il 7%.

In base ai termini dell’accordo non esclusivo, Pfizer avrà accesso a Matrix-M per l’integrazione nei propri prodotti vaccinali. Novavax riceverà un pagamento iniziale di 30 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026 e potrà ottenere fino a ulteriori 500 milioni di dollari legati al raggiungimento di specifici obiettivi. Sono inoltre previste royalty a scaglioni sulle vendite nette trimestrali, con percentuali a una cifra medio-alta.

Pfizer manterrà il controllo su sviluppo, produzione e commercializzazione dei vaccini che includeranno l’adiuvante, mentre Novavax resterà responsabile della consegna e della fornitura di Matrix-M, secondo quanto comunicato dall’azienda.

IL VALORE STRATEGICO DI MATRIX-M

L’amministratore delegato di Novavax, John Jacobs, ha dichiarato in un’intervista, citata da Reuters, che l’interesse per Matrix-M da parte di potenziali partner è “di gran lunga superiore” rispetto a qualsiasi altro momento dei suoi tre anni alla guida della società con sede nel Maryland.

Il tema degli adiuvanti è diventato particolarmente sensibile negli Stati Uniti, dove alcuni alleati del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. hanno espresso critiche su queste tecnologie, spesso perché contengono alluminio. L’adiuvante sviluppato da Novavax non ne fa uso. “È ovviamente stato un tema di dibattito significativo – ha affermato Elaine O’Hara, Chief Strategy Officer di Novavax -. La nostra posizione è che disponiamo di un adiuvante non a base di alluminio che… rappresenta un’alternativa molto, molto solida per le aziende”.

L’ACCORDO SALVERÀ NOVAVAX?

L’intesa con Pfizer, evidenzia Reuters, arriva in una fase complessa per Novavax, che sta affrontando pressioni da parte degli investitori a causa delle scarse vendite del suo vaccino anti-Covid Nuvaxovid, penalizzate dal calo delle prescrizioni dopo l’adozione di raccomandazioni statunitensi più restrittive.

Gli analisti di H.C. Wainwright hanno osservato che il valore dell’accordo con Pfizer è in linea con quello da almeno 1,2 miliardi di dollari siglato con Sanofi nel 2024 per consentire al gruppo francese l’accesso al proprio vaccino anti-Covid e potrebbe “contribuire a garantire il futuro a lungo termine di Novavax”, oltre che favorire “ulteriori licenze nel corso dell’anno”.

A novembre, l’hedge fund Shah Capital, secondo maggiore azionista della società, ha sollecitato il consiglio di amministrazione a valutare cambiamenti strategici, inclusa una possibile vendita, avvertendo che potrebbe avviare una battaglia per le deleghe in assenza di progressi nel breve termine.

UN CONTESTO POLITICO POCO FAVOREVOLE

Non solo. L’accordo tra Pfizer e Novavax si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni nella politica sanitaria statunitense sotto la guida del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. Investitori e dirigenti hanno riferito che la retorica anti-vaccini si è tradotta in modifiche concrete ai calendari e alle raccomandazioni, con un effetto di raffreddamento sul settore.

Nell’ultimo anno, l’amministrazione Trump ha rivisto linee guida storiche, eliminando la raccomandazione generalizzata di vaccinazione per tutti i bambini contro malattie come influenza ed epatite A. Questi cambiamenti, secondo 15 investitori e analisti interpellati da Reuters, hanno ridotto l’uso dei vaccini e indebolito il razionale d’investimento per alcune aziende biotech.

“I vaccini non saranno un’area di crescita sotto l’attuale amministrazione”, ha affermato Stephen Farrelly, responsabile globale pharma e healthcare di ING, indicando un possibile freno al settore fino al 2028.

LE REAZIONI DEL SETTORE E DEGLI INVESTITORI

Kennedy ha difeso le nuove politiche sostenendo che mirano a migliorare la sicurezza e ad allineare gli Stati Uniti ad altri Paesi comparabili. Un portavoce del dipartimento della Salute ha dichiarato che le raccomandazioni si basano sulle migliori “prove scientifiche di livello aureo” disponibili e su considerazioni di salute pubblica, “non su interessi aziendali”.

Alcuni dirigenti del settore hanno tuttavia espresso pubblicamente le proprie preoccupazioni. L’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, e quello di Sanofi, Paul Hudson, hanno criticato la retorica di Kennedy durante una recente conferenza sanitaria.

Intanto, Reuters afferma che gli investitori stanno orientando le proprie scelte verso gruppi farmaceutici di grandi dimensioni, ritenuti meno esposti alle oscillazioni dei ricavi legati ai vaccini, mentre le società più piccole risultano più vulnerabili in un contesto di maggiore incertezza. Le recenti modifiche alla politica sanitaria statunitense hanno infatti reso il mercato meno prevedibile, aumentando la cautela verso aziende come Novavax, il cui profilo di rischio appare più sensibile ai cambiamenti normativi e alla volatilità della domanda.

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