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Tutte le sintonie fra Merz e Meloni su difesa, migranti e non solo

Quali sono le convergenze parallele in corso tra Italia e Germania alla vigilia delle consultazioni governative italo-tedesche a Roma

Di fronte al tavolo delle consultazioni governative italo-tedesche del 23 gennaio a Roma, l’interrogativo posto dall’Handelsblatt suona come un segnale dei tempi che cambiano: “Merz e Meloni: sta nascendo una nuova coppia nell’Ue?”. Alla vigilia dell’incontro, che riunirà le delegazioni ministeriali dei due paesi, il principale quotidiano economico-finanziario tedesco descrive un rapporto bilaterale in fase di forte ascesa, collocandolo in un quadro europeo segnato da tensioni e riallineamenti.

Mentre l’asse tradizionale tra Berlino e Parigi mostra crepe evidenti, l’Italia viene rappresentata come un partner sempre più centrale per la Germania, sia sul piano politico sia su quello strategico, in una fase delicata per l’Unione e per i suoi equilibri interni.

UNA SETTIMANA CHIAVE PER BERLINO E ROMA

L’analisi dell’Handelsblatt colloca il rafforzamento dei rapporti con Roma all’interno di una settimana particolarmente intensa per il cancelliere federale Friedrich Merz. Dopo la partecipazione al Forum economico di Davos, Merz è volato a Bruxelles per coordinare con gli altri Stati membri una linea comune nei confronti del presidente statunitense Donald Trump. Secondo fonti governative tedesche citate dal quotidiano, il confronto con l’Italia è considerato prioritario: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni viene indicata come “un interlocutore di peso crescente”, con cui discutere in modo approfondito i principali dossier europei.

La sintonia politica tra Merz e Meloni, sottolinea il giornale, si è già tradotta in una cooperazione concreta a livello Ue, con risultati tangibili su più fronti. Questa convergenza avrebbe progressivamente portato la premier italiana ad assumere un ruolo simile a quello storicamente ricoperto dal presidente francese Emmanuel Macron come principale partner europeo di Berlino. Le consultazioni di Roma, che seguono immediatamente i colloqui di Bruxelles, vengono descritte come “il punto più alto”, almeno per ora, di un percorso di avvicinamento tra i due governi.

COMPETITIVITÀ, DIFESA E MIGRAZIONI AL CENTRO DELL’AGENDA

Secondo quanto reso noto dalle diplomazie dei due governi, il vertice italo-tedesco avrà un’agenda ampia. Oltre al tema della competitività economica, Roma e Berlino intendono approfondire la cooperazione in materia di difesa e di gestione dei flussi migratori. In vista del Consiglio europeo sulla competitività del 12 febbraio, i due governi hanno inoltre elaborato un documento congiunto indirizzato alla Commissione europea. Nella lettera, citata dal quotidiano, Italia e Germania “sollecitano una riduzione più incisiva degli oneri amministrativi, procedure autorizzative accelerate e un rafforzamento del mercato interno”.

Il fatto che iniziative di questo tipo vengano oggi elaborate con Roma e non con Parigi viene letto come un indicatore delle difficoltà attraversate dall’intesa franco-tedesca. L’Handelsblatt ricorda come la Francia sia impegnata su un fronte interno complesso, mentre l’Italia appare caratterizzata “da una maggiore stabilità politica”. Questo elemento contribuirebbe a spiegare perché Berlino guardi con crescente interesse al rapporto con il governo Meloni.

LE CREPE NELL’ASSE FRANCO-TEDESCO

L’analisi dedica ampio spazio alle tensioni tra Germania e Francia. Dopo il tentativo di rilancio dei rapporti celebrato nell’estate 2025 durante il Consiglio dei ministri franco-tedesco, le divergenze hanno nuovamente preso il sopravvento. In primo piano viene citato il progetto di difesa FCAS, che comprende lo sviluppo di un nuovo aereo da combattimento, droni di supporto e un sistema di interconnessione digitale. Le ambizioni di leadership del gruppo francese Dassault, secondo il quotidiano, incontrano la resistenza di Berlino e Madrid, mettendo a rischio l’intero programma.

A ciò si sommano le difficoltà politiche di Macron, indebolito dall’avvicinarsi delle elezioni del 2027 e dall’impossibilità di ricandidarsi, oltre che da una maggioranza parlamentare ridotta dopo lo scioglimento dell’Assemblea nazionale nel 2024.

Le tensioni interne hanno limitato la capacità del governo francese di approvare un bilancio in grado di contenere il nuovo indebitamento. Anche sul piano europeo, il voto contrario di Parigi all’accordo di libero scambio con il Mercosur, motivato da pressioni interne, viene indicato come “un ulteriore elemento di frizione” con Berlino.

L’ITALIA TRA PRAGMATISMO E LIMITI STRUTTURALI

In contrasto con la posizione francese, l’Handelsblatt sottolinea “il pragmatismo” mostrato da Meloni sul dossier Mercosur. Dopo un iniziale rifiuto, l’Italia ha cambiato orientamento all’inizio di gennaio, sostenendo l’intesa in seguito alle garanzie offerte dalla Commissione europea al settore agricolo. Questo passaggio avrebbe contribuito in modo decisivo al successo di Merz a Bruxelles, almeno fino alla decisione del Parlamento europeo di sottoporre l’accordo al vaglio della Corte di giustizia (che il quotidiano economico stesso critica in un violento editoriale).

La cooperazione tra Berlino e Roma viene evidenziata anche su altri fronti: dalla posizione comune sul superamento del divieto ai motori a combustione interna, sostenuta dai ministri competenti dei due paesi, fino ai rapporti industriali nel settore della difesa, con la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall per la produzione di carri armati. Sul tema migratorio, infine, l’allineamento sarebbe netto, con contatti costanti tra i ministeri dell’Interno e una retorica condivisa in sede europea.

Completano l’analisi dell’Handelsblatt due interventi di esperti italiani. Secondo Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari Internazionali ed ex ambasciatore a Berlino, la sovrapposizione di interessi tra Germania e Italia è “notevole”, dalla cooperazione industriale al rafforzamento del mercato interno. Tuttavia, osserva Giovanni Orsina, direttore del Dipartimento di scienze politiche della Luiss, l’Italia difficilmente potrà sostituire del tutto la Francia nel rapporto privilegiato con Berlino. “L’Italia ha un rango inferiore rispetto a questi due paesi”, dice Orsina, il suo peso economico e politico resta inferiore, anche alla luce dell’elevato debito pubblico e del posizionamento di Fratelli d’Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, esterno alle principali famiglie politiche che sostengono la Commissione. “Un elemento di cui”, conclude l’analisi, “Merz dovrà tenere conto nel costruire la sua nuova rete di alleanze europee”.

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