La tariffa aggiuntiva del 25%, decisa ieri da Trump per le nazioni che commerciano con l’Iran, quanto potrebbe incidere sulla bilancia dei pagamenti Usa-Cina?
Ancora è tutto molto incerto. Dobbiamo aspettare l’evoluzione della situazione in Iran, che resta incerta. Il presidente americano Donald Trump aveva promesso un intervento a favore dei dimostranti e ora invece sembra essersi tirato indietro. Ma la situazione resta fluida e ci potrebbe essere ancora un suo cambiamento di posizione. Di converso, le tariffe hanno un impatto nel medio, lungo termine. Direi che occorrerà vedere i prossimi giorni, per prima cosa.
È probabile che salti la tregua sui dazi di un anno concordata tra Washington e Pechino qualche mese fa?
Non credo, per il momento. Il prossimo appuntamento è il vertice di aprile, dove tutto andrà benissimo (altrimenti non si incontrerebbero). In realtà l’America non ha alternative alle importazioni di terre rare cinesi, né i cinesi hanno alternative alle esportazioni nel mercato americano, quindi nel breve ci sarà una specie di tregua vigilante tra i due, in attesa di evoluzioni nei tanti altri fronti aperti.
Perché e come la Cina è riuscita a coinvolgere il Canada in una partnership significativa e insolita?
La questione del Canada, come anche l’accordo della Ue, credo che abbiano a che fare con Trump. L’assertività americana ha lasciato scoperti e nervosi tanti partner commerciali americani che si sentono trattati dagli Usa come e peggio di un avversario/rivale come la Cina. Quindi cercano spazi di manovra propri. La Cina poi sta riuscendo a sfruttare bene questi spazi e ciò si vede anche dai dati del commercio. Il surplus cinese verso l’America è diminuito del 20% ma il surplus complessivo cinese verso il mondo è aumentato di un 20% in totale, passando da un trilione di dollari nel 2024 a 1,2 trilioni di dollari nel 2025. Questo significa che molti dei partner commerciali americani stanno aumentando i loro scambi con la Cina e in parte c’è anche un commercio triangolare, beni cinesi vanno prima altrove e poi finiscono in America.
La grande novità è, appunto, che gli alleati americani stanno cercando spazi di commercio propri al di là dell’America. Se l’America non affronta presto e bene questo aspetto, la situazione potrebbe degenerare in direzioni inattese.
Quale sarà il costo economico per la Cina dell’uscita di Maduro in Venezuela?
È incerto. Non sappiamo in realtà cosa farà la nuova amministrazione venezuelana e cosa pensa l’America di fare. Sappiamo che il debito venezuelano verso la Cina potrebbe andare, secondo varie stime, da 20 a 200 miliardi: dipende da cosa viene calcolato. Di certo, però, il colpo per Pechino c’è stato.
Perché la diplomazia cinese non è riuscita a riavvicinare Arabia Saudita e Iran e neppure a mediare tra Anp e Hamas per la Palestina? Quali sono i limiti dell’ approccio negoziale del Dragone sulla scena internazionale ?
Nel dettaglio non lo so. Ma credo che la Cina abbia avuto un approccio molto ingenuo e ideologico alle questioni medio orientali e ad Hamas. Pensava che tutti i musulmani si sarebbero uniti contro Israele. Non ha visto invece che che c’era in Medioriente una guerra sotterranea ma profonda tra Iran e tutti gli altri. Tutti erano così contenti che l’influenza dell’Iran venisse erosa o eliminata da Israele; Israele in realtà faceva la guerra sporca contro l’Iran e i suoi alleati nella regione.
Confondendo quindi la logica profonda della regione, Pechino ha perso la bussola. Senza idee autentiche della realtà non si riesce a intervenire. Ora per Pechino recuperare sarà molto difficile.
Come valuti le recenti scelti dell’Unione europea rispetto alla Cina nei settori dell’auto elettrica e dei pannelli solari? Più in generale, è prevedibile una crescita delle importazioni e del peso economico della Cina nell’Unione europea?
Come ho già accennato sopra, i tradizionali alleati degli Stati Uniti reagiscono all’atteggiamento assertivo di Trump cercando nuovi spazi commerciali oltre gli Usa, e questa tendenza probabilmente porterà ad una crescita degli scambi Cina-Ue.




