Il 2025 non è stato un anno facile per i marchi premium di Volkswagen. A sbandare infatti non c’è stata solo Porsche ma anche Audi e non poteva essere altrimenti se si considera che l’anno appena archiviato era iniziato con la chiusura del suo impianto di auto elettriche a Bruxelles. Nessuno ai piani alti della Casa dei Quattro anelli poteva però aspettarsi che alla crisi dovuta alle scarse vendite delle vetture a batteria si sarebbero aggiunti di lì a pochi mesi altri fattori, tra cui un andamento via via più difficile in Cina e soprattutto l’arrivo dei dazi di Donald Trump.
IL 2025 DI AUDI IN NUMERI
Nel corso dell’anno appena archiviato Audi ha consegnato oltre 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo, registrando un calo di circa il 3% rispetto all’anno precedente, ritenuto già difficile.
In Nord America, Messico escluso, le consegne sono diminuite di oltre il 12% a 202mila unità, mentre in Cina, inclusa Hong Kong, il calo è stato del 5% a circa 617mila veicoli. In Europa (esclusa la Germania), i volumi hanno invece rispettato le attese: Ingolstadt ha consegnato oltre 464mila Audi, mantenendosi sostanzialmente in linea con l’anno scorso. Bene anche il mercato interno: in Germania la Casa dei Quattro anelli ha piazzato oltre 206.000 veicoli (+4%), di cui circa 41.000 completamente elettrici (+89%).
LE AUTO ELETTRICHE DI AUDI RIPARTONO?
E proprio le consegne di veicoli elettrici sono aumentate di circa il 40%, raggiungendo circa 113mila unità. Le consegne di modelli completamente elettrici hanno raggiunto la soglia record di oltre 223.000 unità nel 2025, con un incremento di circa il 36%.
PROBLEMI A EST E A OVEST
Ma i veri problemi per Audi risiedono in Cina, dal momento che, ormai, il primo mercato dell’automobile è saldamente in mano a marchi locali e la quasi totalità delle Case tedesche sta velocemente scivolando ai margini, e negli Stati Uniti di Donald Trump che hanno alzato barriere commerciali prendendo di mira proprio le auto tedesche.
In più occasioni, infatti, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha detto e ripetuto che la sua opera legislativa è volta a sanare il fatto che mentre gli americani acquistino con entusiasmo le vetture tedesche, i tedeschi non acquistano le auto statunitensi.
IL PECCATO ORIGINALE DI AUDI: IL MAXI HUB MESSICANO…
E se il solo modo di scampare ai dazi trumpiani per le Case europee è impiantare la propria filiera in America, Audi è stata penalizzata dall’avere da tempo un impianto in Messico, a San Jose Chiapa, peraltro riammodernato solo nel 2024 per accogliere le sfide dell’auto elettrica, dove al momento del ritorno di Trump alla Casa Bianca venivano prodotte quelle Q5 destinate al Nord America rimaste ferme nei porti statunitensi nel mese di aprile dato che sarebbe costato troppo farle sbarcare.
Nell’attuale assetto del costruttore europeo, San Jose Chiapa era stato immaginato e potenziato per servire i mercati di Stati Uniti e Canada, ma il muro commerciale innalzato da Trump tra gli States e il Messico potrebbe spingere Audi a ridisegnare al più presto la propria filiera nel Nuovo mondo.



