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ai basic act

La Corea supera l’Europa nella regolazione dell’Ia. E le startup sbuffano

In Corea del sud è entrato in vigore l'Ai Basic Act, il primo quadro normativo al mondo sull'intelligenza artificiale (il regolamento europeo non viene ancora applicato nella sua interezza). Per il governo, la legge farà della Corea una delle maggiori potenze dell'Ia; le startup, però, temono che possa frenare l'innovazione.

Giovedì in Corea del sud è entrato in vigore l’Ai Basic Act, che è stato definito il primo insieme di leggi al mondo per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale: il quadro normativo dell’Unione europea, infatti, pur essendo stato proposto nel 2021 e approvato nella primavera del 2024, verrà applicato nella sua interezza solo dal 2027. Seul, dunque, è arrivata prima di Bruxelles.

LE STARTUP SUDCOREANE HANNO GLI STESSI TIMORI DI QUELLE EUROPEE

L’Ai Basic Act sudcoreano si prefigge di introdurre dei requisiti di sicurezza per l’intelligenza artificiale, di aumentare la fiducia verso questa tecnologia – che possiede un grande potenziale trasformativo – e, più in generale, di posizionare il paese come un leader mondiale del settore. Le aziende sudcoreane, però, temono che gli obblighi di conformità alla legge possano finire per danneggiarle, “appesantendole” rispetto alla concorrenza internazionale.

Le stesse preoccupazioni sono state espresse dalle startup tecnologiche europee nei confronti dell’Ai Act comunitario. Anche perché negli Stati Uniti, dove hanno sede tutte le principali società di intelligenza artificiale, l’approccio regolatorio è volutamente molto più leggero proprio per non intralciare l’innovazione.

COSA PREVEDE L’AI BASIC ACT DELLA COREA DEL SUD

Il ministero della Scienza della Corea del sud ha spiegato che l’Ai Basic Act è stato pensato per promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale, ma anche per garantirne la sicurezza e per diffondere un clima di fiducia. Secondo il ministro della Scienza Bae Kyung-hoon, l’Ai Basic Act fornirà alla Corea del sud le “fondamenta istituzionali fondamentali” per diventare una delle prime tre potenze mondiali dell’intelligenza artificiale.

La legge, tra le altre cose, prevede l’obbligo per le aziende di garantire la supervisione umana sui cosiddetti sistemi di intelligenza artificiale “ad alto impatto”, ovvero quelli che si occupano di materie sensibili come la sicurezza nucleare, la produzione di acqua potabile, i trasporti, la sanità e la valutazione del credito.

Le imprese, inoltre, saranno tenute a informare in anticipo gli utenti quando i loro prodotti e servizi fanno uso di intelligenza artificiale generativa o “ad alto impatto”, e dovranno segnalare in modo chiaro i contenuti generati dall’intelligenza artificiale quando risultino difficilmente distinguibili da quelli reali.

LE MULTE

L’Ai Basic Act prevede un periodo di tolleranza di un anno per le aziende; dopodiché, quelle che violeranno la legge saranno sanzionate. E le multe possono essere anche piuttosto salate: per esempio, la mancata segnalazione dell’utilizzo di intelligenza artificiale generativa può comportare una sanzione fino a 30 milioni di won, circa 20.400 dollari.

LE AZIENDE SI LAMENTANO

Tra le aziende sudcoreane serpeggia “un po’ di risentimento” verso la legge, ha riportato Reuters, in particolare per la carenza di dettagli. A detta della South Korea’s Startup Alliance, l’Ai Basic Act utilizza spesso un linguaggio vago che potrebbe indurre le aziende a optare sempre per le scelte più sicure, in modo da non rischiare di venire multate, anziché puntare sull’innovazione.

Il governo, comunque, ha fatto sapere di voler creare una piattaforma di orientamento e un centro di assistenza rivolto alle imprese.

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